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ROMAGNA

L’assessore Mammi a Ravenna per l’incontro coi vertici regionali Cia

Il turismo rurale e i problemi che sta attraversando l’agricoltura emiliano romagnola i temi discussi nell’incontro svoltosi all’Agriturismo ‘Palazzo Manzoni’

I vertici di Cia-Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna hanno incontrato, all’agriturismo “Palazzo Manzoni” a San Zaccaria (Ravenna), l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi in una giornata all’insegna dell’approfondimento di diverse tematiche del settore primario: dal turismo rurale ai pesanti problemi che sta attraversando l’agricoltura emiliano romagnola. Presenti anche i componenti romagnoli della Giunta regionale di Cia: Danilo Misirocchi (presidente Cia Romagna), Stefano Francia (presidente Agia Nazionale) e Pierino Liverani (presidente Anp regionale).

Dopo la riunione della mattinata, i vertici Cia e l’assessore Mammi hanno visitato alcune aziende frutticole colpite dalla crisi.  È stata descritta la difficile situazione, da Rimini a Piacenza, e sono state sottolineate le criticità dell’agricoltura, dalle gelate che hanno falcidiato i raccolti della frutta estiva, alla cimice asiatica; dai prezzi in caduta libera di Parmigiano e suini, fino ai danni da fauna selvatica. Una grave situazione di perdita di reddito e di lavoro delle imprese, non solo di quelle agricole: un danno che a catena si riversa dal primo anello lungo tutta la filiera, fino al difficile scoglio del mercato.

Nel corso dell’incontro fra Cia e assessore Mammi si è parlato anche del nuovo progetto di legge, varato dalla giunta della Regione Emilia-Romagna, che prevede lo stanziamento di 24 milioni di euro per aiutare agriturismi e fattorie didattiche. “Uno sviluppo davvero importante per l’agriturismo regionale perché si è riusciti a fare capire e comprendere a tutti l’importanza dell’offerta enogastronomica e anche l’ospitalità della nostra regione, una capacità che può davvero dare un contributo rilevante. Un’attività che si è fermata per il Coronavirus, ma che dal 18 di maggio è ricominciata con l’attività di ricezione turistica, rispettando e mantenendo tutti canoni e le normative in termini di sicurezza. Con il Progetto di Legge ad hoc messo in campo dalla Regione Emilia Romagna auspichiamo un rilancio del settore penalizzato, come altri, dall’emergenza sanitaria”. Lo ha sottolineato Cristiano Fini, presidente Cia Emilia Romagna, nel commentare il nuovo progetto di legge. “Proprio un mese fa all’agriturismo “Corte dell’Abbadessa” di San Lazzaro di Savena, luogo in cui Cia ha realizzato un evento sul tema, l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi è intervenuto su questo tema ed ha accolto, con la proposta di legge, le indicazioni della Ciaprosegue FiniA Ravenna, all’Agriturismo “Palazzo Manzoni”, l’assessore Mammi ha confermato la volontà di supportare il comparto e l’auspicio è che si vada ad una rapida applicazione dei provvedimenti più che mai necessari”.

Sul tema dell’agriturismo l’Assessore Mammi ha ricordato che le aziende di settore attive in Emilia Romagna sono 1.186, con una capacità ricettiva pari a 9.854 posti letto e 407 piazzole in agri-campeggio e la possibilità di somministrare fino a circa 4,5 milioni pasti l’anno, mentre le fattorie didattiche sono complessivamente 286.

Una realtà che dà occupazione a migliaia di addetti. “Siamo diventati testimoni importanti nel territorio – dice Massimo Bottura, presidente regionale dell’associazione agrituristica della Cia Turismo Verde e titolare dell’agriturismo che ha ospitato l’incontro – oltre a creare circa sei mila posti di lavoro in tutta la regione. Tramite le nostre aziende valorizziamo le aree rurali creando presidi di rilievo. Poi, dato che si parla di fattorie didattiche e di ricezione dei ragazzi, noi da anni siamo partecipi in queste attività perché abbiamo le strutture e l’esperienza per creare cultura, anche contadina, e dare un supporto ideale per tutte quelle attività che oggi si trovano in difficoltà a causa del Coronavirus”.

