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Assemblea nazionale Cia “Agricoltura-Territorio-Società. Riprogettiamo il futuro”

Tra gli ospiti Conte, Timmermans, Bellanova, Amendola e Boccia

“Agricoltura-Territorio-Società. Riprogettiamo il futuro”. Questo lo slogan dell’Assemblea nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, che si terrà venerdì 27 novembre, a partire dalle ore 10, in modalità webinar. Per seguire la diretta, basta collegarsi al link: https://youtu.be/I1ce4svphqw

Un appuntamento importante che vedrà centinaia di agricoltori collegati a distanza da ogni parte d’Italia, nonché la partecipazione di ospiti istituzionali e di governoInterverranno, infatti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte; il vicepresidente esecutivo della Commissione Ue per il Green Deal Frans Timmermans; la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova; il ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola; il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia; il viceministro allo Sviluppo economico Stefano Buffagni; la viceministra dell’Economia Laura Castelli; il sottosegretario al ministero degli Affari esteri Manlio Di Stefano.

Gli effetti drammatici della pandemia hanno riacceso la discussione sui modelli di crescita e sviluppo che dovranno caratterizzare il prossimo futuro. La ripresa dipenderà dalla capacità di interpretare il cambiamento cogliendo le opportunità delle strategie programmate, a partire dal Green Deal europeo, dove l’agricoltura, in sinergia con le altre risorse economiche dei territori, è chiamata a svolgere un ruolo da protagonista. Sfide ambiziose su cui poggiano le decisioni, i provvedimenti e gli strumenti messi in campo con il Covid, tra cui il Next Generation EU, pacchetto per la ripresa in un’ottica più verde, digitale e resiliente per garantire alle nuove generazioni un futuro sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale. Senza trascurare le misure economiche promosse a livello nazionale per rilanciare lo sviluppo dell’Italia.

Per tali ragioni, Cia ha scelto di concentrare i lavori della propria Assemblea nazionale intorno alle dinamiche caratterizzanti il rapporto tra Agricoltura-Territorio-Società e ai percorsi capaci di reinterpretare tale rapporto, facendone un pilastro delle future strategie di pianificazione per la ripresa. Non solo agricoltura, quindi, ma una visione di insieme capace di includere il settore all’interno di un progetto di ampio respiro insieme a tutte le altre attività economiche e forze sociali diffuse sui territori.

Più in dettaglio, dopo i saluti introduttivi di Mauro Di Zio, vicepresidente nazionale Cia, si terrà la tavola rotonda sui temi dell’Assemblea, con rappresentanti di Regioni, Parlamento italiano e Ue, mondo imprenditoriale, partendo dalla relazione introduttiva a cura di Renato Mason, segretario CGIA di Mestre. Interverranno, moderati dal giornalista Carlo PucaDonato Pentassuglia, coordinatore Commissione Politiche agricole della Conferenza delle Regioni; Alessia Rotta, presidente Commissione Ambiente della Camera; Martina Nardi, presidente Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera; Gianpaolo Vallardi, presidente Commissione Agricoltura del Senato; Antonio Tajani, presidente della Conferenza dei presidenti di Commissione del Parlamento europeo e capodelegazione di Forza Italia; Tiziana Beghin, capodelegazione del M5S al Parlamento europeo; Stefano Francia, presidente Agia-Associazione Giovani imprenditori agricoli di Cia; Alessandro Squeri, presidente giovani imprenditori di Federalimentare.

A chiudere i lavori dell’Assemblea, dopo la tavola rotonda e gli interventi istituzionali e di governo, sarà il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Dino Scanavino.

