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Chiuso il mercato contadino di Faenza – Cia Romagna scrive al Sindaco

Cia Romagna chiede al Sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, di rivedere la posizione assunta con l’ordinanza che chiude esclusivamente il mercato contadino

Vista l’Ordinanza n.7/2020 del 12 marzo dell’Amministrazione comunale di Faenza, finalizzata all’esclusiva chiusura del mercato contadino di Faenza a fronte, invece, dell’intenzione di mantenere aperti e funzionanti gli altri mercati settimanali che si svolgono sul territorio comunale, Cia Romagna si è rivolta al Sindaco Giovanni Malpezzi affinché prenda in considerazione la possibilità di rivedere questa posizione.

Pur nella legittimità delle scelte assunte dal Sindaco Malpezzi e capendo la gravità del momento e la necessità di attuare ogni forma di limitazione e di prevenzione del formarsi di assembramenti di persone (e apprezzando questa attenzione e questa cautela), Cia Romagna evidenzia come questa misura appaia non solo e non tanto eccessiva quanto, invece, proprio in contrasto con l’art 1 del Dm dell’11 marzo 2020.

Le motivazioni addotte da Cia Romagna per tale richiesta al Sindaco Malpezzi derivano dal contenuto del Decreto ministeriale 11/03/2020 che contempla:

  • le misure per garantire approvvigionamenti alimentari di qualità e al contempo favorirne la fruizione in spazi all’aperto e, se adeguatamente regolamentati, più in sicurezza rispetto al commercio in luoghi chiusi.
  • L’indicazione e la prescrizione di legge per cui i banchi alimentari possono continuare l’attività all’interno dei mercati.

Quest’ultima precisazione suffragata anche dal fatto che diversi territori (vedasi l’esempio del Comune di Ravenna, Lugo o, ancora più vicino al territorio di Faenza, Riolo Terme) stanno continuando e hanno chiarito di voler continuare lo svolgimento di tale tipologia di mercato.

La lettera, a firma di Danilo Misirocchi (presidente di Cia Romagna) e di Stefania Malavolti (referente Cia Romagna per la vendita diretta), prosegue specificando quanto segue:

Già in questi giorni come operatori abbiamo potuto verificare che l’affluenza ai mercati dei contadini è stata molto inferiore rispetto al solito e molto più ordinata e “autoregolamentata” (segno questo che le misure anche informative messe in atto anche dall’Amministrazione da Lei guidata sono state efficaci): abbiamo anche potuto rilevare che i consumatori si sono recati a questi mercati esclusivamente per fare la spesa per poi andarsene senza sostare ulteriormente nel mercato. Molti giovani, si sono presentati per conto di genitori e nonni. Molti hanno esplicitamente riferito che preferiscono fare i propri acquisti all’aperto ed evitare i luoghi chiusi e troppo frequentati.

Teniamo anche ad evidenziare che il rispetto delle norme, per quanto ci è stato possibile verificare direttamente, è stato di altissimo livello sia da parte dei clienti sia da parte degli agricoltori stessi, che hanno garantito che ogni banco fosse dotato di cartelli indicanti le regole precise da seguire e predisposto divisori per il rispetto delle distanze.

Teniamo anche a sottolineare che la totalità degli agricoltori presenti erano forniti di mascherine di protezione.

L’ordinanza da lei sottoscritta disorienta anche i fruitori del mercato. I clienti si stanno interessando direttamente dalle imprese produttrici sulla continuità e regolarità del mercato del contadino. Questa argomentazione dimostra la serietà ed il legame di fiducia instaurato tra le parti.

Ci permettiamo anche di sottolineare, senza introdurre da parte nostra discriminazioni di alcun genere (ma, anzi, per sollecitare tutti a fare la propria parte nel proprio ambito per fare rispettare le regole igienico sanitarie fondamentali in questo momento)  il mercato contadino abbia tutte le carte in regola per poter offrire un servizio in assoluta sicurezza, quanto meno al pari degli altri punti vendita, in quanto in questa forma di  vendita l’agricoltore ha il diretto controllo sulla merce che non viene assolutamente toccata dal cliente e l’immediata possibilità di evitare comportamenti non idonei. 

