La prova delle cessioni intracomunitarie e le novità dal 2020

 

 

Nell’ambito delle operazioni intracomunitarie, l’articolo 41, comma 1, D.L. 331/1993 dispone che le cessioni intracomunitarie sono operazioni non imponibili Iva.

Per poter applicare l’agevolazione che vede la non applicabilità dell’IVA alle operazioni intracomunitarie è necessario che:

  • entrambi i soggetti coinvolti nell’operazione siano soggetti passivi Iva (devono cioè avere una partita IVA);
  • l’operazione sia onerosa (quindi non gratuita come gli omaggi) e comporti il trasferimento della proprietà dei beni oggetto della stessa;
  • vi sia l’effettivo trasferimento fisico della merce dal territorio dello Stato al territorio di un altro Paese UE.

Proprio la prova dell’effettivo trasferimento fisico di un bene da un paese all’altro e la mancanza di esplicite previsioni in merito che consentissero di dimostrare l’effettivo trasferimento ha fatto si, in questi anni, che gli organi di controllo sanzionassero, con la non applicabilità dell’agevolazione, tutte quelle situazioni dove tale prova non era data.

Tale problema ovviamente non si pone per le operazioni di esportazione a soggetti extra-Ue che, dovendo effettuare le operazioni doganali, danno maggiore certezza circa l’effettiva uscita dei beni dal territorio italiano (a seguito ovviamente di “chiusura delle operazioni doganali”).

In tale contesto, il nuovo Regolamento di esecuzione UE 2018/1912, che si applicherà a decorrere dal 01.01.2020 in tutti gli Stati membri, ha introdotto nel Regolamento UE 282/2011 l’articolo 45-bis, riguardante proprio il regime di esenzione connesso alle operazioni intracomunitarie prevedendo quali debbano essere le prove per dimostrare che i beni siano trasferiti dalla Stato Italiano ad un altro Stato appartenente alla Comunità.

Diverse sono le prove a seconda che il trasporto venga effettuato:

  • direttamente dal cedente o da un terzo per suo conto oppure
  • dal caso in cui il trasporto sia eseguito dall’acquirente (o da un terzo per suo conto).

In primo luogo, dalla lettura dell’art. 45 anzidetto i possono distinguere due distinti gruppi di prove, accettati come elementi di prova della spedizione o del trasporto.

Elementi di prova di cui alla lett. a)Elementi di prova di cui alla lett. b)
1)    documento o una lettera CMR riportante la firma (si ritiene che si faccia riferimento alla firma del trasportatore che ha preso in carico la merce);1)    polizza assicurativa relativa alla spedizione o al trasporto dei beni o i documenti bancari attestanti il pagamento della spedizione o del trasporto dei beni;
2)    polizza di carico;2)    documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità, ad esempio un notaio, che confermano l’arrivo dei beni nello Stato membro di destinazione;
3)    fattura di trasporto aereo;3)    ricevuta rilasciata da un depositario nello Stato membro di destinazione che confermi il deposito dei beni in tale stato membro.
4)    fattura emessa dallo spedizioniere

Come anticipato, l’articolo 43 bis del Regolamento prevede che debbano essere fornite prove diverse a seconda di chi effettua il trasporto, ovvero a seconda che:

  • i beni vengano spediti o trasportati da venditore o da un terzo per suo conto;
  • i beni vengano spediti o trasportati dall’acquirente o da un terzo per suo conto.

In particolare, nel caso in cui i beni siano stati trasportati dal venditore o da un terzo per suo conto, al fine di provare l’effettivo trasferimento fisico della merce il cedente deve essere in possesso:

  • di almeno due elementi di prova di cui al gruppo a) rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra (esempio fattura dello spedizioniere e CMR), oppure, in alternativa;
  • di una qualsiasi degli elementi di prova di cui al gruppo a) in combinazione di uno qualsiasi dei singoli elementi di prova di cui al gruppo b) che confermano la spedizione o il trasporto, rilasciati da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra (ad esempio fattura dello spedizioniere e documenti bancari attestanti il pagamento dello spedizioniere).

Nel caso in cui i beni siano stati trasportati o spediti dall’acquirente o da un terzo per suo conto è necessario prima di tutto che venga rilasciata dal cessionario una dichiarazione con la quale il cliente certifichi che la merce è giunta nel Paese di destinazione.

Tale dichiarazione deve riportare:

  • la data di rilascio;
  • il nome e l’indirizzo dell’acquirente;
  • la quantità e la natura dei beni;
  • la data e il luogo di arrivo;
  • l’identificazione della persona che accetta i beni per conto dell’acquirente.

