La verità sulle pensioni, non solo per gli imprenditori agricoli

La spesa previdenziale pubblica è sostenibile: lo dice il bilancio dell’Inps. L’analisi dell’Inac. Le proposte di Cia e Inac.

Dignità sociale e incentivo al ricambio generazionale in agricoltura passano anche dalla necessità di una discussione più razionale sul tema previdenziale. Cia – Agricoltori Italiani e l’Inac, il suo patronato, chiedono l’istituzione di una pensione base per gli ex agricoltori e per i giovani coltivatori che consiste in un adeguamento almeno al tetto minimo di 650 euro previsto dalla Carta sociale europea in aggiunta alla pensione liquidata interamente con il sistema contributivo. Di questo e di altri aspetti spinosi, e quanto mai dirimenti, si è parlato nel corso del convegno “Le pensioni domani: la verità per gli imprenditori agricoli” svoltosi qualche giorno fa (18 dicembre) nella sede di Cia Romagna a Cesena.

«Le proposte sulle pensioni avanzate dall’Inac, il patronato di Cia – Agricoltori Italiani, si basano su una serie di analisi e studi che hanno portato all’evidenza un dato cruciale: nel nostro Paese la spesa previdenziale pubblica è totalmente sostenibile e lo dice il bilancio dell’Inps. La vera spesa previdenziale italiana è di 150,9 miliardi di euro, che deve essere a carico della fiscalità generale, e dei 49 miliardi di Irpef pagati dai pensionati, una partita di giro per il bilancio dello Stato. La spesa realmente sostenuta per le pensioni in Italia è pari al 10% del Pil, al di sotto della media europea. Il bilancio dell’Inps, grazie alle entrate contributive, è in attivo di circa 30 miliardi di Euro all’anno. E’ così per il 2016, è così per il 2017». Sono le parole di Antonio Barile, presidente dell’Inac nazionale intervenuto in video conferenza al convegno.

L’impegno di Cia – Agricoltori Italiani sulla tematica previdenziale va avanti da anni e anche in Romagna da tempo si cerca di tenere alta l’attenzione in merito. Cia Romagna lo fa a livello istituzionale e politico e anche con seminari e convegni come quello dei giorni scorsi, organizzato dalle associazioni di persone di Cia Romagna: anziani (Anp), donne (Donne in Campo), giovani (Agia). Questo già sottolinea la trasversalità e l’interconnessione generazionale dell’argomento, troppo spesso non preso in considerazione dai giovani perché lontano nel tempo. Le pensioni non sono solo e non possono essere solo un argomento di chi ci è vicino o di chi vi è già. Il convengo è stata l’occasione per puntualizzare diversi aspetti, partendo dall’excursus sulla previdenza agricola dal 1957 ad oggi realizzato da Wiliam Signani (Presidente Anp Cia Romagna) per arrivare all’intervento di Matteo Pagliarani (Presidente Agia Romagna) con la presentazione delle analisi e delle proiezioni delle pensioni di domani dei giovani agricoltori di oggi.

Signani e Pagliarani hanno sostenuto con forza la necessità, sin da giovani, di riflettere, battersi, organizzarsi per sé e per la famiglia sulla questione previdenza per un futuro dignitoso, dei giovani e degli anziani. Claudio Cortesi, esperto di strumenti assicurativi, ribadendo che è un forte sostenitore della previdenza pubblica ha illustrato quali siano i prodotti disponibili ad integrazione delle nuove pensioni.

La questione previdenziale è al centro del dibattito politico nazionale ed europeo. Sulle pensioni si gioca il peso di un Paese. Allora in Cia la domanda è perché c’è chi non vuole migliorare le pensioni, perché i dati italiani comunicati alla Ue non corrispondono alla realtà, con l’Istat che per valutare quanto incide la previdenza sul Pil inserisce nel conteggio anche elementi che non afferiscono alla previdenza ma sono specifiche di altri enti?

Cia e Inac chiedono di fare chiarezza sui dati, di mettere in evidenza qual è la spesa per la previdenza, quale per l’assistenza, qual è la tassazione e come viene investito l’avanzo di bilancio dell’Inps; passi necessari per riflettere in maniera più razionale sulle pensioni, che non possono essere utilizzate come un bancomat in base a visioni fuorvianti.