Per queste motivazioni riteniamo non sia opportuno un provvedimento di restrizione o di chiusura del mercato del contadino nel territorio di Faenza, manifestando, in aggiunta, la nostra piena disponibilità ad un’ulteriore e più sicura autogestione ed autoregolamentazione delle aree e degli spazi dedicati chiedendo al contempo un intervento di doveroso e opportuno supporto da parte delle forze di Polizia Locale alle quali spetta, per quanto di competenza, fare rispettare i criteri di sicurezza previsti dalla normativa e che è bene collaborino alla corretta riuscita e gestione del mercato del contadino non solamente per controlli e sanzioni nei momenti ordinari, ma anche e ancora di più in questi momenti particolari in cui c’è necessità di assicurare ai cittadini adeguati e sicuri approvvigionamenti alimentari.

 

CON IL DECRETO #IORESTOACASA TUTTA L’ITALIA E’ ZONA PROTETTA

È accaduto quello che non avremmo mai pensato potesse succedere nei nostri confini: da oggi tutta l’Italia è “zona protetta”. Le restrizioni per evitare la diffusione del coronavirus sono necessarie, i provvedimenti presi dal governo vanno nella direzione giusta, il decreto mira a estendere e rafforzare le misure per contenere il più possibile l’avanzata dell’epidemia e per tutelare la salute di tutti i cittadini.

Sappiamo che l’emergenza rischia di ripercuotersi negativamente su tutti i comparti agricoli con effetti che, probabilmente, saranno più evidenti e incisivi nei prossimi mesi. Su questo la nostra organizzazione ha già attivato delle proposte politiche. Avremo inevitabili ricadute negative dal punto di vista sia commerciale sia organizzativo, come le difficoltà nel reperire manodopera, un problema già prima di questa emergenza e che ora si sta amplificando. E restano aperti fronti di primaria importanza per gli agricoltori, come quello della lotta alla cimice asiatica o del controllo della fauna selvatica.

È chiaro che servirà un intervento strutturale e di lungo periodo che sostenga le imprese e rilanci l’economia dei territori, partendo da quelli più danneggiati dall’epidemia. Come Cia Romagna stiamo seguendo in tempo reale l’evoluzione della situazione, gestendo le richieste degli associati e cercando di dare risposta, sulla base delle informazioni ufficiali, alle loro legittime domande. Ci premureremo di comunicare di volta in volta aggiornamenti e approfondimenti utili al lavoro e alla sicurezza degli agricoltori, dei loro addetti e famiglie.

Danilo Misirocchi – Presidente Cia Romagna

Coronavirus – positive le prime misure del governo per l’emergenza, ma servono anche azioni più strutturali

Le prime misure del governo per affrontare l’emergenza Coronavirus sono positive, ma servono anche azioni più strutturali a sostegno delle imprese. Secondo le prime stime di Cia Romagna si rileva infatti una ricaduta della crisi anche sulle aziende agricole del territorio e l’impatto negativo è avvertito soprattutto dalle realtà produttive che hanno rapporti commerciali con le aree colpite.

Si tratta di una situazione straordinaria che coinvolge a cascata tutta l’Italia e la Romagna, a partire dalle aziende dell’agroalimentare e del turismo che si trovano a dover affrontare le ripercussioni negative dal punto di vista sia commerciale sia organizzativo, come le difficoltà nel reperire manodopera.

Cia Romagna segnala ad esempio il caso del settore agrituristico, con numerose disdette dei turisti stranieri per i mesi di aprile, con le feste pasquali, e di maggio.

Le criticità sono in costante aumento e occorre risolvere tempestivamente i problemi legati alla logistica e alla distribuzione che limitano l’attività delle strutture produttive. Anche sul versante export si registra una contrazione del mercato, con ordinativi al ribasso e disdette causati da un clima generale di sfiducia fra i principali sbocchi commerciali all’estero.

Tale scenario, sottolinea Cia Romagna, richiede di pensare all’intero sistema e all’adozione di interventi di sostegno più strutturali a favore dei comparti produttivi, in particolare quello agricolo.

I produttori Cia stanno continuando a lavorare per sostenere anche le aree più colpite, vigilando sulla filiera e respingendo ogni tentativo di speculazione sui prezzi dal campo alla tavola.