Guarda il video promo dell’Assemblea

Annata agraria di Cia Romagna: un 2020 difficilissimo fra Covid, meteo, parassiti, fauna selvatica e mercati sempre più competitivi

Dai dati emergono, fra le altre cose, andamenti positivi per olio e vino, molto negativi per le principali drupacee, negativi per l’actinidia e l’apicoltura. Molta varietà di andamenti nei vari comparti e nelle colture per superfici, rese medie e produzione

Si è tenuta in modalità webinar (www.youtube.com/watch?v=eXQzP1Pv7Yg), la tradizionale presentazione dei dati dell’Agraria agraria di Cia Romagna. L’edizione 2020 ha visto la partecipazione di Danilo Misirocchi, presidente Cia Romagna, Mirco Bagnari, direttore Cia Romagna, Cristiano Fini, presidente Cia Emilia-Romagna, Dino Scanavino, presidente Cia Agricoltori Italiani, Denis Pantini di Nomisma, Pierluigi Randi vicepresidente Ampro, e Manuela Rontini, consigliere regionale.

Nell’anno del Covid-19, il quadro in Romagna per le imprese agricole è senza precedenti e l’emergenza del 2020 è la loro sopravvivenza. Per alcuni comparti è l’emergenza sanitaria che ha messo in affanno le aziende; per altri le ragioni vanno ricercate in problemi strutturali ai quali si sono aggiunti problemi contingenti, come le avversità atmosferiche, che nel 2020 hanno interessato la Romagna: dalle devastanti gelate di fine marzo-inizio aprile, alla siccità, alle violente grandinate e piogge, al forte vento.  A ciò si aggiungono i danni causati da insetti alieni, dalla fauna selvatica, da nuove o più acute fitopatologie. Il tutto si traduce in una forte contrazione della produzione, trend che, in particolare per le principali colture frutticole, si registra da almeno tre anni. L’emergenza sanitaria ha effetto su tutti i settori economici. La contrazione del lavoro e del reddito è una problematica che dal settore primario scivola via via lungo tutto la filiera. Preoccupa la tenuta sociale, oltre che economica, del territorio.

I DATI DELLA ROMAGNA (Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini)

In estrema sintesi, di seguito, la previsione dell’andamento dell’agricoltura romagnola nel 2020.

