Cia e la sfida della sostenibilità ambientale: giunta nazionale aperta ad assessori regionali e giornalisti

Il 3 giugno, nel corso della Giunta nazionale di Cia – Agricoltori Italiani, un punto all’odg è stato affrontato aprendo la riunione, in videoconferenza, a tutti gli assessori regionali e ai giornalisti.  Il tema trattato è stato “La sfida della sostenibilità ambientale nell’emergenza Covid-19. Politiche europee, territori e sistemi produttivi”.

L’obiettivo di questa iniziativa, come ha spiegato il Presidente di Cia Nazionale, Dino Scanavino, è stato quello di avviare coi territori un focus sul ruolo dell’agricoltura verso la transizione verde, verso la sfida ambientale dell’Unione europea affinché l’agricoltura sia protagonista di questa nuova visione green del mondo e non la subisca.

La strada tracciata dal Green Deal per un’Europa a neutralità climatica entro il 2050 e affiancata dalle strategie Biodiversità 2030 e Farm to Fork (dal produttore al consumatore) prevedono azioni significative e ambiziose per un equilibrio fra natura, sistemi alimentari e bio.

Il rischio di “subire” questa transizione secondo Cia c’è. “Abbiamo rilevato un fatto grave – ha specificato Scanavino – Lo abbiamo messo in evidenza e ribadito anche in questi giorni al Commissario Ue: l’agricoltura non è presente nei processi di costituzione delle strategie di biodiversità, del Green Deal, del Farm to Fork della Ue e questo non va bene perché l’agricoltura vive strettamente a contatto con l’ambiente, ne è custode, ed è motore della ripartenza economico-sociale delle comunità. Sostenere che l’agricoltura deve essere protagonista in questo percorso non significa, ha precisato Scanavino, difendere strenuamente la produzione contro l’ambiente, ma avere attenzione per le competenze, a partire da chi scrive i documenti.  Fra gli obiettivi Ue per la strategia alla sostenibilità si trovano la riduzione delle superfici coltivate; l’aumento delle aree protette, l’aumento delle foreste e delle aree non produttive; l’aumento dell’agricoltura biologica; la riduzione dell’uso dei fitofarmaci e dei fertilizzanti; l’aumento della produzione. Scanavino ha messo in evidenza che questi obiettivi contrastano fra loro, non tengono conto dei territori e che questo è sintomo di incompetenza. “Il mondo agricolo è pronto a mettere a disposizione di tutti le sue competenze – ha precisato Scanavino – per operare non contro, ma in maniera sinergica per il sistema agroalimentare, per gli agricoltori e le loro famiglie, per le aree rurali, per essere uniti e utili per l’umanità”.

Cia ha messo in evidenza che ci sono risorse molto importanti in campo, alcune con cifre significative, ma mancano indicazioni sugli obiettivi, sui tempi di erogazione e su come sono collocate all’interno del sistema. Tutti passaggi da chiarire.

Gli assessori hanno molto apprezzato l’iniziativa organizzata da Cia. Gli interventi hanno messo in evidenza che bisognerebbe finirla con l’addossare all’agricoltura tutte le colpe per i problemi del mondo; che la difesa dell’ambiente deve essere fatta da parte di tutte le categorie; che bollare i comparti, come quello zootecnico, con pregiudizi che creano una visione distorta non rispetta tutti gli sforzi di miglioramento e innovazione realizzati ed è penalizzante per tutti; che la sostenibilità, oltre che ambientale, deve essere anche economica e oggi più che mai anche sociale; che se non si devono più utilizzare certi prodotti per la difesa delle produzioni bisognerebbe anche avere indicazioni sulle alternative; che bosco e prebosco in molte regioni d’Italia aumentano ogni giorno a causa dell’abbandono della terra da parte degli agricoltori con lo spopolamento, l’isolamento e l’impoverimento di valli, colline e montagne; che bisognerebbe trarre dal bosco un bosco coltivato; che il problema della fauna selvatica è sempre più pressante e i danni sempre maggiori e più difficili da fronteggiare.