Assistenza fiscale, scegli con fiducia un Caf Cia

Il Caf di CIA Romagna, con la propria consolidata esperienza nel settore, è pronto a fornire tutti i servizi e l’assistenza necessaria a chi deve compilare il modello 730, effettuando le verifiche di eventuali rimborsi e/o crediti potenzialmente esigibili. Alle sedi Caf si potranno effettuare anche gli altri adempimenti legati a imposte, bonus e incentivi, quali per esempio rilascio dell’ISEE, assegni familiari, reddito di cittadinanza, successioni ecc.
Per la “Fase Due” CIA Romagna ha ripreso l’attività all’interno degli uffici continuando ad operare in sicurezza. Modalità di accesso:
– sarà necessario telefonare preventivamente per prendere un appuntamento;
– gli operatori avranno cura di assegnare degli orari in maniera tale da non creare assembramenti e con opportuni distanziamenti temporali;
– è richiesto di rispettare il più possibile l’orario dell’appuntamento per evitare di sostare nelle sale d’attesa;
– per accedere sarà obbligatorio indossare la mascherina di protezione e disinfettarsi le mani con apposito gel posto all’ingresso di ogni ufficio.

Contattate con fiducia un Caf Cia o scaricate la nostra App da Play store per Android o App store per iOS:

RAVENNA E PROVINCIA

RAVENNA Via Faentina, 106 Tel. 0544/460182 mail: b.ghinassi@cia.it
ALFONSINE P. Gramsci, 28 Tel. 0544/83016 mail: e.zaccaria@cia.it
BAGNACAVALLO Via Silvio Pellico, 2/G Tel. 0545/63888 mail: f.fusini@cia.it
BRISIGHELLA Via Porta Gabolo, 3 Tel. 0546/81834 mail: e.pirazzoli@cia.it
CASTEL BOLOGNESE Via Garavini, 13 Tel. 0546/50922 mail: e.pirazzoli@cia.it
CASOLA VALSENIO P.zza Oriani, 16 Tel. 0546/73663 mail: s.dardi@cia.it
CASTIGLIONE DI R. Via Zattoni, 64 Tel.0544/951528 mail: a.minghetti@cia.it
CONSELICE Via Cavallotti, 20/1 Tel. 0545/89251 mail: n.masi@cia.it
COTIGNOLA Via Mad. di Genova, 39 Tel. 345/8711259 mail: n.martini@cia.it
FAENZA P. Martiri Libertà, 9 Tel. 0546/21972 mail: m.galassi@cia.it
FILO Via Antonellini, 4 Tel. 0532/802015 mail: e.zaccaria@cia.it
FUSIGNANO Via Fornace, 49 Tel. 0545/50005 mail: e.zaccaria@cia.it
LUGO V. Gastaldi, 26 Tel. 0545/31720 mail: g.porisini@cia.it
MASSA LOMBARDA Via Borsellino, 7 Tel. 0545/81703 mail: n.masi@cia.it
MEZZANO Via Bassa, 34 Tel. 335/7558074 mail: su.cantagalli@cia.it
RIOLO TERME Via Garibaldi, 19 Tel. 0546/70694 mail: e.pirazzoli@cia.it
RUSSI Via Babini, 30 Tel. 0544/581875 mail: su.cantagalli@cia.it
S.PIETRO IN VINCOLI Viale Farini, 93 Tel. 0544/550229 mail: a.minghetti@cia.it
SANT’ALBERTO Via Poazzo, 12 Tel. 0544/528106 mail: su.cantagalli@cia.it
SOLAROLO Via Fossa di Sotto, 2 Tel. 0546/52499 mail: s.dardi@cia.it
VOLTANA Via Fiumazzo, 681/1 Tel. 054572859 mail: su.cantagalli@cia.it

FORLI’-CESENA E PROVINCIA

FORLI Via Vivaldi, 11 Tel. 0543/22017 mail: m.boattini@cia.it
CESENA Via Rasi e Spinelli, 160 Tel. 0547/29470 mail: d.zandoli@cia.it
MERCATO SARACENO Via A. Saffi, 13 Tel. 348/7989635 mail: d.zani@cia.it
MELDOLA Via G. Mazzini, 13 Tel. 0543/492221 mail: m.boattini@cia.it
MODIGLIANA Via A. Saffi, 8 Tel. 0546/940573 mail: m.boattini@cia.it
SALA DI CESENATICO Piazza Pirini, 1 Tel.0547/88061 mail: i.benini@cia.it
SAN PIERO IN BAGNO Via A. Battistini, 14 Tel.0543/917491 mail: d.zani@cia.it
SAVIGNANO SUL RUBICONE. P. Falcone, 14 Tel. 0541/941762 mail: d.brigliadori@cia.it