  • Imprese: calano tutte (-0,8%), anche le agricole (-2,2%).
  • Frutticolo: aumentano ettari in produzione – calano ettari coltivati, rese medie, produzione. Aumentano i prezzi medi all’origine (tranne che per le pere). Attenzione, però: la produzione delle drupacee è pressoché azzerata e si prevede un calo anche dell’actinidia, nonostante superfici (coltivate e in produzione) in leggero aumento rispetto al 2019). Un esempio: la superfice totale di pesche e nettarine in tutte e tre le province romagnole (Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini) nel 2020 è inferiore a quella che era nel 2015 la superfice di pesche e nettarine della sola provincia di Ravenna, sia per ettari coltivati (ha Ra 2015: 8.759 – ha Romagna 2020: 8.306), sia per ettari in produzione (ha Ra 2015: 7.959 – ha Romagna 2020: 7.696). Solo ciliegio e pero presentano maggiore produzione, seppur sotto il potenziale. Bene le mele, anche se con una produzione un po’ in calo: in Romagna, per quantitativi e finestra di mercato, si prevede una stagione che può essere soddisfacente.
  • Vitivinicolo e olivicoltura: aumento superfici, rese medie, produzione, qualità. Gli aumenti sono registrati in particolare nella provincia di Ravenna per il vitivinicolo. Cala l’export del vino a livello nazionale (-4%), ma in Romagna con le grandi cooperative e la moderna distribuzione il segno è positivo. Per i piccoli produttori, invece, sulle vendite di vino non tutto è rosa e fiori. L’olivo, in Romagna, trova la sua massima estensione in provincia di Rimini (1.684 ha di cui in produzione 1.651), seguita da Forlì-Cesena (ha 1.390, in produzione 1.100) e Ravenna (ha 650, in produzione 498). Si prevede una produzione in crescita del 73% rispetto al 2019, di circa 35 mila quintali di olive per 414 mila kg di olio, dei quali 39 mila Dop. La Romagna esprime le due Dop regionali: “Colline di Romagna” e “Brisighella”.
  • Cerealicolo: calano le superfici dei cerali considerati per la stesura dell’Annata Agraria realizzata da Cia Romagna (frumento duro e tenero, mais, orzo, sorgo): -2,7% (nonostante l’aumento di quelle a tenero e mais). In Romagna si è rilevata una buona annata per qualità e sanità e complessivamente con prezzi migliori del 2019. Duro, tenero e mais hanno maggiore estensione nel ravennate; l’orzo nel cesenate.
  • Industriali, orticole, sementiere: molta varietà di andamenti di superfici, rese e prezzi fra comparti e colture.
  • Zootecnia: la Romagna concentra la maggior parte degli allevamenti avicoli della regione (terza a livello nazionale) e si distingue in particolare per le galline ovaiole. Stabili gli allevamenti avicoli e bovini. Calano capi bovini da carne e da latte, calano capi ovicaprini. Aumento capi suini nel riminese. Calo dei prezzi. L’Apicoltura registra un altro pessimo anno.
  • Biologico: aumentano imprese e superfici, bene le vendite.
  • Florovivaismo: situazione molto variegata in Romagna per un comparto che a livello nazionale affronta, causa pandemia, una crisi economica senza precedenti. Stabili o leggermente in calo le aziende. Il calo medio del fatturato è di circa il 20%. Il prodotto gettato va da un minimo del 10% a oltre il 40%. Si prevede una contrazione della produzione delle Stelle di Natale e si registra uno stop ad intensità variabile negli investimenti nelle principali frutticole (drupacee e pomacee) a livello regionale e nazionale.
  • Forlì-Cesena e Ravenna nel 2019 esprimevano più di 6milioni di produzione lorda vendibile sui 15 milioni dell’Emilia-Romagna.
  • Agriturismo: anche questo comparto è stato duramente colpito dalla pandemia. In Romagna al 2019 erano 391 le aziende attive e 488 iscritte all’Elenco degli operatori turistici. A livello regionale erano 1.197 attive e 1.528 iscritte, in aumento sul 2018.
  • Vendita diretta, consegna a domicilio, e-commerce: emerge un’accelerazione nello sviluppo di nuovi canali di vendita, aumentati molto rapidamente da inizio lockdown, che si aggiungono ai più tradizionali (cooperative, consorzi, Op; mercati all’ingrosso e moderna distribuzione).

LE DICHIARAZIONI

Ha aperto i lavori Danilo Misirocchi, presidente di Cia Romagna, che ha ripercorso le tante criticità che hanno afflitto il 2020 oltre al Covid. “In primavera abbiamo avuto grandi problemi dall’iniziale chiusura dei mercati agricoli. In questa fase è stata mantenuta la loro apertura, sono attività che si svolgono all’aperto e in piena sicurezza. Problemi ha avuto anche la silvicoltura, inserita molto tardi fra le attività ammesse durante il lockdown, e speriamo che la cosa non si ripeta. Si tratta infatti di un’attività importante sia per chi la esercita, sia per il mantenimento dei boschi e la tutela del territorio. Le restrizioni da Covid hanno aggravato poi la pressione della fauna selvatica, aumentata senza controllo, che non solo reca danni all’agricoltura, ma provoca incidenti e porta il rischio della peste suina. Ora con la zona arancione che impedisce gli spostamenti occorrono deroghe o è impossibile l’attività venatoria. Abbiamo avuto inoltre il problema delle gelate, con una vastità e un’entità di danni mai visti prima, per cui gli aiuti sono ancora insufficienti. L’ortofrutta è il comparto più in difficoltà a causa del clima, ma anche dei mercati, della cimice, delle patologie, e le aziende non riescono più a investire e innovare. Attendiamo ancora che finalmente si arrivi alla riduzione della burocrazia e chiediamo che per la copertura del rischio, dove vediamo un progressivo disimpegno delle compagnie assicurative, vengano incentivati strumenti nuovi, come le polizze parametriche. Infine il Green new deal: noi ci siamo, sin da quando già negli anni ’70 in questa regione abbiamo iniziato la lotta integrata. Ma non deve essere l’ideologia che detta le regole su coltivazioni e sostanze utiilizzabili, bensì la scienza e le competenze”.