Uno sforzo comune e un gesto significativo per salvare l’agricoltura romagnola

Le Organizzazioni Professionali Agricole e le Centrali Cooperative della Romagna scrivono ai Parlamentari romagnoli affinché sottoscrivano e promuovano le richieste già inviate al Governo

Organizzazioni Professionali dell’Agricoltura e Centrali Cooperative della Romagna chiedono a tutti i Parlamentari romagnoli un gesto significativo: portare all’attenzione delle Segreterie di Partito e dei Gruppi politici parlamentari la situazione in cui versa l’agricoltura romagnola dopo gli straordinari episodi calamitosi che l’hanno interessata in questo 2020 e sottoscrivere le richieste già presentate al Governo dall’Assessorato regionale per evitare il collasso del sistema produttivo locale.

Le richieste cui si fa riferimento sono la deroga al D.Lgs. 102/2004, il quale all’art.5 co.4 prevede l’esclusione dai risarcimenti dei danni alle produzioni ammissibili all’assicurazione agevolata, e nuove coperture finanziarie per questa misura, al momento limitate e finalizzate ai soli danni da cimice asiatica (con importi, tra l’altro, già insufficienti); richieste presentate come emendamenti al DL “Rilancio” in discussione alla Camera.

Nella lettera, inviata ieri pomeriggio, viene messa nero su bianco la mole del danno cui gli agricoltori e tutta la filiera agroalimentare del territorio sono andati incontro: «Gli eventi atmosferici caratterizzati dai forti e ripetuti abbassamenti notturni della temperatura, con punte minime fino a meno 5-6 gradi centigradi dal 24 marzo al 4 aprile scorsi, hanno investito ampie zone dell’Emilia-Romagna provocando gravi danni a molte colture frutticole specializzate anche per l’avanzato stato vegetativo dovuto alla mitezza dell’inverno. Si tratta di 48mila ettari di frutteti ad alta specializzazione produttiva, con perdite che arrivano al 90% del raccolto previsto per quest’anno nel caso delle albicocche, 9mila imprese agricole colpite e una stima provvisoria dei danni che nelle previsioni supera i 400 milioni di euro».

La deroga e le modifiche al D.Lgs. 102/2004 sono necessarie per riconoscere il danno anche alle colture assicurabili, richieste motivate da fatti concreti, in quanto, come è scritto nella lettera, «nelle settimane precedenti agli eventi, ancora a pochi giorni dall’apertura delle assicurazioni, gli imprenditori erano impossibilitati a muoversi a seguito delle restrizioni nazionali imposte all’emergenza Covid-19, pertanto, non hanno fatto in tempo ad assicurarsi; tra le condizioni dei contratti di polizza è previsto che la copertura assicurativa scatti dopo 12 giorni dalla stipula della stessa, condizione che ha di fatto aggravato la situazione, esistendo casi nei quali pur avendo assicurato, l’azienda non era in copertura da gelo al momento dell’evento calamitoso; diverse compagnie assicurative avevano ridotto la capacità assuntiva sul gelo per ridurre i rischi e altre non l’hanno attivata affatto, fatto che ha aggiunto difficoltà e ritardi ulteriori ad una eventuale ricerca di altro contraente. Date queste condizioni straordinarie, si stima che meno del 20% delle aziende frutticole regionali sia riuscita ad assicurarsi in tempo contro questa calamità».

«Contingenze così straordinariamente pesanti ci richiamano a sforzi comuni a sostegno di un settore così importante e strategico per l’economia della nostra Regione».

Le organizzazioni che hanno firmato la lettera sono: Agci Emilia-Romagna, Cia Romagna, Coldiretti Forlì-Cesena-Rimini, Coldiretti Ravenna, Confagricoltura Forlì-Cesena-Rimini, Confagricoltura Ravenna, Confcooperative Forlì-Cesena, Confcooperative Ravenna-Rimini, Copagri Forlì-Cesena, Copagri Ravenna, Legacoop Romagna, Ucg-Cisl Romagna.

Vademecum vendita diretta, agriturismi, consegna a domicilio, vivai – Emergenza Covid-19 – Fase Due

Emergenza Covid-19 “Fase Due” / Vendita diretta, agriturismi, consegna a domicilio, vivai – Vademecum (25 giugno 2020)

A seguito dell’ultimo Dpcm del 26 aprile 2020 e del decreto n. 82 del 17 maggio 2020 della Regione Emilia Romagna, è stato realizzato un vademecum che sintetizza le normative valide al momento sul territorio nazionale.

La sintesi comprende normative sanitarie, amministrative e fiscali dedicate alla vendita diretta, agli agriturismi (per la parte dedicata alla consegna a domicilio) ed ai vivai.