Tale dichiarazione, che deve essere fornita al venditore entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione, costituisce un elemento di prova necessario ma non ancora sufficiente, in quanto il venditore dovrà essere il possesso, oltre alla descritta dichiarazione, anche:

  • di almeno due degli elementi di prova di cui al gruppo a), rilasciata da due diverse parti indipendenti l’una dall’altra oppure;
  • di uno qualsiasi dei singoli elementi di cui al gruppo a) in combinazione con uno qualsiasi dei singoli elementi di prova di cui al gruppo b) che confermano la spedizione o il trasporto, rilasciati da due parti indipendenti l’una dall’altra.

Se gli operatori non riescono a fornire i documenti richiesti, le presunzioni relative individuate dal regolamento non operano. L’onere di provare che i beni sono stati trasferiti allo Stato d’arrivo torna a gravare interamente sul cedente che voglia beneficiare del regime di non imponibilità delle vendite.

Si segnala inoltre che, sempre dal 1/1/2020, la direttiva UE n. 2018/1910 del 4 dicembre 2018 prevede che l’inserimento del numero d’identificazione attribuito al cessionario, destinatario dei beni oggetto di una vendita intracomunitaria, divenga una condizione sostanziale ai fini dell’applicazione del regime di non imponibilità, anziché un mero requisito formale.

Il diritto all’applicazione del regime di non imponibilità è inoltre subordinato, come prevede il nuovo par.  1-bis dell’art.  138, alla presentazione di  corretti elenchi  riepilogativi  (modelli Intrastat) delle operazioni intracomunitarie.

Si raccomanda quindi, quando vengono effettuate cessioni intracomunitarie, in primo luogo di verificare se il soggetto cliente è iscritto al VIES. Solo in tale caso si potrà emettere la fattura di vendita in esenzione (termine unionale) di imposta.

 

 

Agevolazioni tributarie a imprenditori agricoli professionali che acquistano un fondo agricolo: chiarimento dell’Agenzia

Sono riconosciute le agevolazioni previste dall’art. 2, comma 4-bis, Legge n. 194/2009, consistenti nell’applicazione delle imposte di registro ed ipotecaria nella misura fissa e dell’imposta catastale nella misura dell’1%, nonché dell’esenzione dall’imposta di bollo, all’imprenditore agricolo a titolo principale (IAP) che acquista come singolo un terreno agricolo e che entro i cinque anni lo affitti alla Società agricola semplice di cui è socio assieme al coniuge, purché continui a coltivarlo direttamente: questo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate con Risposta ad Interpello 25 novembre 2019, n. 491.

Come previsto dalla Legge n. 194/2009, le agevolazioni destinate agli imprenditori agricoli decadono se, prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto:

  • il fondo agricolo viene volontariamente alienato o
  • gli imprenditori agricoli smettono di coltivarlo o di condurlo direttamente.

Nel caso di specie un imprenditore agricolo (IAP), socio di una Società agricola semplice, voleva acquistare personalmente un terreno già condotto in affitto e coltivato dalla propria Società, con l’intenzione di mantenere tale affitto.

L’Agenzia, richiamando la Risoluzione 4 luglio 2008, n. 279, ha quindi chiarito che nel caso in cui il fondo acquistato uti singuli dai soci, venga affittato, prima del decorso dei cinque anni, alla Società agricola semplice in cui i medesimi cedenti sono i soci, è possibile applicare (e mantenere) le agevolazioni tributarie previste a patto che gli stessi acquirenti continuino a coltivare direttamente il fondo.

Nuovo regime fitosanitario dal 14 dicembre

Il 14 dicembre entrano in vigore una serie di regolamenti europei che modificano l’attuale sistema di regole in materia di:

  • classificazione degli organismi nocivi
  • circolazione delle piante e dei prodotti vegetali all’interno dell’UE
  • importazione ed esportazione delle merci da e verso paesi terzi.

Vivaisti, importatori, esportatori, commercianti all’ingrosso e tutti coloro che commercializzano e lavorano imballaggi in legno con il marchio ISPM 15 FAO assumono il ruolo di operatori professionali, con una serie di ruoli e responsabilità ed impegnati, insieme al sistema pubblico dei Servizi fitosanitari, nella sorveglianza del territorio e nel garantire produzioni esenti da organismi nocivi pericolosi.