La proposta di Cia non è una soluzione corporativa, ma è rivolta a tutti coloro che hanno carriere lavorative discontinue, con partita iva, a chiamata, a progetto. L’Appello di Cia è di unire le forze, creare un clima solidale fra generazioni. Gli strumenti integrativi rappresentano un aiuto, ma non potranno mai essere sostituivi della previdenza pubblica.

«Non vogliamo uno scontro fra generazioni, non vogliamo uno scontro fra lavoratori – afferma Stefano Francia, presidente dell’Associazione giovani agricoltori/Agia nazionale – Stiamo parlando di dignità sociale. Inac e Agia si sono accordati affinché nell’arco di circa sei mesi in tutte le regioni venga affrontata questa tematica, come accaduto in Romagna in occasione di questo appuntamento e in altri che lo hanno preceduto».

All’interno delle pensioni autonome l’agricoltura è il fanalino di coda con un assegno mensile lordo di 507 euro, dietro commercio (817 euro lordi al mese) e artigianato (882 euro lordi al mese). I circa un milione e trecentomila commercianti, i circa un milione e seicentomila artigiani, assieme al milione e mezzo di ex agricoltori, arrivano a complessivi 4,5 milioni di pensionati autonomi, una categoria spesso inascoltata, nella bagarre politica in tema pensionistico, fatta di individui che, oltre percepire assegni bassi, hanno perso in pochi anni oltre il 30% del potere d’acquisto.

dav

Le pensioni domani: la verità per gli imprenditori agricoli

“Le pensioni domani: la verità per gli imprenditori agricoli” è il tema del convegno organizzato da Anp, Agia e Donne in Campo di Cia – Agricoltori Italiani Romagna. L’appuntamento è nella sede centrale di Cia Romagna a Cesena (via Rasi e Spinelli, 160) martedì 18 dicembre alle ore 15.00.

Introduce: Danilo Misirocchi, Presidente Cia Romagna.

Presiede: Stefania Malavolti, Presidente Donne in Campo Romagna

Relatori:
Wiliam Signani, Presidente ANP Cia Romagna
“Excursus sulla previdenza agricola dal 1957 ad oggi”

Matteo Pagliarani, Presidente AGIA Romagna
“Analisi delle future pensioni dei giovani agricoltori”

Claudio Cortesi, Esperto strumenti assicurativi
“Prodotti disponibili ad integrazione delle nuove pensioni”

Interviene: Antonio Barile, Presidente Inac Nazionale

DIBATTITO con alcune testimonianze dei soci

Conclusioni: Stefano Francia, Presidente Agia Nazionale

Le pensioni domani, 18 dicembre, Cesena, Cia Romagna_programma

INNOVAZIONE TECNOLOGICA E COLTURALE, CANAPA, BIODINAMICA: LA TAVOLA ROTONDA

Tre relatori di spessore per affrontare i tre temi principali della tavola rotonda che, come da tradizione, ha fatto seguito alla presentazione dei dati dell’Annata agraria 2018. Sono intervenuti Raffaele Drei, presidente del Centro di ricerca produzioni vegetali; Ivan Nardone, del dipartimento economico Cia Nazionale; Massimo Biondi, produttore, dirigente Cia Romagna e presidente di Canova.

Raffaele Drei ha sottolineato la necessità di fare ricerca e innovare l’agricoltura in Romagna, anche in relazione ai mutamenti climatici che, con l’estremizzazione dei fenomeni atmosferici, stanno già cambiando i calendari di maturazione. Fondamentale la transizione verso l’agricoltura di precisione, ad oggi applicata solo dall’1% delle imprese agricole. E’ necessario però che la dimensione delle aziende cresca, per rispondere alle sfide del mercato e alle necessità di investimento e innovazione. Sempre di più, inoltre, il consumatore chiede che si produca in maniera pulita e “senza chimica”. La viticoltura, ad esempio, utilizza il 60% dei prodotti chimici impiegati in agricoltura, e il tema prioritario diventano le varietà resistenti, in cui si intrecciano aspetti scientifici e normativi per restare al passo con i mutamenti. L’olivo è una coltura da rivalutare, così come la peschicoltura, su cui la ricerca , sia in Italia che all’estero, non si è concentrata a causa della bassa redditività.