IMPORTANTE: I CARTELLI INFORMATIVI normativa Covid-19 in italiano ed inglese sono OBBLIGATORI per tutte le attività in cui è prevista l’apertura la pubblico, la vendita diretta (clicca qui per i cartelli informativi).

ADEMPIMENTO PER CHI ASSUME DIPENDENTI – linee generali:

  • È obbligatorio fornire i dispositivi di protezione individuale (Dpi).
  • È obbligatorio l’uso delle mascherine, mentre l’uso dei guanti può essere sostituito da una igienizzazione frequente delle mani.
  • Ciascun lavoratore dovrà ricevere formazione/addestramento necessario

ATTIVITÀ AGRICOLE CONSENTITE (ATECO 01.)

Tra le attività consentite sono presenti quelle agricole primarie di coltivazione e allevamento, l’esercizio delle lavorazioni agro-meccaniche svolte per conto terzi, le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere agricole e zootecniche (Sezione A, Codice 01, Ateco 2007).

È comunque consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di prodotti agricoli e alimentari.

Il 27 marzo la regione Emilia Romagna precisa che la vendita diretta e acquisto presso le aziende agricole: si può fare (http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2020/marzo/vendita-diretta-e-acquisto-presso-le-aziende-agricole-si-puo-fare)
Per le altre attività diverse dal codice ATECO 1 restano sempre consentite le attività funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività, previa comunicazione al Prefetto della provincia dove si trova l’attività produttiva. In essa vanno indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite.

NOVITÀ: RIAPERTURA

  • attività di alloggio per le attività agrituristiche – rispettando fino al 24 maggio le linee guida nazionali;
  • apertura al pubblico della ristorazione per agriturismi;
  • enoturismo.

ATTIVITÀ AGRICOLE SOSPESE

– le attività delle fattorie didattiche;

– vendita diretta in mercati e mercati agricoli non recintati.

VADEMECUM AGRITURISMO

NOVITÀ – Dal 18 maggio APERTURA dell’ATTIVITÀ DI ALLOGGIO in AGRITURISMO rispettando per la normativa le linee guida nazionali fino al 24 maggio. Dal 25 usciranno i protocolli regionali.

APERTURA AL PUBBLICO DELL’ATTIVITA’ RISTORATIVA (dal 18 maggio): per poterla svolgere occorre rispettare la normativa del protocollo regionale (per approfondimenti consultare VADEMECUM RISTORAZIONE). Rimane consentita la consegna a domicilio.

PER LE STRUTTURE EXTRALBERGHIERE E ALTRE TIPOLOGIE RICETTIVE – A decorrere dal 22 giugno entrano in vigore le modifiche del Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS CoV-2 in relazione allo svolgimento in sicurezza delle STRUTTURE RICETTIVE EXTRALBERGHIERE E ALTRE TIPOLOGIE RICETTIVE in Emilia-Romagna la misura prevista al paragrafo 3 della Sezione B) in merito al distanziamento dei letti nelle strutture composte da camere con posti letto destinati ad utilizzo di clienti diversi (uso promiscuo), è sostituita con la seguente disposizione:

“nelle camere, salvo in caso di presenza di unico nucleo di persone che non siano tenute al distanziamento, deve essere garantito il distanziamento interpersonale di almeno un metro, con una distanza tra letti di 1,5 metri. Detta misura non trova applicazione tra appartenenti al medesimo nucleo familiare o comunque soggetti che non siano tenuti al distanziamento interpersonale in base alle vigenti disposizioni (detto ultimo aspetto afferisce alle responsabilità individuale)”.

PER LE PISCINE 

In data 25 giugno la regione Emilia Romagna ha modificato ed integrato il “Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 in relazione allo svolgimento in sicurezza – PISCINE – in Emilia-Romagna”.

Le modifiche riguardano il distanziamento nelle vasche e aree pertinenti nonché nel solarium.

