Istruzioni per la dichiarazione di imposta di soggiorno

lo scorso 12 maggio è stato pubblicato in GU il Decreto MEF del 29 aprile 2022 relativo all’approvazione del modello di dichiarazione dell’imposta di soggiorno, con attinenti istruzioni, da presentare entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo.
Come abbiamo avuto modo di comunicare in precedenza, già in data 14 aprile l’IFEL – Fondazione ANCI aveva dato notizia dell’approvazione dello schema da parte della Conferenza Stato – Città e autonomie locali con le nuove modalità per la presentazione della predetta dichiarazione sull’imposta di soggiorno.
In deroga alla regola generale, che ne dispone l’adempimento annuale, per quanto attiene al 2020, il comma 3-bis dell’art. 25 della legge di conversione del Dl n. 41 del 2021 (cd. “Sostegni”) ha previsto che la dichiarazione relativa all’anno di imposta 2020 venga presentata unitamente alla dichiarazione relativa all’anno di imposta 2021, quindi entro il prossimo 30 giugno 2022., mediante sistema telematico dell’Agenzia delle entrate
Nel documento pdf qui sotto trovate le modalità di preparazione e invio del modello in commento.

Comune di Forlì: avviso pubblico per la segnalazione di immobili privati da includere nell’albo per la rigenerazione urbana

Con Atto della Dirigente Servizio Ambiente e Urbanistica – determinazione n. 1095 del 21/04/2022 del Comune di Forlì è stato approvato l’Avviso Pubblico rivolto ai proprietari di immobili e di aree e/o edifici dismessi o in stato di dismissione, interessati a darne disponibilità al fine di promuovere interventi di rigenerazione urbana o ad attivare processi di riuso permanente o temporaneo, così come disciplinato dagli artt. 15 e 16 della nuova legge urbanistica regionale – n. 24/2017.


Sono previsti interventi sugli edifici siti in territorio rurale e non più funzionali all’attività agricola, compresi i casi di edifici produttivi, la L.R. 24/2017, in virtù di quanto disposto dall’art. 36 comma 5 let. e), è prevista l’eventuale rimozione al fine di migliorare la qualità ambientale e paesaggistica del territorio.

Tale operazione dovrà essere subordinata alla stipula di una convenzione urbanistica che preveda, a cura e spese degli interessati, la completa e preventiva demolizione dei manufatti esistenti, la rinaturazione dell’area di sedime e di pertinenza con possibilità di recupero parziale della superficie coperta per la realizzazione di edifici, anche di diversa tipologia e destinazione d’uso, in aree collocate all’interno del perimetro del territorio urbanizzato o contigue allo stesso, individuate dal PUG.

Attraverso la stipula di accordi operativi sarà, infatti, possibile recuperare una quota pari al 10% della superficie coperta originaria, che salirà al 20% nel caso in cui siano necessarie opere di bonifica del sito e di rimozione di materiali pericolosi (tra cui l’amianto) e fino al 50% nel caso demolizione di fabbricati definiti dal PUG come incongrui.


Le segnalazioni devono arrivare entro il 30/06/2022.L’Avviso pubblico e la Scheda tecnica informativa – Allegato A) possono essere consultati e scaricati nella Sezione dedicata all’interno del sito web comunale accessibile dalla home page del sito web comunale: www.comune.forli.fc.it.

Pac, nuove norme sui terreni a riposo


È stato pubblicato sul sito del Mipaaf, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, il Decreto Ministeriale 8 aprile 2022, numero 163483 e la circolare Agea n° 34738 del 28/04/2022 che – in attuazione della Decisione di Esecuzione della Commissione Europea numero C (2022) 1875 del 23 marzo 2022 – definisce i provvedimenti di deroga relativi alla domanda unica della Pac 2022, e finalizzati ad aumentare la produzione agricola per fronteggiare la crisi di approvvigionamento susseguente alla guerra russo-ucraina.

La deroga consente di utilizzare, per il pascolo, la fienagione o la coltivazione, i terreni lasciati a riposo ( a partire dall’8 aprile 2022) ai fini della diversificazione colturale o della costituzione delle aree d’interesse ecologico (EFA), autorizzando quindi la deroga alle condizioni relative al pagamento per l’inverdimento, compreso l’uso di prodotti fitosanitari.
In particolare, i terreni lasciati a riposo sono considerati una coltura distinta per il rispetto della diversificazione colturale, anche se tali terreni sono stati utilizzati per il pascolo, la fienagione o la coltivazione.