In sintesi le principali novità:

Gli Operatori professionali dovranno registrarsi ad un Registro Ufficiale (RUOP) che è su base nazionale. L’OP si registra c/o il Servizio regionale ove risiede la sede legale dell’azienda. Gli OP sono i primi responsabili di qualità e sanità delle proprie produzioni; devono avere adeguate conoscenze, individuare e presidiare i punti critici dei propri processi produttivi, garantire la tracciabilità (per 3 anni) dei propri materiali ed emettere il passaporto delle piante

Il passaporto dovrà accompagnare tutte le piante soggette ad impianto. Le informazioni sul passaporto sono comuni in tutti gli stati membri. E’ previsto che il passaporto possa essere integrato con i cartellini di certificazione per sementi, vite, fruttiferi (ai sensi delle normative di settore). I passaporti rilasciati prima del 14/12/2019 mantengono la loro validità e potranno accompagnare le merci fino al 14/12/2023 (Reg. 2017/2313). Una componente fondamentale del nuovo passaporto è il codice di tracciabilità; è probabile che molti operatori debbano effettuare adeguamenti organizzativi per garantire la tracciabilità dei propri prodotti.

Cambiano le modalità di controllo agli operatori professionali da parte dei servizi fitosanitari. Il Regolamento 2017/625 introduce i controlli ufficiali da parte dell’autorità competente a garanzia della sanità delle piante (in analogia ai controlli del settore zootecnico). I controlli 2020 dovranno seguire le nuove disposizioni. Essi saranno effettuati in stretta collaborazione con gli OP, dovranno rispettare requisiti di efficacia, efficienza, trasparenza. Il Servizio Fitosanitario predisporrà e presenterà un Piano Regionale dei Controlli.

COME CI STIAMO ATTREZZANDO

  • Aggiornamento degli ispettori fitosanitari
  • Formazione e informazione delle diverse tipologie di operatori attraverso:
  • invio di comunicazioni/circolari
  • incontri con i rappresentanti dei settori (Assosementi, Vivaismo frutticolo e ornamentale, Import)
  • Predisposizione supporti divulgativi
  • Aggiornamento sito web

Ad oggi sono interessati dai primi adeguamenti (passaggio RUP/RUOP, nuovi passaporti) un migliaio di operatori che sono stati tutti contattati tramite informativa scritta (o lo saranno a breve). Particolare attenzione agli esportatori che fino ad oggi non dovevano essere iscritti; è stata predisposta una campagna informativa a loro riservata.

Per la nuova modulistica http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/fitosanitario/doc/moduli/moduli

Per gli aggiornamenti https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14530

ALCUNE ALTRE NOVITA’ FISCALI DA LUGLIO 2020

Mancata accettazione di pagamenti con carte di debito e credito: D.L. Fiscale 2020

L’art. 23, D.L. n. 124/2019 introduce una sanzione applicabile alla mancata accettazione di pagamenti elettronici; a decorrere dal prossimo 1° luglio 2020 in tal caso verrà comminata una sanzione pecuniaria di importo pari ad euro 30, aumentata poi del 4% del valore della transazione.

Si ricorda che il comma 4, art. 15, D.L. n. 179/2012 dispone l’obbligo, da parte dei soggetti che esercitano la vendita di prodotti o la prestazione di servizi di accettare pagamenti mediante carta di debito o carta di credito, salvo impossibilità tecnica di adempiere al suddetto obbligo.

 

Credito di imposta su commissioni pagamenti elettronici

Viene introdotto un credito di imposta riconosciuto agli esercenti attività di impresa, arte o professioni, in misura pari al 30% delle commissioni loro addebitate per le transazioni effettuate mediante carte di credito, di debito o prepagate. Il credito spetta per le commissioni su operazioni rese dal 1° luglio 2020, a condizione che i ricavi e compensi relativi all’anno d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a 400.000 euro. 

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17, D.Lgs. 241/1997, a decorrere dal mese successivo a quello di sostenimento della spesa e non concorre alla formazione del reddito.

Gli  operatori  che  mettono  a  disposizione  degli  esercenti  i  sistemi  di pagamento di cui al comma 1 trasmettono telematicamente all’Agenzia delle  entrate  le  informazioni  necessarie  a  controllare  la  spettanza  del credito  d’imposta.  Con  provvedimento  dell’Agenzia  delle  entrate,  da emanare entro 60 giorni a decorrere dal 27 ottobre 2019, sono definiti termini, modalità e contenuto delle comunicazioni.

L’agevolazione è soggetta alle regole sul de minimis.

Da tale agevolazioni sembra siano escluse le attività agricole che non dichiarano reddito di impresa o di lavoro autonomo.

 

Riduzione del limite di utilizzo del denaro contante: D.L. Fiscale 2020

Con l’art. 18, D.L. n. 124/2019 sono state apportate modifiche agli articoli 49 e 63, D.Lgs. n. 231/2007, riguardanti la limitazione all’uso del contante e dei titoli al portatore. L’introduzione del nuovo comma 3-bis all’art. 49 ha infatti stabilito che il limite di trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra persone fisiche o giuridiche, venga ridotto dall’attuale di euro 3.000 a:

  • euro 2.000 a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021;
  • euro 1.000 a decorrere dal 1° gennaio 2022.