Contributo a fondo perduto del “Decreto Rilancio”, uffici di Cia Romagna a disposizione per le richieste

Con il “Decreto Rilancio” sono state introdotte numerose agevolazioni per sostenere le imprese italiane che hanno subìto danni economici a causa dell’emergenza Covid-19.

In particolare l’articolo 25 ha introdotto un contributo a fondo perduto per i titolari di reddito d’impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario, con partita IVA attiva, che abbiano subito una riduzione del fatturato. Possono beneficiare del contributo gli agricoltori, compresi coloro che integrano l’attività agricola con attività agricole connesse, oppure svolgono attività eccedentarie rispetto al reddito agrario. Se in possesso dei requisiti, il contributo verrà concesso indipendentemente dal tipo di gestione dell’impresa agricola.

Tra i destinatari della misura vi sono anche gli imprenditori agricoli cosiddetti “esonerati”, ossia titolari di partita IVA in agricoltura il cui volume di affari nell’anno precedente non ha superato i 7.000 euro, e che quindi sono esonerati dalla tenuta della contabilità IVA e ricevono autofatture nel caso di vendita dei loro prodotti verso soggetti imprenditoriali. Qualora dalla differenza fra il valore imponibile delle autofatture di aprile 2020 e quello di aprile 2019 risultasse che la perdita subita è superiore ad un terzo, gli interessati dovranno contattare gli uffici di Cia Romagna entro il 15 luglio per prendere appuntamento e presentare la domanda.

Sussiste inoltre la possibilità di ricevere sia il contributo a fondo perduto, sia l’indennità del mese di aprile per tutti gli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) (artigiani, commercianti, coltivatori diretti e imprenditori agricoli).

Per l’accesso al contributo, la norma contempla due condizioni: l’impresa non deve non aver conseguito un ricavo o fatturato superiore a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019; deve essere in grado di dimostrare che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 di quello di aprile 2019.

Gli interessati potranno richiedere il contributo a fondo perduto attraverso la presentazione di un’apposita istanza all’Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica; direttamente o attraverso un intermediario fiscale abilitato alle trasmissioni telematiche. Cia – Agricoltori Italiani con la propria rete di competenze e strutture è in grado di assicurare supporto e consulenza nell’iter istruttorio della pratica e nelle trasmissione telematica all’Agenzia.

La struttura, in questi giorni, è impegnata nel  lavoro di analisi delle posizioni delle singole aziende che affidano la tenuta della contabilità alla nostra Organizzazione per verificare il rispetto dei requisiti per accedere al contributo.

Tali imprese  saranno contattate direttamente nei prossimi giorni se aventi diritto.

LINK documenti:

– Maggiori informazioni, ammontare del contributo e casistica

– Indicazioni per gli “esonerati”

A Bagnacavallo nuova sede per Cia Romagna

I servizi: assistenza agricola, assistenza fiscale, Patronato Inac

A Bagnacavallo la sede di Cia Romagna è stata trasferita da via Fiume a via Silvio Pellico 2/G. Gli uffici sono spaziosi e accoglienti, facilmente accessibili, anche per la disponibilità dei parcheggi.

Cia Romagna, dalla fusione avvenuta a dicembre 2017 delle Cia delle province di Ravenna, di Forlì-Cesena e di Rimini, ha avviato una riorganizzazione a più livelli, da quello politico a quello tecnico, dalla rappresentanza territoriale ai servizi alle imprese e alle persone (agricoltori e non). Fra gli obiettivi: innovazione nella rappresentanza e nei servizi; supporto e risposte in linea con le nuove necessità con due punti ben saldi: la tutela del reddito degli agricoltori e l’affermazione del ruolo dell’agricoltura. La nuova sede a Bagnacavallo – zona che fa parte delle aree agricole per eccellenza del territorio – rientra nel percorso tuttora in essere volto ad ampliare e aggiornare i servizi per rispondere al meglio alle esigenze e ai nuovi bisogni degli agricoltori associati e di tutti i cittadini.

Molteplici i servizi erogati: Centro di assistenza agricola (Caa), per ad esempio: domanda Pac, domanda danni da selvaggina, richieste contributo vigneto, Psr, insediamenti giovani, finanziamenti regionali; Centro di assistenza fiscale (Caf), per ad esempio 730, unico, Red, Isee, successioni; Patronato Inac, per ad esempio: pensioni, invalidità, sostegno al reddito.

