COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

ROMAGNA

Anp Emilia Romagna – Il presidente Liverani: “la sfida è la salute intesa nella sua complessità”

l'intervento del presidente Anp, Pierino Liverani

“I temi della salute pubblica devono far parte di tutele nelle politiche pubbliche, dalle politiche urbanistiche per disegnare le città, le periferie e le aree rurali a misura delle persone che vi abitano, alla garanzia di mobilità sostenibile e sicura, alle politiche ambientali, alla promozione di stili di vita appropriati. In sostanza una comunità che si organizza per “guadagnare in salute” e promuovere il benessere dei propri cittadini”. Queste le parole di Pierino Liverani, presidente Anp – Cia Emilia Romagna, nella parte conclusiva del suo intervento al convegno bolognese del 14 febbraio incentrato sul tema del futuro della sanità in Emilia Romagna con particolare riferimento agli over 65. Per Anp la sfida va ben oltre il perimetro del campo della tutela della salute e deve essere intesa nella sua complessità, cioè salute degli ambienti e della vita in generale.

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Pierino Liverani Anp Emilia Romagna 14 febbraio 2019 Bologna

Vendita diretta: opportunità e nuovo servizio – Convegno Cia Romagna a Cesena

Mercoledì 20 febbraio Cia Romagna organizza un convegno sulla vendita diretta per approfondire le nuove opportunità derivanti dalla modifica della disciplina amministrativa introdotta dalla Legge di Bilancio 2019. Il convegno di Cia Romagna – che si svolge nella sede centrale di Cesena (viale Rasi e Spinelli, 160) alle ore 20.30 – sarà inoltre l’occasione per presentare un nuovo servizio rivolto alle imprese agricole. Il tutto si inserisce in un obiettivo ancora più ampio che consiste nell’intenzione di dare un rinnovato slancio all’Associazione “La Spesa in Campagna” e al progetto che vi sottende. A tal proposito interverranno Pietro Codeluppi (Presidente Spesa in Campagna Emilia Romagna) e Tommaso Buffa (Direttore Nazionale Spesa in Campagna). Ad Agnese Ceroni (Responsabile agriturismi e vendita diretta Cia Romagna) spetterà la presentzione del nuovo servizio alle imprese. Il nuovo servizio si inserisce nell’impegno di Cia Romagna di valorizzare le attività di agriturismo, vendita diretta e quella della trasformazione degli alimenti (igiene alimenti). In questo ambito si creeranno spazi, nuovi mercati  ed opportunità per/con le aziende agricole che fanno o si approcciano per la prima volta al farmer market. Concluderà i lavori Cristiano Fini (Presidente Cia Emilia Romagna).

programma convegno 20 febbraio vendita diretta

Festival degli Agrichef: Casa Molinari (Bertinoro, FC) alla tappa regionale

Tra gli agriturismi del territorio associati a Cia Romagna ci sarà Casa Molinari di Santa Maria Nuova di Bertinoro (FC). Piatto proposto: “Fiori d’inverno”: involtino cavolo verza con ricotta, nocciole e crema di patate. La IV edizione del Festival degli Agrichef il 5 febbraio è a Castelfranco Emilia per la tappa regionale. Gli Agrichef saranno in cucina per preparare la ricetta locale che sarà scelta per rappresentare la regione Emilia Romagna a Roma. All’insegna del motto “IncontriamoCiatavola”, gli Agrichef sono rappresentanti del territorio e divulgatori della tradizione, capaci di amalgamare i saperi della cultura contadina con il recupero di ricette antiche e la valorizzazione di luoghi e tipicità autoctone. L’iniziativa di Cia e Turismo Verde è nata per promuovere e valorizzare a livello nazionale i piatti tipici regionali, quelli che raccontano la tradizione contadina e le abitudini agricole.

Agriturismo Casa Molinari (FC)
Agriturismo Casa Molinari (FC)
Elisa Maraldi di Casa Molinari, agriturismo a Santa Maria Nuova di Bertinoro (FC)
Elisa Maraldi di Casa Molinari, agriturismo a Santa Maria Nuova di Bertinoro (FC)

Conferenza agricola a Solarolo (Ra) il 19 gennaio

Cia Romagna fra i promotori della conferenza agricola sulla frutticoltura emiliano romagnola.