In ragione della specifica coltura o attività praticata sui terreni lasciati a riposo che beneficiano della deroga in questione, le aziende possono dichiarare tali superfici per percepire aiuti nell’ambito del sostegno accoppiato di cui all’art. 52 del Reg. (UE) n. 1307/2013.

Come chiarito dai Servizi della Commissione con nota prot. 3199955 del 25 aprile 2022, a titolo esemplificativo e non esaustivo, l’azienda che dichiara di coltivare mais sul 75% delle superfici e di lasciare a riposo la quota del 25% delle superfici può decidere di coltivare mais anche sulla parte di 25% di terreno lasciato a riposo in attuazione della deroga, senza che ciò costituisca violazione al rispetto della diversificazione. Sono esclusi dall’applicazione della deroga i terreni a maggese per piante mellifere (specie ricche di polline e nettare) di cui all’art. 46, paragrafo 2, primo comma, lettera m), del Reg. (UE) n. 1307/2013.

In sintesi, un produttore può decidere sui terreni che attualmente aveva a risposo di coltivare qualsiasi coltura, avendo la possibilità anche sulle aree di utilizzare prodotti fitosanitari. Su dette superfici nel caso sia previsto è possibile chiedere l’eventuale premio accoppiato.

Inoltre, si ricorda che con il Dm 217663 del 13 maggio 2022 la scadenza delle domande Pac 2022 è stata posticipata al prossimo 15 giugno 2022. Per qualsiasi chiarimento rivolgersi all’ufficio Cia di riferimento.

Sanzioni per mancata accettazione dei pagamenti elettronici

Si ricorda che a partire dal prossimo 30 giugno 2022 la mancata accettazione dei pagamenti elettronici comporterà l’applicazione della sanzione di 30 euro indipendentemente dall’importo.
Tale sanzione base sarà inoltre aumentata del 4 per cento del valore della transazione rifiutata.
Da tale data quindi i soggetti IVA potranno essere assoggettati ad una sanzione di Euro 30 aumentata del 4% del valore della transazione qualora si rifiutino di accettare il pagamento tramite POS.
Si rileva che non sono previsti minimi al di sotto dei quali è consentito il rifiuto di accettazione dei pagamenti elettronico.


Trasmissione corrispettivi giornalieri da parte degli intermediari finanziari

Viene disposto l’obbligo per gli intermediari finanziari che mettono a disposizione degli esercenti i sistemi di pagamento elettronici, di qualunque genere anche non evoluti, di trasmettere, all’Agenzia delle Entrate, gli importi complessivi delle transazioni giornaliere effettuate presso i vari esercizi commerciali oltre che i dati identificativi di tutti gli strumenti di pagamento elettronico senza distinguere se le operazioni sono afferenti consumatori finali oppure operatori economici.
Ciò vuol dire che ADE avrà a disposizione i dati delle transazioni giornaliere effettuate tramite POS o altri strumenti di pagamento elettronico.
Ai fini dell’emissione dei corrispettivi si ritiene diventi importante, in fase di emissione del documento commerciale, indicare esattamente se il pagamento è avvenuto in contanti o tramite strumento di pagamento elettronico in modo da far combaciare quando effettivamente incassato tramite POS e quanto risulta in sede di emissione ed invio dei corrispettivi.

Dichiarazione imposta di soggiorno 2020-21

Approvato, con il D.M. 29 aprile 2022 del Ministero dell’Economia e delle Finanze modello di dichiarazione da presentare agli effetti dell’imposta di soggiorno da presentare esclusivamente in via telematica entro il 30 giugno 2022 per gli anni 2020 e 2021.
Si precisa fin da ora che tale dichiarazione si aggiunge alle comunicazioni trimestrali richieste dai Comuni e all’obbligo di rendere il conto di gestione entro il 30 gennaio successivo (o entro trenta giorni in caso di chiusura dell’attività).

Agricoltura: evitare il cortocircuito

Gli argomenti sottoposti da Cia Romagna al Ministro Patuanelli nell’incontro svoltosi a Misano il 3 maggio 2022

Ambiente, alimentazione, sostenibilità, politiche green: il ministro delle Politiche agricole alimentari e Forestali Stefano Patuanelli nei giorni scorsi era in Romagna ed ha incontrato le categorie professionali agricole a Misano.