La modifica all’art. 63 ha inoltre apportato una rimodulazione del minimo edittale della sanzione, prevista in caso di utilizzo del contante in misura superiore al limite; in particolare, per le violazioni commesse e contestate:

  • dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, il minimo edittale è pari ad euro 2.000;
  • dal 1° gennaio 2022, il minimo edittale è pari ad euro 1.000.

 

Riapertura rottamazione ruoli Agenzia Entrate Riscossioni

Vengono riaperti i termini per poter fruire della c.d. rottamazione delle cartelle, posticipando l’originaria scadenza di versamento del 31 luglio 2019 al 30 novembre 2019.

La  proroga  riguarda,  in  particolare,  coloro  che  hanno  aderito  alla  definizione  tramite presentazione del mod. DA-2018 / mod. DA-2018-D entro il 30.4.2019 ovvero ammessi automaticamente alla rottamazione-ter.

Lotteria nazionale degli scontrini

Con riferimento alle operazioni effettuate a decorrere dall’1.1.2020  le persone fisiche maggiorenni residenti in Italia, che effettuano acquisti di beni/servizi, fuori dall’esercizio di attività d’impresa, arte o professione, presso esercenti che trasmettono telematicamente i corrispettivi all’Agenzia delle Entrate possono partecipare all’estrazione a sorte di premi attribuiti nel quadro di una lotteria nazionale.

Per partecipare all’estrazione è necessario che al momento dell’acquisto:

  1. il contribuente comunichi il proprio “codice lotteria” all’esercente;
  2. l’esercente trasmetta all’Agenzia delle Entrate i dati della singola cessione / prestazione.

Il codice lotteria potrà essere reperito andando sull’apposito sito che sarà creato dall’Agenzia delle Entrate e allo scopo dedicato.

Viene introdotta una sanzione amministrativa da un minimo di 100 a un massimo di 500 euro per gli esercenti che al momento dell’acquisto si rifiuti di rilevare il codice fiscale del contribuente o non trasmetta i dati relativi alla cessione.

La sanzione è sospesa nel primo semestre di applicazione del regime nel caso  in  cui  l’esercente  assolva  l’obbligo  di  memorizzazione  dei corrispettivi  tramite  misuratori  fiscali  già  in  uso  ma  non  idonei  alla trasmissione telematica.

A tale lotteria si aggiunge la cosiddetta lotteria “CASHLESS” che al  fine  di  incentivare  l’utilizzo  di  strumenti  elettronici  di  pagamento, prevede  ulteriori  premi  speciali  per  un  ammontare  annuo complessivo non superiore a 45 milioni di euro, da attribuire tramite estrazioni aggiuntive a quelle ordinare della lotteria degli scontrini, a quei soggetti che effettuano il pagamento in carte e bancomat.

Anticipazioni Legge di Bilancio 2020

È recentemente approdato al Senato il disegno di legge della c.d. “Legge di bilancio 2020” contenente una serie di interessanti novità di natura fiscale, in vigore generalmente dal 2020. L’iter parlamentare della Legge si concluderà, come di consueto, entro la fine di dicembre.

Le misure sotto indicate potranno subire variazioni durante l’iter parlamentare.

STERILIZZAZIONE AUMENTI ALIQUOTE

È previsto anche per il 2020 il mantenimento dell’aliquota IVA ridotta del 10% e dell’aliquota IVA ordinaria del 22%.

ESENZIONE IRPEF COLTIVATORI DIRETTI / IAP

È estesa anche al 2020 l’esenzione IRPEF dei redditi dominicali / agrari dei coltivatori diretti / imprenditori agricoli professionali. Per il 2021 la tassazione ai fini IRPEF dei predetti redditi è fissata nella misura del 50%.

ESONERO CONTRIBUTIVO COLTIVATORI DIRETTI / IAP

È previsto, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero (per un periodo massimo di 24 mesi) dal versamento del 100% dell’accredito contributivo IVS a favore dei coltivatori diretti / IAP:

  • di età inferiore a 40 anni;
  • iscritti nella previdenza agricola dall’1.1 al 31.12.2020.

REGIME FORFETARIO

Sono introdotte una serie di modifiche al regime forfetario per i soggetti che dichiarano reddito di impresa che restringono la platea dei soggetti interessati all’adozione dello stesso dal 2020.

In particolare le modifiche riguardano le condizioni di accesso / mantenimento del regime, con la conseguenza che molti soggetti forfetari nel 2019 dovranno “ritornare” dal 2020 al regime ordinario.