  1. Servizi vasche e aree solarium – Al fine di garantire il corretto distanziamento sociale, occorre definire misure di distanziamento minime nelle vasche e aree pertinenti nonché nel solarium e tra le attrezzature rese disponibili nelle distese, fermo restando che deve in ogni caso essere assicurato il distanziamento interpersonale di almeno un metro, fatta eccezione per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Al fine di garantire il corretto distanziamento sociale ed interpersonale all’interno dell’impianto di piscina, delle vasche, del piano vasca e nelle aree solarium e verdi, ci si deve regolare come segue:
  • La densità di affollamento nelle aree solariume verdi è calcolata con un indice di superficie di calpestio a persona coerente con l’indice di densità affollamento in vasca di cui al punto seguente. Il gestore pertanto è tenuto, in ragione delle aree a disposizioni, a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell’impianto. 
  • La densità di affollamento in vasca è calcolata con un indice di 7 mq di superficie di acqua a persona per le vasche (anche per sezioni) dove le dimensioni, l’allestimento e il regolamento dell’impianto consentono l’attività natatoria; qualora non sia consentita l’attività natatoria, è sufficiente calcolare un indice di 4 mq di superficie di acqua a persona. Il gestore pertanto è tenuto, in ragione delle aree a disposizione, a calcolare e a gestire le entrate dei frequentatori nell’impianto.
  • Relativamente ad attività motorie organizzate in acqua (acquagym, aquabike, etc.) e attività natatoria il distanziamento interpersonale che deve essere assicurato è pari a 2 metri di distanza a persona”;
  1. Le violazioni alla presente ordinanza, applicate ai sensi dell’art. 4, del Decreto-legge n. 19/2020, sono accertate dai soggetti di cui all’articolo 13, della L. n. 689/1981.

Il protocollo rimane inalterato per le altre disposizioni (quindi ad esempio l’uso della cuffia è obbligatorio in qualsiasi piscina). 

VADEMECUM VENDITE DIRETTE

  • Vendita diretta e acquisto presso le aziende agricole possibile dal 3 aprile. Si ricorda che i clienti non si possono spostare dal proprio Comune di residenza. http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/notizie/2020/marzo/vendita-diretta-e-acquisto-presso-le-aziende-agricole-si-puo-fare
  • Molte aziende agricole hanno anche attivato il servizio di consegna a domicilio. La Cia nazionale ha istituito una piattaforma gratuita per le aziende che vogliono pubblicizzare la vendita a domicilio https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/. L’adesione all’iniziativa può essere data compilando il seguente modulo: https://forms.gle/Z7a2LbJh2geQzooj6
  • NOVITÀ – Riprendono le attività commerciali al dettaglio fatta eccezione per le attività di vendita di prodotti alimentari individuate analiticamente nell’allegato 1 del DPCM 22 marzo.
  • sono sospese le attività svolte nell’ambito dei mercati all’aperto non recintati;
  • MERCATI AGRICOLI – Dal 22 aprile sono ripartiti con ordinanze specifiche e ben regolamentate i mercati del contadino solo per generi alimentari di Modigliana, Bellaria, Lugo, Faenza, Castrocaro Terme, Savignano sul Rubicone, Riccione, Rimini.
  • NOVITÀ – Dal 4 maggio è possibile il commercio su aree pubbliche in forma itinerante.
  • Non sono previste restrizioni per le attività del “settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che forniscono beni e servizi.”  compresa la possibilità, di svolgere l’attività di vendita diretta dei prodotti agricoli di natura alimentare. È consentito lo spostamento degli imprenditori agricoli, oltre che il trasporto dei prodotti aziendali, per l’approvvigionamento di mezzi tecnici e scorte aziendali così come per le consegne di tali beni da parte dei fornitori. Ogni spostamento deve essere autocertificato dall’apposito modello.
  • si deve ritenere possibile l’esercizio dell’attività di vendita diretta di bevande prodotte dagli imprenditori agricoli, ivi compresi vino e birra, in quanto indubbiamente le bevande appartengano al più ampio novero di generi alimentari la cui vendita è permessa.

Rispettare sempre le misure igienico-sanitarie per prevenire la diffusione del virus:

  • lavarsi spesso le mani
  • Tenere presso il proprio banco un dispenser con disinfettante per le mani
  • Tutti gli operatori devono essere muniti di guanti e che con gli stessi non tocchino allo stesso tempo banconote e prodotti
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute
  • Evitare abbracci e strette di mano
  • Mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno 1,5 m;
  • Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  • Usare per bottiglie e bicchieri solo usa e getta
  • Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani
  • Nei punti vendita è necessario attivare misure che prevengano assembramenti e garantiscano la distanza interpersonale di almeno 1,5 m
  • Indossare abbigliamento pulito e copricapi
  • Non starnutire o tossire sui prodotti alimentari o usando le mani
  • In caso di malattie da raffreddamento non recarsi al lavoro