“Internazionalizzazione e nuovi scenari commerciali per la frutticoltura emiliano-romagnola” è il tema della conferenza agricola organizzata dal Comune di Solarolo (Ra) in collaborazione con le organizzazioni di rappresentanza del mondo agricolo, fra le quali anche Cia Romagna. L’appuntamento è sabato 19 gennaio 2019, alle ore 16, nella Sala del Circolo Anspi (Borgo Bennoli, 18). Interverranno Renzo Piraccini (Presidente Cesenafiera – Presidente Macfrut) e Simona Caselli (Assessore all’agricoltura, caccia e pesca Regione Emilia-Romagna – Presidente Areflh). Modererà l’incontro Stefano Briccolani, Vicesindaco del Comune di Solarolo. Per il programma completo clicca qui

Cia Romagna c’è per l’agricoltura di oggi e di domani

Territori, copertura del rischio, credito, colture e metodi di coltivazione possibili i temi affrontati e da affrontare

Rifarebbero tutti la firma.  A un anno dalla nascita di Cia Romagna, sorta dalla fusione fra le Cia delle province di Forlì-Cesena, di Ravenna e di Rimini il 14 dicembre 2017, le valutazioni del presidente Danilo Misirocchi e dei vicepresidenti Lorenzo Falcioni e Guglielmo Mazzoni: «Si è trattato di un anno molto impegnativo, ma la scelta è giusta. Eravamo come pesche di varietà diverse: sapevamo che non sarebbe stato semplice amalgamare tre realtà. L’ibridazione ha dato buoni frutti e la struttura ha risposto in maniera positiva».

Un passo importantissimo sul territorio per Cia nella sua nuova e più grande dimensione “romagnola”. «Un obiettivo era diventare più grandi per contare di più afferma il vicepresidente FalcioniStiamo già toccando con mano la positività del percorso: abbiamo concluso 12 incontri sul territorio romagnolo che ci hanno fatto dialogare e confrontare con un migliaio di agricoltori: non è stato facile e non era scontata quest’ampia e bella partecipazione avvenuta in un clima collaborativo. La Cia incontra gli associati è un appuntamento che rifaremo ogni anno per rendicontare ai soci il lavoro politico e approfondire i temi più tecnici di attualità. Uno degli impegni assunti all’atto costitutivo di Cia Romagna è stato proprio quello della presenza capillare nei territori: ciò si è verificato con diverse iniziative pubbliche e incontri con gli associati durante tutto l’anno in diverse zone della Romagna».

Il vicepresidente Mazzoni sottolinea le tante energie impiegate per portare a regime la macchina, compresa la fusione delle tre società di servizi diventate Cia Romagna Servizi. «Ci concentreremo nell’organizzazione di servizi legati sempre più alle nuove forme di agricolture possibili accanto a quelle tradizionali. Dobbiamo lavorare sui prezzi all’origine pur nella consapevolezza che nella globalizzazione sarà complicato agganciare spazi di manovra, ma su questo tema ci dobbiamo essere. Abbiamo spalle più robuste e dobbiamo attrezzarci anche per indicare agli agricoltori, analizzando l’oggi, quali scenari e prospettive siano possibili. Cia Romagna c’è per l’agricoltura di oggi e di domani».

Oltre al consolidamento della macchina organizzativa e all’ordinaria attività istituzionale, Cia Romagna nel 2018 si è impegnata soprattutto su questi versanti: copertura del rischio, credito; agricoltura di collina e montagna; sviluppo futuro dell’agricoltura romagnola, a livello di colture e di metodi di coltivazione, anche a fronte dell’estremizzazione climatica. «Dal punto di vista politico siamo riusciti ad essere più efficaci ed incisivi sottolinea il presidente Danilo Misirocchi Su queste tematiche, monitorate quotidianamente, sono stati realizzati anche momenti pubblici di confronto e approfondimento che hanno dato forza alle nostre proposte e azioni politiche». Sempre numerosa la partecipazione dei soci, dei rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico che ruota attorno all’agricoltura: dal Primo Maggio a Santarcangelo fino a Novafeltria, dov’erano presenti le assessore regionali Simona Caselli e Paola Gazzolo e i presidenti Cia regionale e nazionale Cristiano Fini e Secondo Scanavino insieme a circa 200 fra soci e ospiti vari; dalla Biennale di Lugo fino alla presentazione della prima Annata agraria della Romagna, dopo 31 edizioni ravennati, in novembre a Forlì. «Temi ed eventi ampiamenti ripresi dalla stampa locale e da quella di settore a livello nazionale – riporta Misirocchi – Ci ha fatto piacere vedere che, sull’Annata agraria ad esempio, sono usciti alcuni articoli anche nelle edizioni spagnola e francese di riviste specializzate».