In sintesi è previsto:

  • il mantenimento del limite di ricavi / compensi conseguiti nell’anno precedente pari a € 65.000;
  • la reintroduzione  del  limite  (ora  pari  a  €  000)  relativo  alle  spese  per  lavoro  (fino  al  2018  fissato a € 5.000).

Sono confermate le incompatibilità introdotte dalla Finanziaria 2019 per i collaboratori familiari, per i  soci di società di persone e di srl, nonché per i coloro i quali operano prevalentemente nei confronti di  committenti  ex  datori  di  lavoro  nel  biennio  precedente.

È  nuovamente  operante  l’esclusione dal regime forfetario per coloro i quali possiedono redditi da lavoro dipendente e assimilati eccedenti € 30.000.

Sono pertanto penalizzati i dipendenti e i pensionati con redditi superiori al predetto limite i quali dal 2020 sono obbligati ad applicare il regime ordinario.

È confermato che la limitazione non opera per i soggetti che hanno cessato il rapporto di lavoro; tuttavia si rammenta che, il soggetto che cessa il rapporto di lavoro, non può adottare il regime forfetario qualora operi prevalentemente nei confronti dell’ex datore di lavoro.

È incentivato l’utilizzo della fattura elettronica prevedendo la riduzione di un anno del termine di decadenza dall’attività di accertamento ex art. 43, DPR n. 600/73.

È  infine  espressamente  prevista  la  rilevanza  del  reddito  forfetario  per  il  riconoscimento  / determinazione delle deduzioni, detrazioni o benefici di qualsiasi titolo, anche di natura tributaria.

PROROGA DETRAZIONE RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Viene prorogato dal 31.12.2019 al 31.12.2020 il termine entro il quale devono essere sostenute le spese relative agli interventi di riqualificazione energetica  di cui all’art. 1, commi da 344 a 347, Legge n. 296/2006 e relative modifiche / implementazioni  apportate nel corso del tempo, per poter fruire della detrazione del 65% – 50%.

Si  rammenta  che  per  gli  interventi  sulle  parti  comuni  condominiali  di  riqualificazione energetica  nonché  per  quelli  finalizzati  congiuntamente  alla  riduzione  del  rischio  sismico e  alla  riqualificazione  energetica   il  citato  art.  14  prevede  già  il  riconoscimento  delle  relative detrazioni per le spese sostenute fino al 31.12.2021 .

PROROGA DETRAZIONE RECUPERO EDILIZIO

Viene  prorogato  dal  31.12.2019  al  31.12.2020  il termine entro il quale devono essere sostenute le spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio per poter fruire della detrazione del 50%, sull’importo massimo di € 96.000, di cui all’art. 16-bis, TUIR.

Si rammenta che per gli interventi di adozione di misure antisismiche di cui alla lett. i) del comma 1 del citato art. 16-bis su edifici ubicati nelle zone a rischio sismico 1, 2 e 3, compresi quelli di demolizione e ricostruzione di interi edifici con riduzione del rischio sismico effettuati dall’impresa che li cede entro 18 mesi dalla fine dei lavori, l’art. 16 in esame prevede già il riconoscimento della relativa detrazione (c.d. “sisma bonus”) per le spese sostenute fino al 31.12.2021 .

PROROGA DETRAZIONE “BONUS MOBILI”

Modificando il comma 2 dell’art. 16, DL n. 63/2013 è confermato anche per il 2020 il c.d. “bonus

mobili”.

In particolare, la detrazione IRPEF del 50% sulla spesa massima di € 10.000 può essere fruita da  parte  dei  soggetti  che  nel  2020  sostengono  spese  per  l’acquisto  di  mobili  e/o  grandi elettrodomestici  rientranti  nella  categoria  A+  (A  per  i  forni)  finalizzati  all’arredo  dell’immobile oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio:

  • iniziati a decorrere dall’1.1.2019;
  • per i quali si fruisce della relativa detrazione.

“BONUS FACCIATE”

Con l’introduzione del nuovo comma 1.1 all’art. 16, DL n. 63/2013 è prevista la detrazione IRPEF pari al 90% per le spese sostenute (senza limiti) nel 2020 relative agli interventi edilizi, ivi inclusa la manutenzione ordinaria, finalizzati al recupero / restauro della facciata degli edifici. La misura riguarda le persone fisiche e non gli enti e società.

RIMODULAZIONE ONERI DETRAIBILI IN BASE AL REDDITO

Viene prevista la rimodulazione della detrazione per oneri (19%) in base al reddito del contribuente, assunto al netto del reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze, come segue:

  • intero importo qualora il reddito complessivo non sia superiore a € 120.000;
  • per la parte corrispondente al rapporto tra € 240.000, diminuito del reddito complessivo e € 120.000, qualora il reddito complessivo sia superiore a € 120.000.