Ivan Nardone, in un interessante excursus sulla storia e gli usi della canapa, ha ricordato come in Romagna questa coltura, nella prima metà del Novecento, avesse una produzione pari al doppio di quella che si conta oggi a livello mondiale. Ha poi affrontato i temi di attualità, dove uno spartiacque è rappresentato dalla legge 242/2016 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, che rappresenta un buon provvedimento normativo ma è ancora circondata da molta confusione sull’argomento. Le potenzialità degli usi industriali della canapa sono notevoli, dalle proprietà nutraceutiche all’edilizia, dalla bioingegneria alla bonifica, dalle bioplastiche alla zootecnia. In ottobre, Cia-Agricoltori Italiani, insieme a Confagricoltura e Federcanapa, ha presentato il primo disciplinare in materia: un documento congiunto di fondamentale importanza per la regolamentazione e la valorizzazione della produzione di canapa, che mira a stabilire criteri comuni di qualità nella coltivazione, raccolta e conservazione delle infiorescenze di canapa, tra quelle ammesse nel catalogo europeo delle varietà con THC inferiore a 0,2%.

Massimo Biondi, infine, ha portato la propria esperienza ultradecennale nello studio e applicazione dei principi della biodinamica, illustrando come questa possa rappresentare una nuova frontiera. Tutto parte dalla cura del terreno, che anche grazie al recupero di pratiche come inerbimenti e sovesci ritorna soffice, ricco di sostante nutritive, di microorganismi e lombrichi. La biodinamica è un validissimo aiuto per le aziende biologiche, ma la sua pratica ideale richiederebbe attività agricole a ciclo chiuso, oggi rare. Nella propria azienda, Biondi ha istituito da ormai 15 anni un gruppo di studio insieme ad alcuni colleghi, che si dedica all’approfondimento, alla preparazione e alla sperimentazione di preparati biodinamici.

Agrifidi Uno Emilia Romagna, nuova Operatività Straordinaria

Il 29 ottobre 2018 Il Consiglio di Amministrazione di Agrifidi Uno Emilia Romagna ha deliberato una forma di finanziamento straordinaria, al fine di aiutare le Aziende Agricole della Regione Emilia Romagna colpite dalle calamità e che, a seguito di queste, avranno difficoltà finanziarie per concludere l’annata agraria in corso ed affrontare la nuova.

Obiettivo di questa Operatività Straordinaria è cercare di mettere le Aziende Agricole in condizione di affrontare serenamente, da un punto di vista economico, l’annata agraria ormai prossima, usufruendo di una forma di finanziamento che possa permettere di distribuire in più anni le spese necessarie per portare a termine questa annata agraria, ed iniziare la nuova.

La nuova Operatività permette di chiedere un finanziamento per le seguenti voci di spesa:

  • Acquisto Scorte (antiparassitari, concimi, etc.), Servizi Vari Aziendali (trasporto merci, lavori conto terzi, etc.);
  • Spese per la manodopera aziendale;
  • Pagamento di polizze dell’impresa agricola;
  • Pagamento di polizze assicurative per le calamità atmosferiche (MAV Condifesa).
  • Rientrano nel finanziamento le fatture datate nel secondo semestre 2018, pagate o non ancora pagate.

Il finanziamento è strutturato in modo da dilazionare per un periodo che va da 3 a 5 anni la restituzione del prestito, con rate trimestrali o semestrali, prevedendo il pagamento dei soli interessi per i primi 12 mesi; a partire dalle rate successive al primo anno di pre-ammortamento inizierà la restituzione della quota capitale.

La nuova Operatività Straordinaria si affiancherà per un periodo limitato di tempo alla operatività tradizionale che Agrifidi Uno Emilia Romagna svolge durante tutto l’anno a sostegno delle Aziende Agricole della Regione Emilia Romagna, ed ha il supporto di tutte le Organizzazioni Professionali Agricole del Territorio e ad essa hanno aderito tutti i principali Gruppi Bancari ed Istituti di Credito.