Mirco Bagnari, direttore di Cia Romagna, ha sottolineato come il 2020 sia stato “Un anno durissimo, del tutto particolare, per il mondo ma, in particolare, per l’agricoltura romagnola, che ha dovuto fare fronte all’emergenza Covid ma anche ai pesanti danni da maltempo e legati al mutamento climatico (gelate, siccità, grandine). Cia Romagna ha lavorato per essere sempre vicina agli associati e per consentire loro di cogliere le opportunità che si sono aperte, come per esempio quelle sui vari contributi ma anche sul credito (su cui CIA Romagna ha sviluppato un nuovo servizio specifico). Ciò che è successo ha, però, spinto anche ad utilizzare modalità e canali nuovi di lavoro e ha riportato l’attenzione sulla centralità delle aziende agricole per la vita di ognuno di noi: siamo e saremo impegnati ad aiutare le imprese agricole a superare questo momento difficile e ad attrezzarsi per il futuro”

Cristiano Fini, presidente Cia Emilia Romagna. “Siamo riusciti a portare a casa per il prossimo anno 63milioni di euro per il risarcimento dei danni da cimice asiatica. Dalla prossima legge di bilancio continueremo a battere il chiodo per ulteriori risorse per le gelate tardive. Ma non dobbiamo continuare a rincorrere i problemi. Dobbiamo intervenire sugli strumenti assicurativi, che devono essere più puntuali ed efficaci. La legge 102 non va bene, il settore va riformato. Ci dobbiamo abituare ai fenomeni come gelate e grandine, per questo occorre agire in via preventiva. Lavoriamo infine con la Regione per diminuire la pressione burocratica”.

Manuela Rontini, consigliera regionale dell’Emilia-Romagna ha sottolineato come, “l’emergenza Covid ci ha fatto capire quanto sia forte e strutturato il settore agri-alimentare della regione”.

Ha chiuso con un messaggio di speranza il presidente nazionale di Cia, Secondo Scanavino: “Dopo la crisi viene lo sviluppo, e noi vogliamo continuare ad essere protagonisti di questo. Cia si assume la sua parte e la vuole fare fino in fondo”.

La versione integrale del report dell’Annata Agraria di Cia Romagna 2020 – corredata di dati e tabelle riassuntive per comparti e colture per le province di Forlì-Cesena, Rimini, Ravenna e Romagna – è consultabile e scaricabile a questo link  e le slide con tabelle riassuntive per estensioni, rese medie e produzione a questo link . L’utilizzo dei dati è possibile citando la fonte “Annata Agraria 2020 – Cia Romagna”.

L’Annata Agraria è stata curata da Lucia Betti, Giorgia Gianni ed Emer Sani dell’Ufficio Stampa di Cia Romagna. Il report è realizzato attraverso la consultazione di fonti scritte e orali. Per la ricostruzione dell’andamento dell’anno in corso, i curatori del volume si avvalgono della preziosa collaborazione degli Stacp di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; delle Camere di Commercio della Romagna e di Ravenna; del supporto dei tecnici e della Segreteria di Cia Romagna e dei numerosi stakeholder del settore intervistati: agricoltori, rappresentanti di cooperative, consorzi, enti, esperti dei vari comparti esaminati, compreso andamento meteo e cambiamenti climatici.