Fra i diversi servizi ora Cia Romagna è, tra gli altri adempimenti, in piena campagna redditi e fornisce a tutti i cittadini (non solo agli agricoltori), l’assistenza necessaria per la compilazione del modello 730, effettuando le verifiche di eventuali rimborsi e/o crediti potenzialmente esigibili. Il Caf di Cia Romagna, sempre per tutti i cittadini, effettua anche gli adempimenti legati a imposte, bonus e incentivi, quali per esempio il rilascio dell’Isee, assegni familiari, reddito di cittadinanza, successioni e altri ancora. Con la promozione “Porta un amico” verrà riconosciuto uno sconto del 10% sulla compilazione.

La sede di Cia Romagna a Bagnacavallo risponde allo 0545 63888. Gli uffici sono aperti al pubblico lunedì e martedì dalle 8.30 alle 12.30; giovedì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 14 alle 17. Il Tecnico è presente il martedì mattina e il giovedì pomeriggio. Occorre telefonare per prenotare un appuntamento.

Parte la lotta alla cimice asiatica. Al via anche il ristoro dei danni

cimice asiatica

Con la firma da parte del direttore generale del ministero dell’Ambiente del decreto che autorizza l’Emilia-Romagna, insieme ad altre quattro Regioni dell’Italia settentrionale (Veneto, Lombardia, Piemonte e Friuli Venezia Giulia), al rilascio in campo aperto della vespa samurai, è partito il piano di contrasto al pericoloso parassita che, dalla sua comparsa nelle campagne del Nord Italia, ha provocato danni ingentissimi a molte coltivazioni, in primis la frutta (pesche, pere e mele).

Tutto è pronto, quindi, per il lancio in tappe successive di un piccolo esercito di oltre 65mila esemplari di vespa samurai in Emilia Romagna, 12 mila in Trentino Alto Adige, che saranno complessivamente impiegati nella guerra alla cimice.

Il programma regionale prevede il rilascio, in 300 punti distribuiti lungo i corridoi ecologici della Regione (aree verdi, lungo fiume, boschetti, ecc.) di 66.000 insetti, che andranno alla ricerca delle ovature di cimice asiatica per deporvi le proprie.

Tutti i punti di introduzione saranno riconoscibili per la presenza di un cartello informativo.

Inoltre sono state finalmente sbloccate le risorse destinate alle aziende agricole che hanno subito ingenti danni a causa della cimice asiatica. Come richiesto da Cia, i danni da cimice sono stati inseriti nella legge 102 sulle calamità. Le aziende possono procedere con le pratiche per i contributi.
A disposizione ci sono 80 milioni di euro stanziati dall’ultima legge di bilancio per tutti i territori delimitati a livello nazionale, di cui 40 milioni per quest’anno e l’altra metà ripartita in due tranche da 20 milioni ciascuna per gli anni 2021 e 2022.

Volantino Trissolcus japonicus

Ulteriori informazioni sul sito della Regione Emilia-Romagna

Dopo la siccità e le gelate, la grandine sulla già compromessa agricoltura romagnola

In un anno già compromesso per l’agricoltura romagnola, ai danni della siccità e delle gelate si sono aggiunti quelli delle grandinate che hanno colpito fortemente numerose aree del territorio il 10 e l’11 giugno. A queste si sono alternate anche piogge violente con picchi fino a 30 mm.

“I fenomeni di questi giorni hanno inferto un nuovo colpo alle produzioni in un’annata già pesantemente compromessa dalla siccità e dalle gelate di fine marzo e inizio aprile – commenta Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna -. In crisi non è ora solo la frutta estiva, ma potrebbe risultare danneggiata anche la produzione di quella autunnale e invernale, in alcuni casi (come il kiwi) già sofferente per il gelo. E vi sono problemi anche per le colture orticole e i cereali”.

Cia Romagna sta monitorando attentamente i danni subiti in questi giorni dagli associati. I territori più flagellati sono stati il ravennate (S.Pietro in Vincoli, Ducenta, Massa Castello, Ammonite, Mezzano, Conselice, Lavezzola, Alfonsine, Reda di Faenza); il forlivese lungo la via Cervese, Forlimpopoli e confini forlivesi; i dintorni di Cesena; le colline del riminese.