Le sfide del 2019? Il proseguimento del consolidamento della struttura, l’ulteriore qualificazione e l’implementazione dei servizi alle imprese e alle persone, l’attività politico-istituzionale rappresentano il terreno sul quale sarà impegnata Cia Romagna.  Accanto ai temi già messi in evidenza, dal punto di vista politico se ne affiancano almeno altri due: la Pac e la semplificazione della burocrazia, che aumenta: «tutto questo lavoro lo faremo con una macchina organizzativa più strutturata e saranno sempre più evidenti i benefici di questa fusione», conclude il presidente Misirocchi.

La verità sulle pensioni, non solo per gli imprenditori agricoli

La spesa previdenziale pubblica è sostenibile: lo dice il bilancio dell’Inps. L’analisi dell’Inac. Le proposte di Cia e Inac.

Dignità sociale e incentivo al ricambio generazionale in agricoltura passano anche dalla necessità di una discussione più razionale sul tema previdenziale. Cia – Agricoltori Italiani e l’Inac, il suo patronato, chiedono l’istituzione di una pensione base per gli ex agricoltori e per i giovani coltivatori che consiste in un adeguamento almeno al tetto minimo di 650 euro previsto dalla Carta sociale europea in aggiunta alla pensione liquidata interamente con il sistema contributivo. Di questo e di altri aspetti spinosi, e quanto mai dirimenti, si è parlato nel corso del convegno “Le pensioni domani: la verità per gli imprenditori agricoli” svoltosi qualche giorno fa (18 dicembre) nella sede di Cia Romagna a Cesena.

«Le proposte sulle pensioni avanzate dall’Inac, il patronato di Cia – Agricoltori Italiani, si basano su una serie di analisi e studi che hanno portato all’evidenza un dato cruciale: nel nostro Paese la spesa previdenziale pubblica è totalmente sostenibile e lo dice il bilancio dell’Inps. La vera spesa previdenziale italiana è di 150,9 miliardi di euro, che deve essere a carico della fiscalità generale, e dei 49 miliardi di Irpef pagati dai pensionati, una partita di giro per il bilancio dello Stato. La spesa realmente sostenuta per le pensioni in Italia è pari al 10% del Pil, al di sotto della media europea. Il bilancio dell’Inps, grazie alle entrate contributive, è in attivo di circa 30 miliardi di Euro all’anno. E’ così per il 2016, è così per il 2017». Sono le parole di Antonio Barile, presidente dell’Inac nazionale intervenuto in video conferenza al convegno.

L’impegno di Cia – Agricoltori Italiani sulla tematica previdenziale va avanti da anni e anche in Romagna da tempo si cerca di tenere alta l’attenzione in merito. Cia Romagna lo fa a livello istituzionale e politico e anche con seminari e convegni come quello dei giorni scorsi, organizzato dalle associazioni di persone di Cia Romagna: anziani (Anp), donne (Donne in Campo), giovani (Agia). Questo già sottolinea la trasversalità e l’interconnessione generazionale dell’argomento, troppo spesso non preso in considerazione dai giovani perché lontano nel tempo. Le pensioni non sono solo e non possono essere solo un argomento di chi ci è vicino o di chi vi è già. Il convengo è stata l’occasione per puntualizzare diversi aspetti, partendo dall’excursus sulla previdenza agricola dal 1957 ad oggi realizzato da Wiliam Signani (Presidente Anp Cia Romagna) per arrivare all’intervento di Matteo Pagliarani (Presidente Agia Romagna) con la presentazione delle analisi e delle proiezioni delle pensioni di domani dei giovani agricoltori di oggi.

