COMUNICATI STAMPA FERRARA

FERRARA

ANP Ferrara – raccolta di firme per bloccare i contratti delle utenze sottoscritti attraverso i call-center

Parte da Ferrara la raccolta firme organizzata da Anp Ferrara, l’associazione che unisce i pensionati agricoli di Cia – Agricoltori Italiani, per bloccare la pratica di far sottoscrivere i contratti delle utenze attraverso i call-center. Un’iniziativa nata dalla collaborazione con Energista, la divisione di Cia che si occupa di tutela nel mercato nell’energia per aziende agricole, imprese e persone. L’idea della raccolta nasce proprio dal lavoro fatto in questi mesi dai tecnici di Energista insieme ai pensionati, valutando soluzioni energetiche vantaggiose e il più possibile tutelate, come spiega Luca Vecchi, responsabile della divisione Energia.

“Abbiamo collaborato in maniera molto attiva con i pensionati di Anp – racconta Vecchi – riscontrando un problema comune e, purtroppo, diffuso: le continue telefonate dei call-center con proposte per tutte le utenze principali e la richiesta di un assenso immediato alla proposta, con la sottoscrizione del contratto. Non dico che si tratti di “truffe” perché naturalmente il telemarketing è una pratica lecita e i contratti sono regolari. Ma noi diciamo che non è possibile, in pochi minuti, capire se quel tipo di proposta, che riguardi l’energia o l’utenza telefonica, corrisponde alle esigenze reali dell’azienda o della persona. Lavorando con gli agricoltori abbiamo capito che hanno necessità particolari, magari anche per implementare il loro potenziale energetico attraverso il fotovoltaico o altri strumenti. E certamente non è l’addetto di un call-center che può cogliere questi bisogni, proponendo una tariffa standard che non può nemmeno essere letta e valutata sulla carta da chi la sottoscrive”.

Pienamente in linea con gli obiettivi di Energista anche Rolando Tuffanelli, presidente di Anp Ferrara.

“Nelle case, di chi ha ancora un telefono fisso presente sugli elenchi telefonici, arrivano chiamate a tutte le ore per proporre offerte di ogni genere, dall’energia ai materassi. E magari sono proprio i più anziani a riceverle e a essere tentati – spiega Tuffanelli – perché spesso il loro potere di acquisto è limitato e pensano di risparmiare. Occorre però fare molta attenzione perché contratti sottoscritti sostanzialmente alla cieca possono nascondere insidie o cavilli, cancellando il risparmio e magari vincolando l’utente per diversi anni. Per questo stiamo collaborando attivamente con Energista, la nostra divisone energia, per la raccolta firme e far passare questo messaggio: affidatevi a professionisti seri, capaci di valutare la vostra situazione e vi propongono un contratto chiaro e il più possibile tutelato. No, dunque, a contratti “al buio”.

Per chi volesse firmare contro questo tipo di pratica può farlo in questi giorni e per tutto il prossimo fine settimana presso la Sagra dal Caplaz a Coronella (Poggio Renatico) e nei prossimi mesi anche in tutti gli uffici di Cia – Agricoltori Italiani di Ferrara. L’iniziativa sarà poi estesa a livello regionale con l’obiettivo di raccogliere un numero di firme sufficienti per chiedere che la pratica dei contratti telefonici diventi illegale.

Mobilitazione per chiedere subito i danni da cimice asiatica

“Siamo di fronte a una situazione drammatica e per questo tutti gli agricoltori, indipendentemente dalla loro associazione di riferimento, devono manifestare per far emergere i gravi problemi che attraversano la nostra pericoltura. Perché non si tratta di qualche azienda frutticola che rischia di chiudere, ma di decine di migliaia di posti di lavoro che andranno in fumo e di un intero indotto economico che verrà a mancare” – ha detto Stefano Calderoni, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara, ai frutticoltori riuniti per fare il punto sull’annata produttiva e sui diversi problemi fitosanitari, primo fra tutti la cimice, e climatici che l’anno resa a dir poco disastrosa.

“Come sappiamo i danni sono enormi – continua Calderoni – e noi siamo impotenti perché non ci sono strumenti efficaci per combattere la cimice e la ricerca pubblica e super partes è all’anno zero.

Abbiamo sentito tante possibili soluzioni, alcune ritenute quasi miracolose come l’introduzione della vespa “Samurai”, ma il fatto è che questi fitofagi continuano a proliferare e a sottrarre reddito alle aziende agricole. E la mancanza di reddito non è un problema solo degli agricoltori, ma di un intero territorio, dei sindaci, dei sindacati agricoli e anche dei consumatori. Tutti devono rendersi conto che la nostra difficoltà è una difficoltà di una società che non avrà più impiegati stagionali in agricoltura e nemmeno prodotti italiani da portare in tavola. Allora – continua il presidente di Cia Ferrara – è ora di svegliarsi, di essere uniti, di attuare una mobilitazione generale senza bandiere o appartenenza perché siamo tutti nella stessa melma, dalla quale non riusciamo a emergere. Per questo la prossima settimana abbiamo convocato un coordinamento di Agrinsieme per decidere le prossime mosse perché credo che tutti dovremmo sederci intorno a un tavolo per discutere di azioni unitarie per il bene del comparto. In questo modo potremmo chiedere, con una voce più forte, interventi straordinari come è stato fatto per la Xylella in Puglia, che dovrebbero arrivare subito per consentire alle aziende agricole di pagare mutui, prestiti e personale. Avevamo già pianificato di incontrare il ministro Centinaio a Ferrara, ma ora questa situazione politica rende difficile qualsiasi mossa e purtroppo è un altro stop a quel sostegno immediato che servirebbe ai produttori. Se non faremo qualcosa mancheranno le aziende, il lavoro e mancheranno le pere italiane”.