NORME PER LA CONSEGNA A DOMICILIO e ASPORTO DI PRODOTTI (per approfondimenti VADEMECUM RISTORAZIONE O COMMERCIO AL MINUTO)

  • È consentita la consegna a domicilio e asporto (ordine effettuato tramite piattaforma internet, telefono, ecc.); rimane permessa la vendita di confezionato (es. v gamma).
  • Deve essere aggiornato il manuale di autocontrollo aziendale, in funzione di questa specifica attività accessoria, per fornire evidenza di aver analizzato i pericoli e individuato le procedure idonee al contenimento dei rischi sull’igiene fino al momento della consegna (allego integrazione manuale).
  • I prodotti venduti allo stato sfuso (es. ortofrutta, formaggi, salumi, ecc.) devono essere pesati, prezzati e preincartati, utilizzando preincarti per uso alimentare e mettendo sempre in evidenza gli eventuali allergeni.
  • I prodotti venduti preimballati (confetture, olio, vino, ecc.) devono essere correttamente etichettati.
  • L’azienda che effettua la consegna deve munirsi dei seguenti documenti: autocertificazione per spostamento; scontrino elettronico/fattura elettronica /DDT o registro delle consegne; visura CCIAA o PIVA (a giustificazione dell’attività agricola).
  • Il prodotto è accompagnato, se emesso da imprese agricole in regime iva ordinario, dal documento commerciale (cd. Scontrino), emesso dall’azienda prima della partenza. E’, invece, obbligatorio emettere la fattura secondo le vigenti norme, se espressamente richiesta dal cliente.
  • Mentre i produttori agricoli in regime iva speciale, che cedono prodotti propri appartenenti alla Tabella A, parte I, allegata al DPR 633/72 (prodotti agricoli principali es. frutta/vino), sono esonerati dall’emissione del documento commerciale. Per tali soggetti è, in ogni caso, opportuno accompagnare i prodotti ceduti da una quietanza di pagamento che assume rilevanza esclusivamente commerciale.
  • Ai fini Iva l’operazione di consegna a domicilio si configura comunque come cessione di beni e di conseguenza, alle cessioni in parola, devono applicarsi le aliquote iva proprie dei singoli prodotti ceduti.
  • Il trasporto deve avvenire utilizzando veicoli e contenitori puliti, nonché sottoposti a regolare manutenzione al fine di proteggere i prodotti alimentari da fonti di contaminazione, assicurando il mantenimento della catena del freddo, se richiesto dalle caratteristiche del prodotto;
  • Prima, durante e dopo ogni consegna, l’addetto deve indossare mascherina di protezione, i guanti in nitrile usa e getta (che vengono eliminati dopo ogni singola consegna e igienizza le mani con gel alcolico con concentrazione di alcol tra 60-85%. Nel rispetto delle indicazioni del Dpcm 22 Marzo 2020, il ritiro dei cibi da parte delle persone addette e la relativa consegna al domicilio del cliente deve avvenire assicurando la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e sempre all’esterno del domicilio del consumatore.
  • L’attività di trasporto di alimenti per la consegna a domicilio non necessita di notifica sanitaria.

FLOROVIVAISMO

  • È possibile la vendita in loco ad imprenditori facenti parte della filiera del settore agricolo, zootecnico di trasformazione Agro-alimentare comprese le filiere che forniscono beni e servizi”, es. imprese agricole che acquistino piante da frutto per la propria attività.
  • È consentita la vendita al dettaglio (dal 22marzo) di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili”, poiché rientra nelle attività di produzione, trasporto e commercializzazione di prodotti agricoli ammesse dall’art. 1, comma 1, lettera f), del Dpcm del 22 marzo 2020.

ATTIVITÀ DI SILVICOLTURA

NOVITÀ (del 14 aprile): sono consentite le attività produttive rientranti nei codici ATECO – 2 – (Silvicoltura ed utilizzo aree forestali)

ATTIVITÀ DI GIARDINAGGIO

NOVITA’ (del 14 aprile): sono consentite le attività produttive rientranti nei codici ATECO 81.3 – (Cura e manutenzione del paesaggio, con esclusione delle attività di realizzazione).