Emergenza Coronavirus – Aggiornamenti

PRINCIPALI NOVITÀ DERIVANTI DA DECRETI E ORDINANZE  

CLICCA QUI per lo SCHEMA RIASSUNTIVO delle principali disposizioni derivanti da decreti e ordinanze emessi in emergenza “Covid-19” per i settori finanziario e del credito; Uma; attività Caa, zootecnia, apicoltura, acquacoltura, previdenziale e patronato; silvicoltura, fiscale, contributi, varie e altre sospensioni. Nello schema, aggiornamenti anche sui mezzi aziendali, sulle proroghe a bandi Psr, sulle azioni e agevolazioni che Ismea ha attivato a seguito dell’emergenza corona virus e altri ancora.

CLICCA QUI per il VADEMECUM su agriturismi, vendita diretta, norme per consegna a domicilio di prodotti, florovivaismo, attività di servizio giardinaggio. 

MODALITA’ DI ACCESSO AGLI UFFICI DI CIA ROMAGNA DALL’11 MAGGIO 2020
Dall’11 maggio la modalità di accesso agli uffici di Cia Romagna avviene rispettando le seguenti disposizioni:
– è necessario telefonare preventivamente per prendere un appuntamento;
– gli operatori assegnano gli orari in maniera tale da non creare assembramenti e con opportuni distanziamenti temporali;
– è richiesto agli associati di rispettare il più possibile l’orario dell’appuntamento per evitare di sostare nelle sale d’attesa;
– per accedere è obbligatorio indossare la mascherina di protezione e disinfettarsi le mani con apposito gel posto all’ingresso di ogni ufficio.

AUTOCERTIFICAZIONE PER PARENTI FINO AL SESTO GRADO

#noinonciarrendiamo

Strategici anche per famiglie e bambini

Le aziende agrituristiche attive in Romagna sono 372 – Le fattorie didattiche 83. Cia Romagna chiede siano tenuti in considerazione nei protocolli regionali e nazionali anche per lo svolgimento dei centri estivi

Dal 18 maggio anche le aziende agrituristiche e le fattorie didattiche della Romagna cercano di ripartire – vista la possibilità di riprendere l’attività di ricezione turistica – rispettando le linee guida di riferimento. Per questo comparto tre i protocolli da rispettare: ristorazione, alloggio, piscina. Queste strutture, in questa estate 2020, sono strategiche non solo per la tradizionale attività di ospitalità, ma anche per le attività dedicate ai bambini, nelle forme dei centri estivi e/o delle settimane verdi.

Questi gli argomenti al centro della videoconferenza organizzata da Cia Romagna sul tema: “Agriturismi post lockdown: quali prospettive per il futuro?”, alla quale ha preso parte anche Andrea Corsini, assessore regionale a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo e commercio.

Agnese Ceroni, responsabile per Cia Romagna dell’area agriturismi, igiene alimenti, vendita diretta, ha illustrato la parte tecnica e i protocolli che interessano il comparto, oltre ad altre specifiche interpretazioni per una corretta applicazione delle linee guida.

Tutti i settori sono stati colpiti dall’emergenza Covid-19, ma alcuni in maniera molto più impattante come quello turistico e gli agriturismi. Cia Romagna apprezza lo sforzo della Regione, che ha stanziato circa due milioni di euro a fondo perduto per gli agriturismi al fine di contenere gli effetti del lockdown e ha prorogato i bandi da sette milioni di euro del Psr per la riqualificazione e l’ampliamento delle strutture. L’Organizzazione romagnola chiede inoltre che queste strutture siano tenute nella giusta considerazione in merito alla possibilità di svolgere centri estivi, anche residenziali.

Le aziende agrituristiche attive in Romagna sono 372 (su 1186 regionali) con una capacità ricettiva pari a 3202 posti letto e 226 piazzole in agri-campeggio, e la possibilità di somministrare fino a circa 1,5 milioni di pasti all’anno. La provincia di Forlì-Cesena è seconda in Regione per numero di imprese “verdi” (178); sono 121 a Ravenna, 73 a Rimini. Le fattorie didattiche sono complessivamente 83 in Romagna (su 286 regionali) di cui 36 a Ravenna, 27 a Forlì-Cesena e 20 a Rimini.