Per informazioni:

Sede Amministrativa Ravenna


Sede di Forlì Cesena e Rimini

Consorzio di bonifica Romagna occidentale: 15 milioni di euro per infrastrutture irrigue

E’ notizia di questi giorni la pubblicazione, da parte del Ministero delle Politiche Agricole, della graduatoria del bando per la misura del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale (PSRN) dedicata alle infrastrutture irrigue. Il progetto presentato dal Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale ha ottenuto il quinto punteggio più alto e si trova quindi in posizione utile per la concessione di un finanziamento di poco meno di 15 milioni di euro. Un dato più di tutti fa capire l’importanza del risultato raggiunto: l’importo complessivo delle domande presentate al Ministero ammontava complessivamente a 1,2 miliardi di euro su un totale di fondi stanziati di 284 milioni di euro.

Il progetto del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale prevede la realizzazione di reti distributive irrigue in pressione dell’acqua del CER (Canale Emiliano Romagnolo), costituite da condotte interrate in pressione dello sviluppo complessivo di 100 km, a beneficio di una superficie agricola di 2.500 ettari per 500 aziende aderenti e 635 appezzamenti. In particolare, è prevista la realizzazione di una rete distributiva a monte del CER nel comune di Faenza che, abbinata al distretto irriguo che si intende realizzare con le economie conseguite in precedenti lavori, poterà al completamento delle opere del progetto generale denominato “Senio-Lamone”. Una zona fortemente vocata a produzioni frutticole di qualità e idroesigenti, a elevato indotto occupazionale, potrà quindi contare su uno stabile approvvigionamento di acqua del CER, quindi di una fonte che impatta positivamente sul bilancio idrico dell’area interessata, grazie a una rete distributiva moderna e efficiente che va a sostituire gli emungimenti da falda sotterranea, in un territorio affetto dal problema della subsidenza, e i prelievi dai corsi d’acqua naturali la cui portata tende a scendere sotto la soglia del minimo deflusso vitale durante la stagione estiva. Queste reti potranno poi interconnettersi con quelle che verranno realizzate a servizio del territorio pedecollinare nei comuni di Faenza e Brisighella, in derivazione da invasi esistenti e di nuova realizzazione, per le quali il Consorzio ha redatto un progetto di circa 16,5 milioni di euro selezionato come prioritario a livello regionale per l’assegnazione dei fondi stanziati su un canale separato rispetto a quello del PSRN.

Oltre al completamento delle reti a monte del CER, il progetto selezionato per il PSRN prevede la realizzazione di tre nuovi distretti irrigui a valle del canale, denominati: “Santa Lucia”, nei comuni di Massa Lombarda, Sant’Agata e Mordano; “Budrio”, nei comuni di Lugo e Cotignola; “Madrara”, nei comuni di Faenza e Cotignola.

Questi distretti irrigui saranno alimentati tramite gruppi di pompaggio ospitati in altrettante centrali di nuova costruzione. Le centrali a servizio dei distretti Budrio e Madrara saranno parzialmente inglobate nell’argine sinistro del CER in modo da ridurre al minimo l’impatto visivo. La centrale a servizio del distretto Santa Lucia sarà invece realizzata nei pressi di un bacino di accumulo e disconnessione di nuova realizzazione della capacità di 12.000 metri cubi, alimentato da una condotta adduttrice a gravità che a sua volta recapita in un canale consorziale da impermeabilizzare per evitare dispersioni nel tratto che conduce all’invaso. Presso quest’ultima centrale verrà realizzato un impianto fotovoltaico, in parte sul tetto del vano che ospita le pompe e in parte nello specchio d’acqua, che con la sua potenzialità di 161,46 kWp dovrebbe garantire autonomia energetica all’impianto. Ciascuna centrale è dotata di due pompe centrifughe ad asse verticale, della portata di 90 litri/secondo ciascuna (per un totale quindi di 180 litri/secondo), più una pompa di riserva di pari portata. Al di là dei dati tecnici, l’aspetto più qualificante del progetto è senza dubbio il risparmio idrico potenziale che le opere da esso previste consentiranno, pari al 58% rispetto ai sistemi distributivi esistenti, per un totale in valore assoluto di circa 4,5 milioni di metri cubi all’anno.
Non è ancora possibile indicare la tempistica di avvio dei lavori, in quanto si deve attendere prima che la graduatoria da provvisoria diventi definitiva e poi che il Ministero emani il provvedimento formale di concessione del finanziamento. Da quel momento sarà possibile indire la gara d’appalto sopra soglia di rilevanza comunitaria i cui tempi complessivi di svolgimento possono essere stimati in 6 mesi.