RIMINI E PROVINCIA

RIMINI Via Matteucci, 4 Tel. 0541/54284 mail: d.borrozzino@cia.it
BELLARIA Via Cesare Pavese, 3 Tel. 0541/345488 mail: m.ruscelli@cia.it
CORIANO Via Parco del Marano, 4 Tel. 0541/657717 mail: m.brolli@cia.it
MORCIANO DI R. Via Cà Fabbro, 6 Tel.0541/865311 mail: e.dionisi@cia.it
NOVAFELTRIA P.zza Bramante, 9/b Tel. 0541/921011 mail: n.mariotti@cia.it
SANTARCANGELO DI ROMAGNA. Via Pascoli, 41 tel.0541/625281 mail: m.marton@cia.it

Volantino servizi Caf Cia (pdf)

A TG 2 Italia e a RAI 3 Fuori TG: effetti dei cambiamenti climatici, diritti dei contadini, giovani

Questi i temi affrontati da Stefano Francia, presidente nazionale dei giovani agricoltori Cia, ospite in studio

L’estremizzazione del clima sta cambiando i tempi dell’agricoltura. Ne ha parlato in studio a TG2 Italia il presidente dei giovani di Cia-Agricoltori Italiani, Stefano Francia, nella puntata del 20 febbraio 2020. Negli ultimi dieci anni, il maltempo ha procurato danni all’agricoltura per oltre 15 miliardi di euro e probabilmente in questo 2019-2020 siamo già sui 500 milioni. “Servono innovazione e ricerca perché il comparto agricolo faccia un cambio di passo in chiave sostenibile – ha sottolineato Francia – senza dimenticare che quest’ultima deve essere non solo ambientale, ma anche economica e sociale“. Poi il passaggio alla necessità di investimenti per le reti irrigue e il focus sul progetto Cia “Il Paese che Vogliamo” per il rilancio dell’Italia a partire dalle sue aree interne da preservare, modernizzare nelle infrastrutture e promuovere. Per vedere il servizio del 20 febbraio 2020 clicca qui

Diritti dei contadini e insediamento giovani. Parte dal Forum dei contadini dell’Ifad che ribadisce l’obiettivo fame zero nel 2030 e dalla dichiarazione dell’Onu del 2018 che invoca il rispetto dei diritti dei contadini, la puntata di FUORI TG su RAI 3 del 25 febbraio con ospite in studio Stefano Francia. Al centro del suo intervento: il ruolo dell’agricoltura contadina in Italia, la necessità di semplificazione burocratica e l’urgenza di armonizzare i controlli. I giovani e la banca della terra, gli investimenti necessari e l’importanza di affiancamento e consolidamento. Per vedere il servizio del 25 febbraio 2020 clicca qui

Agrichef, rinviata la tappa regionale

RINVIATA A DATA DA DESTINARSI LA TAPPA REGIONALE DEL FESTIVAL AGRICHEF, IN OTTEMPERANZA ALL’ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA BONACCINI E DEL MINISTRO SPERANZA

A Forlimpopoli la tappa regionale del Festival, il 24 febbraio all’Istituto “Pellegrino Artusi” (dalle 14.30). Tra gli sfidanti provenienti da tutta la regione anche due agriturismi romagnoli: Clorofilla di Matteo Pagliarani, Mercato Saraceno (FC)  e Monte Spada Agri Culture di Matteo Bolognesi, Zattaglia di Brisighella (RA).  

L’Agriturismo “Clorofilla” presenta la ricetta dei “cappelletti in brodo”; “Monte Spada” propone la “pizza fritta di farro integrale macinato a pietra”.

La giuria è composta da giornalisti enogastronomici e chef che valuteranno i piatti proposti e come la materia prima, rigorosamente prodotta in azienda, viene elaborata. La miglior ricetta della tappa regionale parteciperà alla finale del Festival che si svolgerà ad Amatrice in primavera.

Promuovere e valorizzare i piatti tipici locali e coinvolgere gli studenti degli Istituti Alberghieri, ambasciatori del cibo italiano nel mondo, restano gli obiettivi principali dell’iniziativa targata Turismo Verde-Cia che, attraverso la figura dell’Agrichef in Agriturismo, tutela e diffonde i saperi e i sapori della cultura contadina, recuperando antiche ricette, legate a luoghi e tradizioni, nel rispetto della stagionalità e dei saperi contadini e utilizzando nella realizzazione dei piatti ingredienti legati al territorio e alla tutela della biodiversità.

