Spese detraibili: obbligo del pagamento tracciato

La Legge di Bilancio 2020 ha stabilito che la detrazione al 19% per le spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2020, sarà applicata solo se pagate con un sistema tracciabile (carte di credito, bancomat, carte prepagate, bonifico bancario o postale, assegno bancario o circolare).

L’obbligo di pagamento tracciabile non si applicherà alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate con il SSN.

Ecco alcuni esempi di spese che hanno l’obbligo di pagamento tracciabile:

  • Spese per visite mediche presso strutture private o medici specialisti non accreditati con il SSN
  • Spese d’istruzione scolastiche e universitarie
  • Spese per canoni di locazione studenti fuori sede
  • Spese sport ragazzi
  • Spese funebri
  • Spese veterinarie
  • Spese per addetti all’assistenza personale come ad esempio le badanti
  • Spese di assicurazione (vita, infortuni, ecc.)
  • Spese per addetti all’assistenza di non autosufficienti
  • Spese per abbonamento al trasporto pubblico locale
  • Spese di intermediazione acquisto prima casa
  • Spese per ricoveri o interventi presso strutture private non accreditate

Per ogni ulteriori chiarimento, potete contattare gli uffici fiscali/CAF di riferimento.

Esonero contributivo Coltivatori diretti /IAP – Art.60

È previsto, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, l’esonero (per un periodo massimo di 24 mesi) dal versamento del 100% dell’accredito contributivo IVS a favore dei coltivatori diretti / IAP:  di età inferiore a 40 anni; iscritti nella previdenza agricola dall’1.1 al 31.12.2020.

Pratiche di variazione terreni e immobili

Si informano i soci che le variazioni di terreni, colture e/o immobili, devono essere previamente e tempestivamente comunicate al servizio competente, oltre che presentate con la firma, dall’interessato.

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Obbligo registratori di cassa per le aziende agricole

Dal primo gennaio 2020, i soggetti attualmente tenuti al rilascio ai consumatori finali di scontrini o ricevute fiscali per la cessione di beni o per prestazioni di servizi, dovranno memorizzare elettronicamente e poi trasmettere in via telematica all’Agenzia delle entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri.

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Centinaia di agricoltori in piazza contro la crisi del settore

“Oggi centinaia di agricoltori sono scesi in piazza uniti, chiedendo a gran voce un sostegno immediato e concreto per superare i principali problemi del settore, in particolare l’invasione della cimice asiatica e i prezzi di mercato che non valorizzano i prodotti all’origine. Siamo soddisfatti di questo risultato, il primo passo di quella che sarà una “mobilitazione permanente”, per far rimanere viva l’attenzione sulla nostra agricoltura e verificare che le nostre richieste vengano effettivamente ascoltate.” – commenta il coordinamento di Agrinsieme Ferrara (Cia – Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari) che ha organizzato la mobilitazione, aderendo a un’iniziativa che si è svolta contemporaneamente in tutta la Regione.

“Nelle altre province hanno scelto di riunirsi in presidio sotto le prefetture, ma a Ferrara – continua il coordinamento di Agrinsieme – abbiamo preferito la forma della mobilitazione di piazza, perché gli agricoltori volevano essere in prima linea e dare un segnale concreto a tutta la città. La nostra è una delle principali province frutticole, basti pensare che produciamo il 60-70% delle pere italiane, e la cimice ha colpito duro, sterminando interi raccolti. E dove non è arrivata la cimice è arrivato il mercato, che continua a “deprezzare” i prodotti all’origine, cancellando i redditi delle aziende agricole e mettendo in difficoltà intere filiere. Dunque chiunque voglia mangiare cibo sano e di qualità deve sapere che questo è possibile solo se il nostro sistema agroalimentare funziona,  è equo e rimane remunerativo per le aziende agricole e le filiere”.

Il corteo –  al quale hanno partecipato anche il sindaco di Ferrara Alan Fabbri, il consigliere regionale Paolo Calvano e molti sindaci del territorio – è partito da Porta Paola per fermarsi poi in piazza Savonarola, per i discorsi dei rappresentanti delle organizzazioni agricole e cooperative agroalimentari. Si è poi diretto alla prefettura dove una delegazione di agricoltori, sindaci del territorio, rappresentanti dei sindacati dei lavoratori e degli azzerati Carife ha consegnato alla viceprefetto vicario Pinuccia Niglio un documento dove si chiedono alcuni interventi immediati per consentire alle aziende agricole di risollevarsi.

“La Viceprefetto ha naturalmente ascoltato con attenzione le nostre problematiche e ci ha assicurato che le trasferirà al nuovo Governo, sollecitando un intervento tempestivo. Tra i punti posti contenuti nel documento anche la richiesta di velocizzare l’iter per la diffusione dell’antagonista naturale, ovvero la vespa samurai; di tenere attive le molecole in scadenza e di stanziare risorse per risarcire i numerosissimi agricoltori danneggiati, andando a intervenire sulla normativa europea che vieta gli aiuti di stato per le calamità ‘non da quarantena’. Qualcosa, dunque, si sta certamente muovendo a livello istituzionale – continua Agrinsieme Ferrara – e pensiamo che l’azione congiunta in tutte le prefetture di un’intera Regione sia un segnale che a Roma non potranno ignorare. Proprio ieri, peraltro, è arrivato anche l’impegno di Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura – in visita ad alcune aziende ferraresi colpite dalla cimice asiatica – per sollecitare al Governo fondi da destinare immediatamente alle aziende agricole. Passi avanti importanti, ottenuti anche grazie all’impegno di tutto il mondo agricolo che non è certamente rimasto a guardare mentre le sue principali produzioni frutticole rischiano di scomparire”.

 

Misure di Agrifidi a sostegno delle aziende

A seguito delle forti problematiche di tipo climatico e fitosanitario della presente annata agraria in Emilia-Romagna, Agrifidi Modena Reggio Ferrara ha predisposto un prodotto a medio termine – 5 anni + eventuale preammortamento di 2 anni – in grado di supportare le imprese agricole danneggiate e ricostituire la liquidità aziendale necessaria.

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