ANP-CIA Ferrara: allarme per il caro-vita e l’erosione del potere d’acquisto dei pensionati
Al centro della prima riunione del nuovo consiglio dei pensionati agricoli l’aumento fuori controllo del carrello della spesa e l’assegno pensionistico rimasto al palo
FERRARA, 23 aprile 2026 – Un carrello della spesa sempre più pesante, il costo dei carburanti fuori controllo e assegni pensionistici minimi che spesso costringono a scegliere se fare la spesa, il pieno all’auto o curarsi. Al centro della prima riunione operativa del nuovo Consiglio Direttivo dell’ANP (Associazione Nazionale Pensionati) di Ferrara, che resterà in carica per i prossimi quattro anni, c’è la fortissima preoccupazione per una congiuntura economica e sociale che penalizza i più fragili.
L’organismo, rinnovato per circa la metà dei suoi componenti rispetto al mandato precedente, ha fatto dunque un’analisi puntuale della situazione e definito un programma annuale, che vedrà l’associazione impegnata sia sul fronte politico-sindacale – in particolare sanità e welfare – sia su quello delle attività sociali e ricreative.
A parlare dell’aumento sproporzionato del costo della vita, che penalizza pesantemente la terza età, sono i dati diffusi a marzo 2026 dall’Istat: il “carrello della spesa” (beni alimentari e cura della persona), segna un +2,2% su base annua, un ritmo nettamente superiore all’inflazione generale. A spingere i rincari sono soprattutto i prodotti freschi come carne, pesce, frutta e verdura, saliti del 4,4%.
Il presidente di ANP Ferrara, Andrea Bandiera, ha commentato con durezza la situazione: “Siamo di fronte a un paradosso economico inaccettabile: mentre l’inflazione di fondo scende all’1,9%, lo scontrino della spesa quotidiana continua a salire, creando un divario insostenibile tra la statistica ufficiale e la realtà vissuta dai cittadini. Ancora una volta i pensionati portano sulle spalle il peso dell’aumento del costo della vita, con rincari che non trovano alcuna corrispondenza adeguata nei cedolini della pensione. Tra il 2021 e l’inizio del 2026, stimiamo un aumento cumulativo dei costi del 24%: è un impoverimento concreto che richiede interventi legislativi immediati e non più rinviabili. A questo si aggiunge l’impennata del costo dei carburanti che ha anche sfumature speculative e pesa ulteriormente sul potere d’acquisto dei pensionati”.
La crisi del potere d’acquisto è confermata anche dai dati di uno studio del CER (Centro Europa Ricerche), che evidenzia come tra il 2009 e il 2025 le pensioni abbiano subìto una grave erosione a causa dell’inflazione e del drenaggio fiscale. Emblematico è il caso di una pensione lorda di 1.500 euro, che negli ultimi dieci anni ha perso circa 70 euro mensili in termini reali.
“Per contrastare questa deriva – conclude il presidente Bandiera – Anp-Cia di Ferrara ribadisce la necessità di una riforma del sistema di rivalutazione delle pensioni. Chiediamo al Governo di adottare l’indice europeo IPCA in sostituzione del FOI nazionale, poiché il parametro europeo riflette in modo più fedele le spese reali sostenute dai pensionati per beni alimentari, energia e sanità. Ci sembra un atto profondamente giusto dal punto di vista etico e sociale, perché non possono essere sempre le categorie più “deboli” economicamente a subire i duri impatti delle crisi internazionali e dei conflitti”.