Gli studenti degli istituti alberghieri sono sempre più protagonisti. Saranno loro, infatti, a confrontarsi con la preparazione dei piatti, scoprendone le ricette grazie all’incontro e al lavoro ai fornelli con gli Agrichef di Turismo Verde-Cia, nei loro agriturismi e nelle cucine degli Istituti Alberghieri coinvolti. Inoltre, sarà nell’ambito scolastico che si terrà l’evento finale regionale dove docenti e studenti, dopo preparazione e degustazione, individueranno il piatto più rappresentativo che andrà alla finale nazionale.

L’Agrichef è colui che ha i piedi nella terra, le mani in cucina e la testa nella sua azienda. Si tratta di una definizione che vanta già innumerevoli casi d’imitazione, ma il marchio originale depositato è di Cia-Agricoltori Italiani. 

Welfare, sanità e pensioni al centro dell’assemblea annuale Anp

Si è riunita mercoledì 12 febbraio a Cesena l’assemblea annuale Anp Romagna.

A due anni dalla sua costituzione come ‘Romagna’ è stata l’occasione per relazionare sul lavoro svolto finora sulle tematiche del benessere, sanità e pensioni. All’incontro hanno partecipato il Presidente CiaRomagna, Danilo Misirocchi, il segretario generale Anp nazionale, Daniela Zilli, il presidente Anp regionale, Pierino Liverani e il presidente Anp Romagna, Wiliam Signani.

E’ intervenuto inoltre il direttore generale Ausl Romagna, Marcello Tonini, a cui Signani ha posto tre domande: a che punto è il progetto relativo alle “case della salute”, cosa comporta per l’Ausl Romagna quota 100 e, partendo dal presupposto che esistono punti di eccellenza per traumi, rotture e protesi, ma non centri di riabilitazione qualificati, cosa si può fare a questo proposito. Tonini, dopo un’accurata disamina dei bisogni del territorio, ammette che se pur il Servizio sanitario nazionale è buono e invidiato in gran parte del mondo perché dà assistenza a tutti senza l’uso della carta di credito, dopo 40 anni di vita necessita di maggiore attenzione dal punto di vista politico. Non ci sono gli specialisti, non ci sono i pediatri, mancano le case della salute in maniera capillare sul territorio, manca però anche la cultura della salute. “La società civile siamo noi – commenta Tonini -, e anche noi siamo responsabili del buon andamento della sanità pubblica facendoci portavoce non solo per lamentare inefficienze, ma anche evidenziando efficienze come la prevenzione praticata nella nostra Regione. E’ indubbio però che se il Servizio sanitario nazionale necessita di una riforma, l’intervento spetta non solo ai tecnici ma soprattutto ai politici che devono avere una visione generale del nostro Paese”. Per Daniela Zilli è “positivo il maggiore finanziamento rivolto alla sanità dall’ultimo Governo – dice – ma non è ancora sufficiente”. Misirocchi afferma che Anp e Cia Romagna, “promuoveranno iniziative per recuperare un atteggiamento culturale diverso, sensibilizzando tutte le parti sociali presenti nel nostro territorio”. Oretta Pedina, vice presidente Cia Romagna, ha presentato la programmazione delle attività 2020/2021 oltre al resoconto del biennio trascorso (la proposta è in allegato in calce all’articolo).

Programma Anp 2020-2021

Intervento Signani

A Cesena l’Assemblea annuale ANP

Si terrà la mattina di mercoledì 12 febbraio a Cesena l’annuale Assemblea di ANP- Associazione Nazionale Pensionati – Cia Romagna. L’inizio è fissato per le 9.15 nella sede di Cia Romagna (viale Rasi e Spinelli 160) per quanto attiene alla parte Straordinaria, e alle ore 10 per quanto attiene alla parte Ordinaria. Presiede il Presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi e conclude il Segretario nazionale ANP – CIA Daniela Zilli.