Quest’anno, con la serrata dovuta all’emergenza sanitaria, agriturismi e fattorie didattiche possono rappresentare un’ancor più valida alternativa di vacanze, in luoghi aperti e a contatto con la natura, trasmettendo quella sicurezza che molti cercano per lo svago in questa estate 2020 – affermano Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna e Massimo Bottura, presidente di Turismo Verde Emilia RomagnaInoltre, dispongono di una grande potenzialità per giocare un ruolo strategico anche per quel che riguarda l’accoglienza dei bambini e l’attività didattica e riteniamo che Regione e Governo ne debbano tenere conto”.

Agriturismi e fattorie didattiche sono pronte a rispondere, per loro stessa natura, alle esigenze dei bambini e di tanti genitori che per l’emergenza Coronavirus devono far fronte a nuove necessità organizzative della vita familiare. “Le attività dei centri estivi stanno per partireafferma Massimo Bottura, presidente di Turismo Verde regionaleChiediamo che gli specifici protocolli regionali e le linee guida nazionali tengano conto di questa importante risorsa rappresentata dagli agriturismi e dalle fattorie didattiche, pronte a realizzare progetti e a collaborare anche con organizzazioni ed enti del Terzo Settore per incrementare e qualificare i servizi educativi estivi”.

 

AZIENDE AGRITURISTICHE IN EMILIA ROMAGNA

Piacenza  166

Parma       135

Reggio        88

Modena     142

Bologna      216

Ferrara         67

Ravenna       121

Forlì Cesena 178

Rimini            73

TOTALE 1.186

 

-Capacità ricettiva: 9.854 posti letto

-Numero piazzole in agri-campeggio: 407

-Pasti all’anno: 4,5 milioni

-Occupati nel settore:  4.000

-Bologna è quella che conta il maggior numero di imprese ‘verdi’ (216) seguita da Forlì Cesena (178)

 

Gli agriturismi mediamente impiegano ciascuno 4 collaboratori, quindi si può parlare di oltre 4mila occupati nel settore che utilizza prodotti dell’azienda agricola almeno per il 50%, ma impiega anche materie prime locali fornite da imprese agricole, alimentando un indotto importante, con una filiera cortissima.

 

FATTORIE DIDATTICHE IN EMILIA ROMAGNA

PIACENZA      23

PARMA           22

REGGIO E.       33

MODENA          47

BOLOGNA         59

FERRARA          19

FORLÌ-CESENA    27

RAVENNA           36

RIMINI                20

TOTALE  286

 

-Le fattorie didattiche possono ospitare, potenzialmente, circa 2200

-Nei soli mesi di giugno e luglio si può ipotizzare l’accoglienza di 17 mila bambini

 

Agriturismi post lockdown: quali prospettive per il futuro? Videoconferenza

Per partecipare alla videoconferenza martedì 26 maggio alle ore 20.30 utilizza il link meet.google.com/ijo-bxjj-kgj

Per un approfondimento sulla situazione attuale e futura degli agriturismi nella fase due dell’emergenza Covid-19, saranno presenti: Andrea Corsini, assessore regionale a mobilità e trasporti, infrastrutture, turismo e commercio; Massimo Bottura, presidente Turismo Verde Emilia RomagnaAgense Ceroni, responsabile igiene alimenti, vendita diretta, agriturismi per Cia Romagna. Presiede  Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna.

DEPLIANT AGRITURISMI 26 maggio 2020

Credito: opportunità e consigli per le Aziende Agricole. Come districarsi nel panorama attuale degli interventi disponibili

Cia Romagna organizza tre incontri in videoconferenza sul tema del credito, nelle seguenti date:

– Giovedì 14 maggio 2020 ore 20.30
– Lunedì 18 maggio 2020 ore 20.30
– Martedì 19 maggio 2020 ore 20.30

Presiede: Danilo Misirocchi – Presidente Cia Romagna

Intervengono:
Manuel Quattrini – Vicedirettore e Responsabile Credito Cia Emilia-Romagna
Marco Paolini – Responsabile settore tecnico fondiario e credito Cia Romagna

Per partecipare scrivi all’indirizzo mail cia.romagna@cia.it oppure chiama la Segreteria Cia Romagna allo 0547.26736 per indicarci la data in cui vuoi partecipare e l’indirizzo mail al quale ti verrà inviato il link per il collegamento.