Solidarietà e vicinanza ai sindaci

Cia Romagna esprime solidarietà e vicinanza ai sindaci di Ravenna Michele De Pascale, di Forlì Gian Luca Zattini e di Rimini Andrea Gnassi, destinatari di gravi ed inaccettabili minacce e intimidazioni rivolte a loro e alle città che governano da parte delle “Nuove Brigate Rosse”.

Stiamo attraversando una situazione estremamente difficile e delicata: le istituzioni sono chiamate a compiere scelte difficili, che garantiscano il più possibile la tutela della salute pubblica e la tenuta di un’economia già duramente messa alla prova; le nostre comunità stanno dimostrando responsabilità e coesione nella lotta al Covid-19.

“In un momento come quello che stiamo vivendo, ancor meno si possono tollerare messaggi di odio, violenza e terrorismo – afferma Danilo Misirocchi, Presidente di Cia Romagna – Confidiamo nell’operato delle forze dell’ordine, affinché facciano luce sugli autori delle pericolose missive e li assicurino presto alla giustizia”.

Cia rilancia le consegne a domicilio

Anche molte aziende di Cia Romagna delle province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini consegnano a domicilio cibo fresco e sano nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dal Governo per cercare di contenere la diffusione del Coronavirus. Basta un click.

Area ravennate, questo il link: https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/…/ravenna

Area forlivese-cesenate, questo il link: https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/…/forl%C3%AC

Area riminese, questo il link: https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/…/emi…/rimini

Il sito generale https://iprodottidalcampoallatavola.cia.it/ sempre online, consente a tutti, restando a casa, di acquistare e consumare, ogni giorno, i prodotti freschi della terra, ma anche prelibatezze e piatti della tradizione, con la garanzia di qualità assicurata dagli uomini e dalle donne di Cia.

Bastano pochi secondi per individuare la regione e la provincia d’interesse, l’azienda più vicina e scegliere le materie prime di stagione o i prodotti, che gli agricoltori consegneranno a domicilio. 

Per garantire i consumatori ed evitare le truffe, al momento dell’acquisto, sarà consegnata una parola d’ordine da utilizzare al ricevimento della spesa.

Cia-Agricoltori Italiani offre questo servizio grazie alla collaborazione delle sue associazioni: al femminile (Donne in Campo), giovani (Agia), pensionati (Anp), per la vendita diretta (la Spesa in Campagna) e agrituristica (Turismo Verde).

Annata agraria Cia Romagna 2020 in webinar il prossimo 17 novembre

Saranno con Cia Romagna anche il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, Denis Pantini di Nomisma e il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani Secondo Scanavino. Per il collegamento alla diretta CLICCA QUI

La presentazione dell’Annata agraria di Cia Romagna edizione 2020 sarà in webinar, versione adeguata al periodo di emergenza Covid-19, e ci si potrà collegare attraverso il canale youtube di Cia Emilia-Romagna.

Nel pomeriggio del 17 novembre 2020, dalle 16.30, saranno con Cia Romagna il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini; Denis Pantini, Responsabile agroalimentare Nomisma Spa; Pierluigi Randi, Vice Presidente AMPRO (Associazione Meteorologi Professionisti), Tecnico Meteorologo certificato di Meteocenter; i presidenti regionale e nazionale di Cia, Cristiano Fini e Dino Scanavino.

Il tema sul quale si svolgerà l’approfondimento è: “L’agricoltura di domani, oltre il Covid, verso il Green Deal”.

A fare gli onori di casa presidente e direttore di Cia Romagna, Danilo Misirocchi e Mirco Bagnari, che apriranno i lavori.

Seguirà un breve approfondimento sull’andamento climatico del 2020 da parte del Tecnico Meteorologo Pierluigi Randi.

Sarà poi la volta di una sintetica presentazione dell’andamento dell’agricoltura in Romagna in questo 2020.