Signani e Pagliarani hanno sostenuto con forza la necessità, sin da giovani, di riflettere, battersi, organizzarsi per sé e per la famiglia sulla questione previdenza per un futuro dignitoso, dei giovani e degli anziani. Claudio Cortesi, esperto di strumenti assicurativi, ribadendo che è un forte sostenitore della previdenza pubblica ha illustrato quali siano i prodotti disponibili ad integrazione delle nuove pensioni.

La questione previdenziale è al centro del dibattito politico nazionale ed europeo. Sulle pensioni si gioca il peso di un Paese. Allora in Cia la domanda è perché c’è chi non vuole migliorare le pensioni, perché i dati italiani comunicati alla Ue non corrispondono alla realtà, con l’Istat che per valutare quanto incide la previdenza sul Pil inserisce nel conteggio anche elementi che non afferiscono alla previdenza ma sono specifiche di altri enti?

Cia e Inac chiedono di fare chiarezza sui dati, di mettere in evidenza qual è la spesa per la previdenza, quale per l’assistenza, qual è la tassazione e come viene investito l’avanzo di bilancio dell’Inps; passi necessari per riflettere in maniera più razionale sulle pensioni, che non possono essere utilizzate come un bancomat in base a visioni fuorvianti.

La proposta di Cia non è una soluzione corporativa, ma è rivolta a tutti coloro che hanno carriere lavorative discontinue, con partita iva, a chiamata, a progetto. L’Appello di Cia è di unire le forze, creare un clima solidale fra generazioni. Gli strumenti integrativi rappresentano un aiuto, ma non potranno mai essere sostituivi della previdenza pubblica.

«Non vogliamo uno scontro fra generazioni, non vogliamo uno scontro fra lavoratori – afferma Stefano Francia, presidente dell’Associazione giovani agricoltori/Agia nazionale – Stiamo parlando di dignità sociale. Inac e Agia si sono accordati affinché nell’arco di circa sei mesi in tutte le regioni venga affrontata questa tematica, come accaduto in Romagna in occasione di questo appuntamento e in altri che lo hanno preceduto».

All’interno delle pensioni autonome l’agricoltura è il fanalino di coda con un assegno mensile lordo di 507 euro, dietro commercio (817 euro lordi al mese) e artigianato (882 euro lordi al mese). I circa un milione e trecentomila commercianti, i circa un milione e seicentomila artigiani, assieme al milione e mezzo di ex agricoltori, arrivano a complessivi 4,5 milioni di pensionati autonomi, una categoria spesso inascoltata, nella bagarre politica in tema pensionistico, fatta di individui che, oltre percepire assegni bassi, hanno perso in pochi anni oltre il 30% del potere d’acquisto.

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Festività. Chiusura uffici

Gli uffici il 24 e il 31 dicembre sono chiusi. Cia Romagna augura buone feste.

Cia Romagna incontra gli associati

La Cia Romagna organizza una serie di serate denominate “La Cia incontra gli associati“ che vertono sull’attività dell’organizzazione ed i principali temi di attualità, tra i quali il tesseramento 2019, la fatturazione elettronica, la Legge di stabilità 2019.

Gli associati sono invitati a partecipare. Ecco il calendario.