 

I comportamenti del datore di lavoro per gestire l’emergenza Coronavirus

MISURE PREVENTIVE
L’azienda dovrà mettere a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione adeguati ad evitare il contagio: esempio, guanti e mascherine protettive, erogatori di disinfettante antibatterico. Inoltre, dovrà provvedere ad una accurata pulizia dei luoghi di lavoro, con prodotti disinfettanti atti allo scopo.
Inoltre, il lavoratore, dovrà attenersi alle comuni misure preventive, quali la cura dell’igiene della persona e dell’ambiente di lavoro e l’attenzione nel tenersi distanti da persone con sintomi influenzali.

SMART-WORKING
Per le attività esternalizzabili, l’azienda può, in tutto il territorio nazionale (D.P.C.M. 8 marzo 2020), attivare automaticamente la modalità di lavoro agile (c.d. smart-working) ai propri dipendenti, anche in assenza di un accordo individuale. L’importante è seguire le prescrizioni previste dal legislatore, previste dagli articoli da 18 a 23 della legge n. 81 del 22 maggio 2017.
In questi casi, l’accordo individuale è sostituito da un’autocertificazione che il lavoro agile si riferisce ad un soggetto appartenente a una delle aree a rischio. Nella procedura telematica (obbligatoria attraverso il sito cliclavoro.gov.it) devono essere fonite le seguenti informazioni:
1. Data sottoscrizione – coincidente alla data di inizio del periodo in smart-working;
2. File accordo: un file PDF/A contentente una autodichiarazione dell’azienda nella quale sia presente un riferimento al DPCM citato e le informazioni anagrafiche (tra le quali il codice fiscale) del lavoratore coinvolto nella comunicazione;
3. Tutte le altre informazioni: si applicano le regole ordinarie;
4. Gli obblighi informativi, previsti dall’articolo 22, comma 1, della legge n. 81 del 22 maggio 2017, sono assolti, in via telematica.

TRASFERTE E DISTACCHI
E’ il caso di annullare tutte le trasferte e i distacchi previste nei Comuni indicati dal D.P.C.M. 8 marzo 2020, almeno fino al termine dell’emergenza Coronavirus. Qualora il lavoratore fosse già nella zona indicata dal Decreto, molto probabilmente, sarà stato bloccato e messo in quarantena dalle autorità sanitarie. In questo caso, riteniamo che debba essere considerato in malattia e come tale la sua assenza dovrà essere trattata da un punto di vista legale e contrattuale (attendiamo indicazioni da parte del Ministero del Lavoro e/o INPS).
Qualora, viceversa, sia già tornato ma abbia, comunque, prestato la propria attività in dette zone, dopo il 31 gennaio 2020, dovrà essere inviato presso il Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, al fine di comunicare tale circostanza e per l’eventuale adozione, da parte dell’autorità sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva. (D.P.C.M. 8 marzo 2020)

CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA I datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive site nei comuni facenti parte della “zona rossa”, nonché i datori di lavoro che non hanno sede legale o unita’ produttiva od operativa nei comuni suddetti, limitatamente ai lavoratori in forza residenti o domiciliati nei predetti comuni, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro, possono presentare domanda di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di 3 mesi a decorrere dalla data del 23 febbraio 2020. Per i lavoratori è assicurata la contribuzione figurativa e i relativi oneri accessori. Sono esclusi i datori di lavoro domestico. Il trattamento è riconosciuto nel limite massimo di spesa pari a 7,3 milioni di euro per l’anno 2020 e limitatamente ai dipendenti in forza alla medesima data del 23 febbraio 2020. I trattamenti sono concessi con decreto delle Regioni interessate, da trasmettere all’INPS in modalità telematica entro 48 ore dall’adozione. Le Regioni, unitamente al decreto di concessione, inviano la lista dei beneficiari all’INPS, che provvede all’erogazione delle predette prestazioni. Le domande sono presentate alla Regione, che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione delle stesse. Il trattamento può essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell’INPS.