N.B.

La detrazione compete per l’intero importo per le seguenti spese:

  • interessi passivi prestiti / mutui agrari (nel limite dei redditi dei terreni);
  • interessi passivi mutui ipotecari per l’acquisto / costruzione dell’abitazione principale;
  • spese sanitarie  sostenute  per  patologie  che  danno  diritto  all’esenzione  della partecipazione alla spesa sanitaria.

OBBLIGO TRACCIABILITÀ DELLE DETRAZIONI IRPEF PER ONERI

La detrazione IRPEF del 19% degli oneri di cui all’art. 15, TUIR è riconosciuta soltanto se la spese è sostenuta mediante versamento bancario / postale / altri sistemi di pagamento tracciabili.

NB

La  disposizione  non  è  applicabile  alla  detrazione  spettante  per  l’acquisto  di  medicinali / dispositivi medici nonché per le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche / private accreditate al SSN.

RIVALUTAZIONE TERRENI E PARTECIPAZIONI

Prorogata ancora una volta la possibilità di rideterminare il costo d’acquisto di:

– terreni edificabili e agricoli posseduti a titolo di proprietà, usufrutto, superficie ed enfiteusi;

– partecipazioni  non  quotate  in  mercati  regolamentati,  possedute  a  titolo  di  proprietà  / usufrutto;

alla data dell’1.1.2020, non in regime d’impresa, da parte di persone fisiche, società semplici e associazioni professionali, nonché di enti non commerciali.

È fissato al 30.6.2020 il termine entro il quale provvedere:

  • alla redazione ed all’asseverazione della perizia di stima;
  • al versamento dell’imposta sostitutiva.

L’imposta sostitutiva risulta ora fissata nelle seguenti misure:

  1. 11% (invariata) per le partecipazioni qualificate;
  2. 11% (in precedenza 10%) per le partecipazioni non qualificate;
  3. 11% (in precedenza 10%) per i terreni.

ESENZIONE CANONE RAI ANZIANI A BASSO REDDITO

A  decorrere  dal  2020  l’esenzione  dal pagamento del canone RAI è applicabile ai soggetti:

  • di età pari / superiore a 75 anni;
  • con reddito non superiore a € 8.000 (compreso quello del coniuge);
  • non conviventi con soggetti titolari di reddito proprio (ad eccezione di colf / badanti / collaboratori domestici).

PROROGA MAXI / IPER AMMORTAMENTO

MAXI AMMORTAMENTO BENI MATERIALI

È  disposta  la  proroga  del  maxi  ammortamento,  ossia  della  possibilità,  a  favore  delle  imprese /  lavoratori  autonomi che dichiarano redditi di impresa che  effettuano  investimenti  in  beni  strumentali  nuovi,  di  incrementare  il relativo costo del 30% al fine di determinare le quote di ammortamento / canoni di leasing.

In particolare l’agevolazione è prorogata fino al:

– 31.12.2020;

– 30.6.2021 a condizione che entro il 31.12.2020 sia accettato il relativo ordine e pagati acconti in

misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

È confermata l’esclusione dall’agevolazione per i veicoli a deducibilità limitata (autovetture) anche se strumentali all’attività.

Si ricorda che il maxi ammortamento:

  1. non spetta per gli investimenti in:
    1. beni materiali strumentali per i quali il DM 31.12.88 stabilisce un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5%;
    2. fabbricati e costruzioni;
    3. specifici beni ricompresi nei gruppi V (industrie manifatturiere alimentari), XVII (industrie dell’energia, gas e acqua) e XVIII (industrie dei trasporti e telecomunicazioni);
  2. è irrilevante ai fini dell’applicazione degli ISA .

IPER AMMORTAMENTO E MAXI AMMORTAMENTO BENI IMMATERIALI

È disposta la proroga dell’iper ammortamento, ossia della possibilità, a favore delle sole imprese che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi finalizzati a favorire processi di trasformazione tecnologica / digitale, individuati dalla Tabella A allegata alla Finanziaria 2017, di incrementare il relativo costo di acquisizione.

In particolare l’agevolazione è riconosciuta anche per gli investimenti effettuati:

  • entro il 31.12.2020;

ovvero

  • entro il 31.12.2021 a condizione che entro il 31.12.2020 il relativo ordine sia accettato dal venditore e sia effettuato il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

 BONUS CULTURA 18ENNI

È  riproposto anche per il 2020 il “bonus cultura” a favore dei residenti in Italia che compiono 18 anni nel 2020, al fine di promuovere lo sviluppo della cultura e la conoscenza del patrimonio culturale.