Successivamente, a Denis Pantini, Responsabile agroalimentare di Nomisma, il compito di riflettere sui nuovi scenari evolutivi per l’agricoltura italiana e romagnola derivanti dall’impatto che l’emergenza Covid-19 ha avuto e ha sull’agricoltura e in vista anche della realizzazione dei nuovi obiettivi green dell’Unione europea. Fra gli aspetti in approfondimento: i consumi, come sono cambiati e come possono cambiare; il trend dell’export; quali ricadute hanno questi elementi sull’economia regionale e romagnola e un focus sulla produzione romagnola.

Dopo un saluto di Cristiano Fini, presidente Cia Emilia Romagna, interviene il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Al presidente di Cia nazionale, Secondo Scanavino, sono affidate le conclusioni dei lavori.

La versione integrale del volume sarà consultabile online nel sito di Cia Romagna. Il volume contiene informazioni e previsioni 2020 sui comparti e sulle colture della Romagna (ravennate, forlivese-cesenate e riminese). L’Annata Agraria è realizzata attraverso la consultazione di fonti scritte e orali. Per la ricostruzione dell’andamento dell’anno in corso, i curatori del volume si avvalgono della preziosa collaborazione degli Stacp di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; delle Camere di Commercio della Romagna e di Ravenna; del supporto dei responsabili tecnici e della Segreteria di Cia Romagna e dei numerosi stakeholder del settore intervistati: agricoltori, cooperative, consorzi, enti, esperti dei vari comparti esaminati, compreso andamento meteo e cambiamenti climatici. A tutti un sincero ringraziamento per la grande disponibilità e collaborazione. 

I 100 anni di Primo Petrignani e gli auguri di Cia Romagna

Cia Romagna rivolge il suo augurio, sentito e sincero, a Primo Petrignani per aver raggiunto l’importante traguardo dei cento anni. Primo è il più grande di tre fratelli. Insieme a Giorgio e Terzo, ultranovantenni, Primo è stato il fondatore dell’Azienda agricola “Petrignani e altri” di Fornace Zarattini (Ra), associata Cia. I tre fratelli erano mezzadri (come i loro genitori) e quando il fondo fu messo in vendita – raccontano le figlie di Primo, Silvia e Stefania – ebbero il coraggio di comprarlo, non senza fatica. A quella terra erano strettamente legati, essendo nati tutti e tre lì ed acquistarla era sempre stato il loro sogno. Negli anni gli ettari a seminativi (in particolare grano) aumentarono. Avevano anche un po’ di uva da vino, soprattutto per auto consumo. Primo è soddisfatto dei successi che ha avuto e di quello che è riuscito a fare per la famiglia, della quale è molto contento così come lo è dei nipoti, che lo adorano. I momenti difficili non sono mancati, ma non si è di certo risparmiato pur di portare avanti il lavoro e di crescere la famiglia. Primo dice di essere arrivato a questo importante traguardo perché è sempre stato alle regole, ligio al dovere.  Primo rappresenta un secolo di storia e con le parole i fatti trasmette un prezioso patrimonio di valori e tradizioni alla base della nostra società, circondato dall’amore e dalle cure dei suoi cari.