MALATTIA
Qualora il lavoratore sia obbligato dal Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, a misure di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, così come prevista dal D.P.C.M. 8 marzo 2020, a nostro avviso, questi dovrà essere considerato in malattia e come tale la sua assenza dovrà essere trattata da un punto di vista legale e contrattuale (attendiamo indicazioni da parte del Ministero del Lavoro e/o INPS).
Aggiornamento al 4 marzo 2020 – in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificandone la data di inizio e fine. (articolo 2, comma 2, lett. d), del D.P.C.M. 8 marzo 2020)
Il periodo trascorso in malattia o in quarantena con sorveglianza attiva, o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, dai dipendenti delle amministrazioni pubbliche, dovuta al COVID-19, è equiparato al periodo di ricovero ospedaliero. Fuori dei casi previsti, i periodi di assenza dal servizio dei dipendenti delle amministrazioni, imposti dai provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19, costituiscono servizio prestato a tutti gli effetti di legge. L’Amministrazione non corrisponde l’indennità sostitutiva di mensa, ove prevista. (articolo 19, del Decreto Legge n. 9/2020)

QUARANTENA VOLONTARIA
Qualora il lavoratore evidenzi la necessità di porsi in quarantena volontaria, in quanto ha sostato in uno dei Comuni indicati nel Decreto Legge n. 6/2020, ovvero ha avuto rapporti con persone contagiate dal coronavirus, e si trova in attesa del responso da parte del Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, riteniamo che debba essere considerato in ferie/permesso, in attesa del responso dell’azienda sanitaria. Qualora il responso sia positivo, l’assenza dovrà essere rimodulata in malattia.

TEMPO DETERMINATO PER SOSTITUZIONE
Qualora vi sia un lavoratore che, per motivi sanitari, è stato sottoposto a quarantena, l’azienda può procedere ad assumere, a tempo determinato, un altro lavoratore in sua sostituzione, ai sensi dell’articolo 19, comma 1, lettera a), del Decreto Legislativo n. 81/2015.
Ricordo che per motivi sostitutivi non è previsto il pagamento del contributo addizionale (1,40%) e maggiorato (0,50%). Inoltre, il lavoratore sostituto non dovrà essere computato nel numero massimo di lavoratori a termine, così come previsto dall’articolo 23, comma 2, lettera e), del Decreto Legislativo n. 81/2015.

ASSENZA NON GIUSTIFICATA DAL LUOGO DI LAVORO
Laddove non vi sia alcun presupposto in capo al lavoratore (sosta in uno dei Comuni “attenzionati” o rapporti con persone contagiate), certificato dal Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria, l’azienda potrà richiamare il lavoratore a fornire la prestazione lavorativa anche attraverso l’avvio di un procedimento disciplinare.

OPUSCOLO DA AFFIGGERE IN AZIENDA – DIECI COMPORTAMENTI DA SEGUIRE – CORONAVIRUS

DIECI COMPORTAMENTI DA SEGUIRE – CORONAVIRUS

CORONAVIRUS – INFORMATIVA LAVORATORI

 

 

Offerta condizioni per finanziamenti associati Cia Romagna

Cia Romagna per il 2020 ha sottoscritto una convenzione con tre Banche di credito cooperativo: la Bcc ravennate, forlivese, imolese; il Credito cooperativo romagnolo (area cesenate) e la Banca riviera (zona riminese).

Di seguito, in sintesi, le condizioni, per gli associati Cia Romagna, per finanziamenti richiesti nel corso del 2020.

Mutui conduzione con contributo De minimis

  • Mutui chirografari con garanzia Agrifidi
  • Durata annuale o triennale con contributo di abbattimento tasso
  • Tasso concordato con Agrifidi
  • Spese di istruttoria: 0,75%

Mutui per investimenti

  • Mutui chirografari
  • Durata massima 60 mesi
  • Tasso : Eur(*) + 1,90 %
  • Spese di istruttoria: 0,75%

(*) Euribor 360 arrotondato ai 10 cent. superiori. Nel caso tale valore scenda sotto lo zero si intenderà comunque pari a zero.

Mutui per calamità (compresa Cimice Asiatica)

  • Mutui chirografari
  • Durata massima 48 mesi
  • Tasso : Eur(*) + 1,90 %
  • Spese di istruttoria: 0,75%

(*) Euribor 360 arrotondato ai 10 cent. superiori. Nel caso tale valore scenda sotto lo zero si intenderà comunque pari a zero.