IMPOSTA SOSTITUTIVA PLUSVALENZE CESSIONE IMMOBILI

In caso di cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati / costruiti da non più di 5  anni e di terreni edificabili l’art. 1, comma 496, Finanziaria 2006, prevede la possibilità di optare  ai fini della tassazione della plusvalenza realizzata (su richiesta del cedente resa al notaio), per l’applicazione di un’imposta sostituiva, in luogo della tassazione ordinaria.

La predetta imposta sostitutiva, riscossa dal notaio, è ora aumentata dal 20% al 26%.

Vendita diretta – Dal 2020 obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri

Per avere maggiori ragguagli su questa novità, che interessa anche le imprese agricole in regime IVA normale, sono a disposizione gli uffici di Cia Romagna Servizi (CRS) per l’assistenza e la consulenza necessaria al fine di districarsi in questo nuovo adempimento, di seguito esposto nei punti principali.

A partire dal 1° gennaio 2020 tutti gli imprenditori agricoli in regime normale IVA dovranno osservare le nuove regole per la certificazione delle cessioni effettuate verso consumatori finali, per le quali fino ad ora vengono emessi scontrini o ricevute fiscali; dall’inizio del prossimo anno infatti questa modalità di certificazione dei corrispettivi verrà sostituita dallo scontrino telematico che imporrà la memorizzazione elettronica dei dati e la trasmissione giornaliera in modalità telematica all’Agenzia delle entrate dei predetti dati. Regole queste che sono già in vigore dal 1° luglio 2019 per coloro che hanno un volume di affari superiore a 400.000 euro. Il nuovo adempimento sostituisce l’obbligo di annotazione dei corrispettivi nell’apposito registro e quello di rilascio della ricevuta o dello scontrino fiscale.

Per assolvere al nuovo obbligo si potranno installare degli appositi Registratori Telematici, predisposti per certificare i corrispettivi di vendita con rilascio dei c.d. “documenti commerciali” (scontrini con validità commerciale e di garanzia dell’acquisto), ovvero emettendo fattura elettronica se richiesta dal cliente.

Gli attuali registratori di cassa, se di recente fabbricazione e se tecnicamente possibile, potranno essere “adeguati” con appositi kit di aggiornamento, in caso contrario andranno sostituiti con apparecchi di nuova generazione.

In caso di acquisto o adattamento, agli imprenditori è riconosciuto per ogni strumento, un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta, per un massimo di 250 euro nel primo caso e di 50 euro nel secondo.

In caso di inadempimento, si applicano le sanzioni già in vigore:

– sanzione pari al 100% dell’Iva corrispondente all’importo non correttamente documentato;

–  sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività per un periodo da 3 giorni ad un mese qualora siano state contestate nel corso di un quinquennio quattro distinte violazioni.

 

Il nuovo Codice della Strada per i mezzi agricoli su strada

A norma degli articoli 61 e 104 del nuovo codice della strada (CDS) tutti i mezzi agricoli che circolano su strada necessitano di un permesso di circolazione della validità di 2 anni rilasciato dalla Provincia per le strade provinciali e comunali, dall’Anas per le strade statali.

Di seguito l’elenco dei mezzi agricoli che circolano su strada e che necessitano di questo permesso: mezzi agricoli con o senza attrezzatura portata, semiportata e trainata, e che superano in larghezza 2,55 m – altezza 4,00 m – lunghezza 12,00 m per veicolo isolato o 16,50 m per convoglio, peso: 6,00 t. per mezzi ad 1 asse – 14,00 t. per mezzi a 2 assi – 20,00 t. per mezzi a 3 o più assi.

Si invitano i soci proprietari di mezzi agricoli che superano i limiti di cui sopra a prendere contatto con gli uffici tecnici per effettuare le richieste di permessi di circolazione.

Sono soggette agli stessi articoli del CDS anche le trattrici agricole che svolgono il lavoro si spalatura neve, avendo però regole leggermente differenti. La spalatura neve è un lavoro industriale: la trattrice agricola deve essere omologata all’aggancio della lama neve facendo la relativa “visita e prova” presso la motorizzazione civile e conseguentemente aggiornando il libretto di circolazione.

Il permesso di circolazione dovrà essere richiesto solo per il trasferimento dalla sede aziendale al luogo di lavoro con lama chiusa, perché durante la lavorazione di salatura neve è considerato “cantiere mobile” e non soggetto al permesso di circolazione. La durata del permesso di circolazione è di massimo 1 anno rinnovabile. Durante le opere di spalatura neve occorre utilizzare il carburante industriale non quello agricolo.

Mancare agli adempimenti della richiesta del permesso di circolazione comporta sanzioni fino a 1.734,00 €, fermo amministrativo del mezzo fino a 2 mesi e sospensione della patente fino a 30 giorni, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente.