All’evento, organizzato dal gruppo Movimento 5 Stelle di Riccione, ha partecipato anche Cia Romagna con il presidente Danilo Misirocchi e il vicepresidente vicario Lorenzo Falcioni. Gli argomenti, fra i tanti che incombono, portati all’attenzione del Ministro Patuanelli sono:

Manodopera. È stato sottolineato come alla già grave situazione del reperimento di manodopera si aggiunga anche l‘insufficienza dell’assegnazione nell’ambito dei decreti relativi alla regolamentazione dei flussi migratori. Cia, oltre alla proposta di riassegnare i flussi anticipatamente rispetto a giugno, come previsto, chiede maggiore attenzione alle necessità territoriali. Cia Romagna ha sottolineato come ogni stagione abbia il suo lavoro stagionale e come questa sia una situazione con la quale l’agricoltura si misura costantemente: un problema di proporzioni tali che nell’ultimo periodo ci sono aziende che di fronte alla difficoltà di reperire manodopera arrivano persino a rinunciare a fare investimenti.

Acqua. Come noto, il riminese non ha una distribuzione irrigua: solo alcune parti della provincia possono accedere alla risorsa attingendo direttamente da falda. Attualmente il Canale Emiliano Romagnolo (Cer) arriva fino a Rimini Nord e ci sarebbe la necessità del suo prolungamento fino a Cattolica per dare possibilità di fare agricoltura. Nel ribadire questa situazione è stata sottolineata l’importanza del progetto riguardante le ex cave della Valmarecchia per l’utilizzo come bacino di accumulo: ciò consentirebbe di irrigare circa 800 ettari di terreno nelle zone limitrofe. Si tratta di un’opportunità da cogliere per far fronte ai cambiamenti climatici. Il Ministero ha deliberato il finanziamento rientrante nelle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr); la Regione Emilia-Romagna ha espresso il proprio consenso. Manca solo l’ultimo miglio, che deve fare la Provincia di Rimini

Farm to Fork e Green Deal. Cia ha sottolineato che l’agricoltura nel territorio ha fatto tanto e intende fare ancora molto. Non solo produrre più cibo, ora che forse abbiamo capito quanto sia importante la sicurezza alimentare globale e una certa autonomia, ma anche produrre più energia da fonti rinnovabili. Tutti gli sforzi necessari, in chiave di produttività, efficienza e sostenibilità, gli agricoltori intendono farli perché si sentono “custodi della terra”. L’agricoltura gioca, infatti,un ruolo da protagonista per rispondere alle emergenze economiche, sociali e ambientali. Oggi il settore pesa solo il 7% sul totale delle emissioni prodotte ed è pronto ad affrontare anche la sfida del Green Deal sulla riduzione dell’uso del 50% degli agrofarmaci, a determinate condizioni: che i tempi vengano riparametrati alla nuova situazione creata dalla guerra in Ucraina e che i modi siano dettati da competenze e scienza, non dall’ideologia. Far fronte ai crescenti rischi fitosanitari con minor disponibilità di sostanze attive senza soluzioni alternative è un paradosso, ancor maggiore se poi si deve legare anche all’obiettivo di produrre di più.

Danni gelate. Dei 70 milioni di Euro stanziati per i danni causati dalle gelate 2020, 28 sono destinati alla nostra regione. Cia Romagna, insieme alle altre professionali presenti, si è fatta portavoce affinché possa essere velocizzato l’iter burocratico del secondo stanziamento. Fra le avversità è stata ricordata anche la fauna selvatica: l’invasione di cinghiali, ma non solo, l’allerta per il diffondersi della peste suina africana impongono urgentemente una riforma radicale della legge nazionale 157/92 con un serio confronto fra tutti gli attori coinvolti.

Embargo. Il settore agroalimentare è uno dei più colpiti dalle conseguenze dell’embargo in essere verso la Russia per la guerra in corso e l’economia agricola rischia il cortocircuito. Le imprese si trovano a lavorare in perdita: i prezzi non riescono più a coprire i costi di produzione, tra il+120% delle bollette energetiche, il carburante alle stelle e il costo dei fertilizzanti triplicato. Cia sottolinea la necessità che il settore primario sia accompagnato in questo scenario sempre più critico nei campi e sui mercati. Un settore già in affanno fra cambiamento climatico e fitopatie, che deve evitare di andare in pezzi.

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
C.F. 80094210376 – mail: emiliaromagna@cia.it PEC: amministrazione.er@cia.legalmail.it

Privacy Policy  –  Note legali –  Whistleblowing policy – Trasparenza

WhatsApp chat