CONDIVISIONE CAMPAGNA COMUNICAZIONE COPA-COGECA

Il Copa-Cogeca, considerata l’imminente pubblicazione della strategia “Dal produttore al consumatore” e le conseguenze che avrà sull’uso dei prodotti fitosanitari, chiede un sostegno per lanciare rapidamente una campagna di comunicazione mirata.
La strategia “Dal produttore al consumatore” dovrebbe essere pubblicata il 20 maggio e da quanto abbiamo capito la nuova bozza della strategia afferma esplicitamente: “La Commissione prenderà provvedimenti per ridurre del 50% l’uso dei pesticidi chimici e i rischi connessi entro il 2030 e ridurre del 50% i rischi legati ai pesticidi ad alto rischio entro il 2030”.
Inoltre, sappiamo che questa riduzione è già prevista anche nella nuova strategia per la biodiversità: “L’uso di pesticidi chimici e i rischi connessi devono essere ridotti del 50% e l’uso di pesticidi ad alto rischio deve essere ridotto del 50%”.
Tuttavia, non sono menzionate le conseguenze socioeconomiche, le alternative o l’impatto sulle rese. Innanzitutto, riteniamo che questi obiettivi mostrino una mancanza di conoscenze di base sulla ragione e il modo in cui gli agricoltori utilizzano e applicano i prodotti fitosanitari/ pesticidi. Per questa ragione il Copa-Cogeca intende lanciare una campagna mirata sui social media nei giorni precedenti e successivi alla pubblicazione della strategia “Dal produttore al consumatore” al fine di spiegare e mettere in risalto l’importanza di questi prodotti per la produzione e la protezione delle colture europee, nonché le ripercussioni che possono avere tali obiettivi.

Per questo motivo sono richiesti, in particolare ai produttori di cereali, vino e ortofrutticoli,  brevi video per spiegare, in primo luogo, il valore e l’importanza dell’utilizzo dei prodotti fitosanitari per salvaguardare la produzione alimentare; in secondo luogo, come vengono utilizzati questi prodotti (in modo razionale e con precauzioni di sicurezza); in terzo luogo, quali conseguenze avrebbero gli obiettivi di riduzione del 50% dell’uso dei prodotti fitosanitari sulla loro produzione, le rese, i prezzi dei prodotti alimentari e la sicurezza alimentare.

I video dovrebbero riprendere gli agricoltori, nelle loro aziende agricole, con i prodotti e le macchine utilizzate per la protezione delle piante. L’idea chiave è di mostrare al grande pubblico che gli agricoltori usano questi prodotti in modo sicuro e mirato, al fine di combattere i parassiti e le malattie che altrimenti distruggerebbero le colture, nonché spiegare le conseguenze che l’eliminazione progressiva di questi prodotti avrebbe sulla produzione in assenza di alternative sicure ed efficaci (qualunque sia la loro natura).

L’hashtag utilizzato sui social media sarà: #TargetsAreNotSolutions 

Per facilitare le riprese, in ogni video l’agricoltore potrebbe rispondere alle seguenti domande:
1. Perché deve applicare pesticidi nella sua azienda agricola? – Sia concreto, mostri un esempio di malattia sulle colture che affronta con i prodotti fitosanitari.
2. Come vengono applicati i prodotti fitosanitari/pesticidi e come si assicura di farlo in modo sicuro e sostenibile (evitando rischi/pericoli per le persone e la natura)?
3. Cosa significherebbe per la sua produzione l’assenza di prodotti fitosanitari sicuri ed efficaci e di alternative? Quale impatto avrebbe una riduzione del 50%, senza avere a disposizione alternative, sulla sua azienda agricola e sulle rese? – Si prega di concludere il video sottolineando che gli obiettivi non sono soluzioni e che stabilirli senza comprenderne l’impatto è pericoloso.

Si può scegliere di girare un video unico nel quale si risponde a tutte le domande, non più lungo di 3 minuti, oppure 3 video più brevi, di 1 minuto e 30 secondi ciascuno. Per filmare si può utilizzare la telecamera di un telefono cellulare. Gli agricoltori possono esprimersi nella propria lingua.

Il Copa-Cogeca assicurerà, in collaborazione con i suoi membri nazionali, che tutti i video siano sottotitolati in inglese. È importante che l’azienda agricola e le colture siano visibili, nonché i prodotti e le macchine utilizzate per il trattamento delle colture. Idealmente (se possibile) gli agricoltori dovrebbero mostrare che tipo di malattie colpiscono le colture.

I video devono essere inviati al Copa-Cogeca (ksenija.simovic@copa-cogeca.eu), con la completa autorizzazione per l’editing e la pubblicazione sui social media. 

Poiché la data di pubblicazione della strategia “Dal produttore al consumatore” è imminente, la scadenza per l’invio dei video è la fine della prossima settimana, il 15 maggio. 

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