Ordine del giorno:

parte Straordinaria
1) Rendiconto 2019 e presentazione Budget 2020 ANP – CIA Romagna con relative iniziative politiche (rendiconto politico di metà mandato e lancio iniziative di fine mandato). Introduce Wiliam Signani Presidente ANP – CIA Romagna e conclude Pierino Liverani Presidente ANP – CIA Emilia-Romagna
2) Cooptazione componente Direzione ANP – CIA Romagna

parte Ordinaria
1) Situazione attuale e progettualità futura dell’AUSL Romagna – relaziona il Direttore Generale AUSL Romagna Dott. Marcello Tonini
2) Presentazione attività sociali e ricreative 2020 locali e regionali – relaziona il Vicepresidente ANP – CIA Romagna Oretta Pedini
3) Varie ed eventuali

Convocazione assemblea ANP Romagna 12.02.2020 (pdf)

Il 30 gennaio grande mobilitazione del settore agricolo

“Cia Romagna si sta organizzando per essere presente in massa, all’incirca con 200 persone, alla manifestazione del 30 gennaio a Ferrara – afferma il Presidente Danilo Misirocchi – Sarà importante essere in tanti alla mobilitazione degli agricoltori del Nord Italia, in particolare dalle nostre zone romagnole del ravennate, forlivese, cesenate e riminese. In Romagna la cimice asiatica è in continua espansione, nel 2019 la sua diffusione ha avuto conseguenze pesanti su frutta, ortaggi, cereali, ulivi. La crisi ortofrutticola ha un effetto devastante, non solo per le imprese agricole, ma anche sulla disponibilità di cibo, sull’indotto, su tutto il sistema economico e sociale”.

Se viene a mancare il prodotto e le aziende agricole non riescono a fare reddito, non c’è reddito per nessuno.

Cimice asiatica e nuove patologie dovute al cambiamento climatico, crisi dei mercati, prezzi dei prodotti agricoli in picchiata: gli agricoltori manifestano per sottolineare con forza il valore strategico del sistema agroalimentare e intendono ribadire alle istituzioni la necessità di risposte concrete per uscire dalla crisi, da una fase di stallo che si protrae da mesi.

La mobilitazione è promossa da Agrinsieme Ferrara e hanno aderito anche gli imprenditori agricoli delle principali regioni produttive del Nord Italia. Parteciperanno infatti anche agricoltori di Piemonte, Veneto, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, regioni che condividono con l’Emilia Romagna le criticità del settore primario.

Hanno aderito alla mobilitazione anche Cgil, Cisl, Uil, un segnale forte e importante dal punto di vista sociale: saranno in piazza accanto agli agricoltori a sostegno del personale impiegato nel settore, che rischia di trovarsi disoccupato a causa dei cali produttivi e dell’assenza di prodotto.

Incontro con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri: il punto di Cia Romagna

Il 15 gennaio il Tavolo delle Associazioni Imprenditoriali della provincia di Ravenna ha incontrato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri. Cia-Agricoltori Romagna era rappresentata dal Presidente Danilo Misirocchi e dal Direttore Mirco Bagnari.

L’incontro è stato un momento utile per fare il punto sulle principali misure adottate ed in via di adozione dal Governo in particolare sui diversi settori economici e per illustrare al Ministro le priorità del nostro territorio provinciale.

Il Presidente di Cia Romagna, Danilo Misirocchi, oltre a sottolineare l’importanza della scelta del Governo di neutralizzare il rischio di aumento dell’Iva, ha focalizzato l’attenzione sull’emergenza cimice asiatica, un’autentica calamità che, per la nostra Regione, ha provocato finora un danno di circa 500 milioni di euro. “Da non dimenticare – ha sottolineato Misirocchi – come questo problema colpisca le aziende, ma anche il livello occupazione complessivo come pure tutti i settori dell’indotto, molto importanti nella nostra terra”. Misirocchi ha ricordato gli impegni annunciati dalla Ministra Bellanova sui quali si attendono passi concreti. “La scelta di inserire nella Legge di Bilancio 80 milioni di euro per il triennio è una scelta importante – ha chiarito Misirocchi – ma non ci sono specificazioni sui tempi di erogazione”. Il Presidente di Cia Romagna ha poi ricordato la richiesta sostenuta dalle organizzazioni agricole di arrivare alla dichiarazione dello stato di calamità.

Il Ministro Gualtieri, nella sua replica, ha ricordato la difficoltà di arrivare ad investire 80 milioni di euro sul problema della cimice asiatica, ribadendo la piena consapevolezza della gravità del problema e l’intenzione del Governo di monitorare continuamente la situazione, valutando anche in prospettiva ulteriori finanziamenti per contrastare questo pericoloso fenomeno.

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