Mercoledì 21 novembre ore 20.15 a Lugo, sala Banca di Romagna via Manfredi 10

Giovedì 22 novembre ore 20.15 a Faenza, sala BCC via Laghi 79

Lunedì 26 novembre ore 20.15 a Ravenna, sala N. Baldini via Faentina 106

Martedì 27 novembre ore 17.30 ad Alfonsine, Auditorium scuole medie v. Murri 26

Mercoledì 28 novembre ore 17.30 a Forlì, sala Apofruit via Galvani 6

Venerdì 30 novembre ore 20.15 a Cesena, sede Cia via Rasi Spinelli 160

Lunedì 3 dicembre ore 20.15 a San Piero in Bagno, sala Comunale piazza Martiri 1

Mercoledì 5 dicembre ore 20.15 a Savignano, sala Galeffi piazza Borghesi 9

Giovedì 6 dicembre ore 20.15 a Coriano, sala Isotta piazzetta Salvoni

Lunedì 10 dicembre ore 20.15 a Novafeltria, sala Teatro via G.Mazzini

Venerdì 14 dicembre ore 20.15 a Santarcangelo, sala Biblioteca via Pascoli 3

Lunedì 17 dicembre ore 20.15 a S. Pietro in Vincoli, sala Delegazione

La Cia incontra gli Associati: calendario in pdf

INNOVAZIONE TECNOLOGICA E COLTURALE, CANAPA, BIODINAMICA: LA TAVOLA ROTONDA

Tre relatori di spessore per affrontare i tre temi principali della tavola rotonda che, come da tradizione, ha fatto seguito alla presentazione dei dati dell’Annata agraria 2018. Sono intervenuti Raffaele Drei, presidente del Centro di ricerca produzioni vegetali; Ivan Nardone, del dipartimento economico Cia Nazionale; Massimo Biondi, produttore, dirigente Cia Romagna e presidente di Canova.

Raffaele Drei ha sottolineato la necessità di fare ricerca e innovare l’agricoltura in Romagna, anche in relazione ai mutamenti climatici che, con l’estremizzazione dei fenomeni atmosferici, stanno già cambiando i calendari di maturazione. Fondamentale la transizione verso l’agricoltura di precisione, ad oggi applicata solo dall’1% delle imprese agricole. E’ necessario però che la dimensione delle aziende cresca, per rispondere alle sfide del mercato e alle necessità di investimento e innovazione. Sempre di più, inoltre, il consumatore chiede che si produca in maniera pulita e “senza chimica”. La viticoltura, ad esempio, utilizza il 60% dei prodotti chimici impiegati in agricoltura, e il tema prioritario diventano le varietà resistenti, in cui si intrecciano aspetti scientifici e normativi per restare al passo con i mutamenti. L’olivo è una coltura da rivalutare, così come la peschicoltura, su cui la ricerca , sia in Italia che all’estero, non si è concentrata a causa della bassa redditività.

Ivan Nardone, in un interessante excursus sulla storia e gli usi della canapa, ha ricordato come in Romagna questa coltura, nella prima metà del Novecento, avesse una produzione pari al doppio di quella che si conta oggi a livello mondiale. Ha poi affrontato i temi di attualità, dove uno spartiacque è rappresentato dalla legge 242/2016 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, che rappresenta un buon provvedimento normativo ma è ancora circondata da molta confusione sull’argomento. Le potenzialità degli usi industriali della canapa sono notevoli, dalle proprietà nutraceutiche all’edilizia, dalla bioingegneria alla bonifica, dalle bioplastiche alla zootecnia. In ottobre, Cia-Agricoltori Italiani, insieme a Confagricoltura e Federcanapa, ha presentato il primo disciplinare in materia: un documento congiunto di fondamentale importanza per la regolamentazione e la valorizzazione della produzione di canapa, che mira a stabilire criteri comuni di qualità nella coltivazione, raccolta e conservazione delle infiorescenze di canapa, tra quelle ammesse nel catalogo europeo delle varietà con THC inferiore a 0,2%.

Massimo Biondi, infine, ha portato la propria esperienza ultradecennale nello studio e applicazione dei principi della biodinamica, illustrando come questa possa rappresentare una nuova frontiera. Tutto parte dalla cura del terreno, che anche grazie al recupero di pratiche come inerbimenti e sovesci ritorna soffice, ricco di sostante nutritive, di microorganismi e lombrichi. La biodinamica è un validissimo aiuto per le aziende biologiche, ma la sua pratica ideale richiederebbe attività agricole a ciclo chiuso, oggi rare. Nella propria azienda, Biondi ha istituito da ormai 15 anni un gruppo di studio insieme ad alcuni colleghi, che si dedica all’approfondimento, alla preparazione e alla sperimentazione di preparati biodinamici.

CIA ROMAGNA – Viale Rasi e Spinelli, 160 – CESENA (FC) – Tel. 0547 26736 / Fax. 0547 610290 – C.F. 90077230408 –  cia.romagna@cia.it

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