Gita Anp Cia Romagna a Marradi e Brisighella

Anp Romagna organizza per domenica 21 ottobre una gita alla “Sagra delle Castagne e del Marron buono di Marradi”, con visita anche al borgo di Brisighella.

Programma:

  • ore 7.15 – Partenza da Rimini Sud
  • ore 7.25 – sosta a Rimini Nord
  • ore 7.40 – sosta a Cesena Nord
  • ore 8.00 – sosta a Forlì
  • ore 8.20 – sosta a Faenza
  • ore 9.30 – previsto arrivo a Marradi visita alla Sagra
  • ore 12.30 – pranzo presso la Trattoria Sant’Eufemia a Brisighella
  • ore 15.30 – prevista visita al Borgo di Brisighella
  • Rientro previsto alle 18.00 circa

Quota di partecipazione che comprende viaggio con autobus, biglietto ingresso alla Sagra e pranzo € 40,00

Prenotarsi presso le sedi ANP/Cia, iscrizioni entro il 18 ottobre

Locandina Gita ANP Marradi 21 ottobre

Individuati i primi quattro responsabili di zona per il rapporto coi soci e supporto alla rappresentanza

Si tratta di: Samuele Amadei, per la zona di Faenza- Valle Senio- Valle Lamone; Danilo Donati, per la zona di Ravenna-Russi-Cervia; Daniela Lama, per la Bassa Romagna; Claudio Romualdi, per la zona di Novafeltria.

Come da mandato congressuale, Cia Romagna sta procedendo alla riorganizzazione dei vari livelli della rappresentanza del sistema, che sempre più deve saper rispondere alle attuali sfide innovative e tecnologiche, rafforzando la presenza capillare sul territorio a presidio delle aree rurali e per consolidare il rapporto diretto con gli agricoltori. Per soddisfare la complessità dei bisogni espressi dalle imprese e dai cittadini, Cia Romagna ritiene opportuno realizzare un sistema organizzativo strutturato in poli di servizi, competenti e funzionali. Una delle figure fondamentali e di riferimento in questo percorso è il Responsabile del rapporto coi soci e supporto alla rappresentanza.

Il funzionario incaricato temporalmente a svolgere questo ruolo compie – nell’ambito degli indirizzi e delle politiche confederali – analisi ed interventi di indirizzo ai soci sulla tipologia dei servizi erogati dagli uffici; mantiene il collegamento fra la Confederazione e gli enti ed associazioni territoriali; predispone e attua interventi di supporto e di assistenza al presidente di zona ed al Consiglio territoriale.

Promuove, inoltre, gli eventi confederali assicurandone il supporto organizzativo; elabora iniziative per la promozione delle politiche confederali in materia di sviluppo associativo; supporta l’associazione nella predisposizione dell’iter per il rinnovo dei Consigli territoriali; è responsabile della logistica delle sedi di riferimento.

L’area vasta Romagna della Cia si compone di 9 territori e per ognuno di questi è previsto un consiglio territoriale, un presidente e un responsabile di zona per i rapporti con i soci e supporto alla rappresentanza. Gli altri territori per i quali si procederà a individuare consiglio, presidente e responsabile sono: Forlì; Cesena; Savignano sul Rubicone; Rimini nord (con Bellaria e Santarcangelo); Rimini sud (con Coriano e Morciano).

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
C.F. 80094210376 – PEC: amministrazione.er@cia.legalmail.it

Privacy Policy  –  Note legali

WhatsApp chat