Nei prossimi giorni Agrinsieme Ferrara scriverà anche ai sindaci del territorio, per sollecitare un loro intervento congiunto nei confronti della Regione Emilia- Romagna, come ha spiegato Massimo Piva, vicepresidente dell’associazione

“I sindaci devono rendersi conto di quanto vale l’agricoltura sul loro territorio e cercare di salvarla in tutti i modi, sollecitando in maniera congiunta la Regione perché ci fornisca degli strumenti di “emergenza”. Questa non è una battaglia di pochi frutticoltori ferraresi, ma una guerra globale di tutto il settore agricolo e si tratta di sopravvivere o soccombere. Purtroppo se non ci impegneremo in prima persona, mettendoci la faccia e non ci sarà un sostegno politico, dai Comuni alla Regione, fino a Bruxelles allora saremo davvero finiti.”

Serve un piano per fermare il dissesto idrogeologico e contenere le nutrie

“Siamo consapevoli che non siano ancora certe le cause del cedimento dell’argine sinistro del canale Navigabile, ma certo è che nel ferrarese scorrono 4.200 km di canali (tre volte la lunghezza dell’Italia), circondati da tre fiumi, e che l’erosione costante degli argini provocato dalle nutrie è un fatto certo, noto e gravissimo”. – commenta Stefano Calderoni, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Ferrara.

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Servono misure straordinarie per salvare la filiera pericola

“Come possiamo definire cimice asiatica e maculatura, capaci di spazzare via la quasi totalità della produzione di pere, se non calamità naturali? Quest’anno tra cali produttivi e problemi fitosanitari le aziende rischiano di chiudere i battenti – spiega Antonio Fioravanti, uno dei tanti frutticoltori che quest’anno non avrà alcun reddito dalla raccolta di pere.

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Cia promuove i campi di Libera

E!State Liberi! è un progetto promosso da Libera e finalizzato alla valorizzazione e alla promozione del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sequestrati alle mafie, nonché alla formazione dei partecipanti sui temi dell’antimafia sociale e alla conoscenza dei territori coinvolti, attraverso una settimana di vita di campo, immersi in esperienze di impegno sociale ed approfondimento.

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Aziende in ginocchio per il maltempo e i prezzi di mercato

Ancora una volta fenomeni atmosferici improvvisi e violentissimi hanno falcidiato le colture del territorio, in particolare frutteti ma anche mais e sorgo, tutto in piena fase di maturazione o pronto per la raccolta.  “In pochi minuti – racconta Luca Pritoni, produttore di Francolino – il vento ha praticamente sradicato mais e sorgo e la grandine ha rovinato pere e mele negli impianti non protetti dalle reti. Purtroppo quest’anno ho scelto di non assicurarmi, una decisione che può apparire non saggia, considerando che il clima è mutato e fenomeni atmosferici colpiscono ormai in maniera violentissima. Ma, visti i prezzi pagati per i prodotti e il costante aumento dei costi, un’azienda agricola per avere un minimo di reddito a volte è costretta a rischiare”.

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Cereali: preoccupazione per produzione e prezzi del frumento duro

campagna cerealicola

Aziende agricole in difficoltà per i cali produttivi generalizzati dovuti all’andamento climatico che non ha risparmiato neanche i cereali, in particolare il frumento duro. Cia – Agricoltori Italiani Ferrara lancia l’allarme per un’annata disastrosa per gli agricoltori, che riusciranno a stento a ottenere un reddito, indipendentemente dal tipo di coltura sulla quale hanno investito.

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Squilibri climatici e riscaldamento globale sono la vera piaga della nostra agricoltura

Le temperature che sfioreranno i quaranta gradi nelle prossime ore non sono solo un estremo disagio per le persone e un danno ad alcune produzioni del settore agricolo che andranno certamente in sofferenza. Sono il segnale di uno squilibrio climatico che è diventato “strutturale” e che, secondo uno studio dell’Onu, cancellerà gli ultimi 50 anni di progressi e causerà 120 milioni di nuovi poveri”, spiega Stefano Calderoni presidente di Cia – Agricoltori Italiani.

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Anticipo dei contributi PAC insufficiente

Un mese di maggio anomalo a livello climatico e le violente precipitazioni e grandinate che si sono abbattute in molte zone della regione lo scorso sabato, non hanno lasciato scampo alle aziende agricole che rischiano di rimanere senza reddito. In questo contesto arriva da parte del Ministero delle Politiche Agricole una proroga al 1° luglio per richiedere l’anticipo del 50% sulle somme dovute agli agricoltori nell’ambito della politica agricola comune. Un’iniziativa sollecitata da tutte le Organizzazioni Agricole che per Cia – Agricoltori Italiani Ferrara rimane insufficiente per sostenere le aziende, in particolare quelle a vocazione orticola e frutticola, che si trovano a vivere davvero un annus horribilis.

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Preservare la fragola ferrarese di qualità

In Emilia – Romagna si coltivano circa 70.000 quintali di fragole, quantità nettamente inferiori rispetto a quelle prodotte al Sud, in particolare Basilicata e Campania – che insieme ospitano quasi il 50% della superficie italiana che è di circa 3.800 ettari –  ma che rimangono importanti per l’economia agricola del territorio. Secondo Cia – Agricoltori Italiani Ferrara la varietà delle fragole ferraresi, così come quelle di tutta la regione, è ottima e va preservata a dispetto dell’aumento dei costi di produzione e della concorrenza sia interna che estera, in particolare della Spagna.

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