Ravenna – Nuovo coordinatore del Tavolo Provinciale dell’imprenditoria

Dal 26 novembre Mauro Mambelli è il nuovo coordinatore del Tavolo Provinciale dell’imprenditoria ravennate. Mambelli prende il posto di Alessandro Brunelli, delegato territoriale di Agci Emilia-Romagna.

Dopo la nomina del nuovo coordinatore il Tavolo ha incontrato il vicesindaco del Comune di Ravenna Eugenio Fusignani sul nuovo Regolamento di Polizia Urbana.

Il vicesindaco Fusignani ha precisato che si tratta del primo di una serie di incontri con il Tavolo sul Regolamento di Polizia Urbana. Con ogni probabilità il Regolamento andrà in approvazione del Consiglio comunale non prima di febbraio 2020.

Tavolo Provinciale delle Associazioni Imprenditoriali – Costituito nel 2009 da tutte le Associazioni di rappresentanza Agci, Cia Romagna, Cna, Coldiretti, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative Ravenna-Rimini, Confesercenti, Confimi Industria Romagna, Confindustria Romagna, Copagri e Legacoop Romagna, il Tavolo ha l’obiettivo di essere una sede di confronto e sintesi a favore dell’imprenditoria ravennate e per lo sviluppo economico del territorio.

Cimice asiatica in Prefettura

Prosegue l’impegno di Cia Romagna per portare all’attenzione di tutti le criticità del settore primario, flagello cimice compreso

Numerose le iniziative del mondo agricolo svoltesi mercoledì 18 settembre nelle principali province della regione Emilia Romagna colpite in maniera sempre più massiccia dalla cimice asiatica. Cia-Agricoltori Italiani Romagna è stata impegnata con presidi e manifestazioni e incontri coi prefetti delle province di Forlì-Cesena (come coordinamento Agrinsieme) e di Ravenna, dove a manifestare insieme a Cia Romagna c’erano Confagricoltura, Copagri, Ugc-Cisl, Agci, Confcooperative, Legacoop Romagna.

L’area riminese, al momento e per fortuna, rispetto alla cimice asiatica non soffre quanto altre zone, ciò non toglie attenzione e impegno che vengono agiti da Cia Romagna quotidianamente anche sulle situazioni di questo territorio.

A Forlì, i rappresentanti del mondo agricolo hanno incontrato il Prefetto di Forlì-Cesena, Antonio Corona, come coordinamento Agrinsieme: insieme a Cia – Agricoltori Italiani Romagna c’erano quindi Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, Copagri Forlì-Cesena, Alleanza delle Cooperative Italiane Settore Agroalimentare, Confcooperative Forlì-Cesena, Legacoop Romagna, Agci ER.

A Ravenna il documento programmatico consegnato al Prefetto Enrico Caterino è stato sottoscritto come Tavolo Verde, mentre al presidio e all’incontro con il Prefetto erano presenti insieme a Cia-Agricoltori Italiani Romagna: Confagricoltura, Copagri, Ugc-Cisl, Agci, Confcooperative, Legacoop Romagna.

Ai Prefetti, e a tutte le Istituzioni, viene chiesto di farsi parte in causa per l’adozione di un Piano Nazionale, capace di promuovere e sostenere gli interventi necessari a difendere le produzioni da questa inedita avversità rappresentata dalla cimice asiatica; sviluppare tutte le azioni possibili affinché si ristabiliscano il prima possibile le condizioni di equilibrio dell’agro-ecosistema; accelerazione del progetto di diffusione dell’antagonista naturale della cimice; garantire supporto economico pluriennale delle aziende agricole che hanno visto le loro produzioni danneggiate e/o completamente distrutte dall’insetto anche con la modifica e il finanziamento della Legge 102 sulle calamità.

Sul versante europeo le richieste puntano a una maggiorazione della dotazione delle Ocm (Organizzazione comune di mercato), per quanto concerne le politiche europee per la gestione dei mercati, al fine di creare fondi mutualistici per compensare i crescenti danni; al finanziamento di progetti di ricerca dedicati alle strategie di contrasto e di coesistenza con la cimice, in collegamento con le altre esperienze internazionali, soprattutto americane

I danni provocati dall’aggressione della cimice asiatica – prevalentemente nel frutticolo, ma questo non è l’unico comparto “gradito” all’insetto – si sommano alla crisi dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli, al peggioramento delle condizioni dei nostri mercati esposti alla concorrenza internazionale, alle calamità naturali. A rischio migliaia di posti di lavoro nelle aziende agricole e nell’indotto, molto importante, aspetto quest’ultimo troppo spesso sottovalutato o non tenuto in considerazione.

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