Estirpo vigneti: anticipata al 17 ottobre la data per procedere

Con determina n. 17067 assunta l’8 ottobre 2020, la Regione ha modificato il termine dal quale sarà possibile estirpare il vigneto inserito in un’intenzione all’estirpo richiesta a contributo nella Misura Ristrutturazione vigneti campagna 2020/2021.
Come noto, il termine precedente indicava la possibilità di avviare le operazioni di estirpazione a partire dal 31 ottobre 2020, mentre con questa determinazione il termine è stato anticipato a sabato 17 ottobre 2020, giorno dal quale i conduttori dei vigneti da estirpare indicati nella comunicazioni di intenzioni all’estirpo inserite nelle domande di aiuto, potranno iniziare a togliere pali, fili  e finanche ad estirpare i ceppi di vite dal terreno. I controlli ex ante sono in corso di esecuzione da parte di tutti i Servizi territoriali e gli uffici di Cia Romagna ricordano che fino al giorno 16 ottobre compreso i vigneti da estirpare indicati nelle comunicazioni di intenzioni all’estirpo e indicati nelle domande di aiuto a Siag non possono essere né estirpati e né essere sprovvisti di pali e fili. I controlli in corso debbono riverificare in campo le caratteristiche tecniche del vigneto: forma di allevamento, sesto di impianto, vitigno, irrigato si/no per accertare che il tutto sia coerente con quanto indicato in schedario e che i  vigneti oggetto di estirpo non siano vigneti abbandonati.
L’eventuale avvio delle operazioni di estirpazione prima del 17 ottobre 2020 comporta la decadenza della domanda di aiuto, se comprendente solo la superficie interessata da estirpo e reimpianto o l’esclusione della relativa superficie, ma non comporta nessuna altra penalità nella Misura ristrutturazione vigneti.

Dal 13 ottobre al via le domande di aiuti per le filiere zootecniche in crisi

Dall’13 al 27 ottobre 2020 sono aperte le domande di richiesta di aiuti per la situazione di aggravamento dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, a favore del comparto primario per garantire continuità ed efficienza nelle attività economiche, contenendo gli effetti negativi sulla produzione. Segue un approfondimento. Per maggiori informazioni contattare gli uffici zonali di Cia Romagna.

Il decreto ministeriale del 23 luglio 2020 ai sensi dell’articolo 222 comma 3 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 convertito con modificazioni di legge 17 luglio 2020, n.77 recante l’istituzione del “Fondo emergenziale per le filiere in crisi” definisce i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse.

Applicato già per fondo competitività delle filiere, prevede uno stanziamento che ammonta a 65 milioni di euro per le seguenti filiere:

  • 30 milioni di euro per la filiera suinicola;
  • 4 milioni di euro e per la filiera cunicola;
  • 20 milioni di euro per la filiera delle carni di vitello;
  • 0,5 milioni di euro per la filiera caprina;
  • 8,5 milioni di euro per la filiera ovicaprina;
  • 2 milioni di euro per la filiera del latte bufalino come incremento delle risorse di cui all’articolo 3 comma 3 lettera d) del decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali 3 aprile 2020 recante “ Istruzione del Fondo per la competitività delle filiere”.

Il decreto ministeriale disciplina le modalità di concessione dell’aiuto con le medesime finalità:

. favorire la competitività del settore agricolo e agroalimentare;

. favorire lo sviluppo e gli investimenti delle filiere;

. valorizzare i contratti di filiera nel comparto zootecnico;

. migliorare la capacità di auto approvvigionamento, così da garantire scorte che consentano di affrontare situazioni di crisi.

Possono fare richiesta le imprese agricole di allevamento di ovicaprini, vitelli, suini e conigli, nati, allevati e macellati in Italia.

Le imprese richiedenti devono essere in regola con il Durc ( documento unico regolarità contributiva), avere il fascicolo aziendale aggiornato, deve avere IBAN bancario, i capi di cui si dichiarano non devono essere richiesti da più beneficiari, gli allevamenti di cui si richiede l’aiuto non siano richiesti dallo stesso beneficiario per aiuti tra loro non compatibili.

L’aiuto non è concesso :

  • ai soggetti per i quali sono presenti provvedimenti di sospensione dei pagamenti attivi dall’organismo pagatore;
  • alle imprese in difficoltà prima del 31 dicembre 2019, ai sensi del punto 23 del “Quadro temporaneo per le misure di aiuti di Stato a sostegno dlell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

Per gli allevamenti in regola con quanto scritto precedentemente, verranno erogati i seguenti aiuti:

  • Filiera carni di vitello , sono concessi aiuti fino a 110 euro per ogni capo di età inferiore agli 8 mesi macellati nel periodo dal 1° marzo al 30 di giugno 2020, vitelli da carne nati e allevati in Italia come registrato in BDN.
  • Filiera suinicola, sono concessi aiuti fino a 20 euro per ogni capo suino macellato nel periodo dal 1° maggio al 30 giugno 2020,  18 euro per ogni scrofa allevata nel periodo dal 1°gennaio al 30 giugno 2020 , i suini e le scrofe devono essere nati/e , allevati/e in Italia, i suini macellati in Italia, come registrato in BDN
  • Filiera caprini , sono concessi fino a 6 euro per ogni capretto macellato nel periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020, capretti nati, allevati e macellati in Italia come registrato in BDN.
  • Filiera ovicaprini , sono concessi aiuti fino a 3 euro per ogni pecora e/o capra allevata nel periodo dal 1° maggio al 30 giugno 2020, pecore e/o capre nate, allevate in Italia, come registrato in BDN.
  • Filiera cunicola, sono concessi aiuti fino a 1 euro per ogni capo macellato nel periodo dal 1° aprile al 30 giugno 2020, per conigli nati , allevati e macellati in Italia, come registrato nella BDN dagli stessi macelli .

Tutti i richiedenti devono risultare detentori o proprietari di un allevamento attivo, come riportato in BDN.

Per informazioni contattare gli uffici zonali di CIA Romagna.

Antonio Bonelli – Responsabile Zootecnico Cia Romagna

 

Fattorie aperte – Anche aziende Cia Romagna

Ci sono anche le associate Cia Il Giardino delle erbe (Casola Valsenio, Ra), Il Pagliaio (località Monte Finocchio, Mercato Saraceno, FC) e Ca’ Poggio (Sogliano al Rubicone, FC) fra le aziende aderenti a Fattorie Aperte 2020 nelle domeniche 11 e 18 ottobre. L’iniziativa, molto attesa dopo l’annullamento dell’edizione di maggio di Fattorie Aperte a causa del Covid-19, si collega alla Giornata mondiale dell’alimentazione che ricorre ogni anno il 16 ottobre, il cui tema quest’anno è Coltivare, nutrire, preservare. Insieme. Le nostre azioni sono il nostro futuro. “Vieni a scoprire dove nasce il tuo cibo” è il tema delle giornate, in cui le aziende apriranno le loro porte per visite, passeggiate, laboratori e attività ludiche per adulti e bambini, degustazioni. Le realtà partecipanti proporranno diverse opportunità per meglio conoscere il territorio e il suo patrimonio agroalimentare, oltre a prevedere momenti di riflessione sull’importanza di comportamenti consapevoli e sostenibili. Per tutte le attività, è obbligatoria la prenotazione alle singole sedi.
Maggiori informazioni

Agriturismo e rilancio aree interne

Assemblea Turismo Verde Cia nell’ambito de’ “Il Paese che vogliamo”

“L’agriturismo per il rilancio delle aree interne” al centro dell’annuale assemblea di Turismo Verde, l’Associazione per la promozione agrituristica di Cia-Agricoltori Italiani. Appuntamento, in modalità webinar, mercoledì 7 ottobre alle 10:30.  Il focus tematico promosso dall’incontro nazionale, rientra nel progetto Cia “Il Paese che Vogliamo”.

Moderata dal giornalista specializzato in montagna, natura e avventura, Stefano Arditol’Assemblea avrà inizio con la relazione del presidente nazionale di Turismo Verde-Cia, Giulio SparascioInterverranno a seguire: Marco Brogna dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”; Giovanni Cannata, presidente del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise; Carlo Hausmann, direttore Generale Agrocamera ed esperto di agriturismo; Renzo Iorio, amministratore delegato e Direttore Generale NUGO S.p.A. – Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Il dibattito dalle 12avvierà i lavori alla fase conclusiva con l’intervento della ministra delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Teresa Bellanova e del presidente nazionale Cia, Dino Scanavino. 

Clicca qui per il programma e per sapere come effettuare il collegamento.

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