L’appuntamento online viene replicato per tre serate per agevolare la partecipazione dei soci.

 

Credito: opportunità e consigli per le Aziende Agricole – Programma

“Salvate la frutticoltura romagnola, o non arriveremo alla fase due”, l’appello del mondo agricolo alle Istituzioni

Cia-Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, UGC, AGCI, Confcooperative e Legacoop della Romagna, hanno incontrato nella mattinata del 24 aprile in videoconferenza i parlamentari romagnoli, gli enti locali e l’assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna. Nell’incontro unitario, le organizzazioni del mondo agricolo romagnolo hanno disegnato la drammatica mappa del disastro delle gelate che hanno devastato, e in molti casi praticamente azzerato, la produzione di mele, pere, albicocche, susine, pesche, nettarine, ciliegie e kiwi. Gli eventi atmosferici di inizio primavera, con punte minime fino a meno 5-6 gradi dal 24 marzo al 4 aprile, hanno falcidiato le produzioni, già molto avanti nella germogliazione a causa dell’inverno mite.

Le richieste 

La prima riguarda una deroga al decreto legislativo 102/2004 sulle calamità naturali, che prevede indennizzi e sostegni economici alle imprese agricole che hanno subito danni da avversità atmosferiche. La modifica consiste nella possibilità di riconoscere il danno anche alle colture assicurabili, ora non ammesso, ovviamente rifinanziandola con almeno 180 milioni di Euro, come richiesto al Ministro dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. Richiesta motivata da fatti concreti: causa Covid-19, molti agricoltori sono stati impossibilitati a muoversi per stipulare le polizze, disponibili da poche settimane; le condizioni prevedono che la copertura scatti dopo 12 giorni dalla stipula e questo ha di fatto colpito anche chi, pur avendo assicurato, non era in copertura da gelo al momento della calamità. In aggiunta, diverse compagnie hanno ridotto i plafond sul gelo per contenere i rischi e altre non l’hanno attivata affatto.

Poi, organizzazioni professionali e Centrali cooperative richiedono a Governo e Parlamento l’attivazione di aiuti di stato, in regime de minimis, in favore delle cooperative di conferimento attraverso un Fondo speciale per il rilancio produttivo, che preveda interventi a copertura, totale o parziale, dei costi sostenuti per gli interessi dovuti sui mutui bancari contratti dalle imprese, e contributi in conto capitale, parametrati sulla diminuzione di fatturati, per favorire la ripresa produttiva.

I danni

La superficie interessata in Emilia-Romagna è stata di circa 48 mila ettari di frutteti ad alta specializzazione produttiva, con perdite che arrivano al 90% del raccolto previsto per quest’anno nel caso delle albicocche, 9 mila imprese agricole colpite e una stima provvisoria dei danni che ammonta a 400 milioni di euro. La Romagna registra purtroppo un triste primato, rappresentando circa il 55% del totale, con danni potenziali che variano dal 30% nel caso di mele e pere, per arrivare fino al 90% per le albicocche e susine, pesche e nettarine (75%), e kiwi (50%). Non si salvano le cooperative, che non avranno prodotto in conferimento, ma saranno comunque gravate dai costi fissi. Non più del 20% delle aziende frutticole della Romagna è riuscita ad assicurarsi contro questa calamità. Il lock-down ha reso in pratica impossibile per molti attivare la copertura.

Le istituzioni

All’incontro sono intervenuti l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi, i parlamentari Stefano Collina, Marco Di Maio, Daniele Manca, Jacopo Morrone, Elena Raffaelli, Giulia Sarti e Serse Soverini, il Presidente della Provincia di Ravenna Michele De Pascale, la vicepresidente della provincia di Forlì-Cesena, Cristina Nicoletti e il sindaco Claudio Franceschi per il Nuovo circondario imolese. Tutti i parlamentari coinvolti nell’incontro hanno assicurato l’impegno di sostenere le richieste dei produttori e fare in modo che nei provvedimenti legislativi queste esigenze si trasformino in norma e in risorse a disposizione dell’agricoltura romagnola.

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