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Anticipo dei contributi PAC insufficiente

Un mese di maggio anomalo a livello climatico e le violente precipitazioni e grandinate che si sono abbattute in molte zone della regione lo scorso sabato, non hanno lasciato scampo alle aziende agricole che rischiano di rimanere senza reddito. In questo contesto arriva da parte del Ministero delle Politiche Agricole una proroga al 1° luglio per richiedere l’anticipo del 50% sulle somme dovute agli agricoltori nell’ambito della politica agricola comune. Un’iniziativa sollecitata da tutte le Organizzazioni Agricole che per Cia – Agricoltori Italiani Ferrara rimane insufficiente per sostenere le aziende, in particolare quelle a vocazione orticola e frutticola, che si trovano a vivere davvero un annus horribilis.

“Stiamo vivendo una situazione di vera e propria calamità – spiega Stefano Calderoni – che è stata riconosciuta in molte zone della nostra regione, mentre in altre si stanno ancora facendo delle ricognizioni per valutare i danni effettivi. Certamente quantità e qualità di molte colture da reddito è compromessa, a partire dalla frutta – pere, albicocche, ciliegie e pesche in primis – fino alle orticole in pieno campo. Difficoltà anche per le semine del riso, che sono state fatte con almeno venti giorni di ritardo e per gli apicoltori che non solo hanno visto spazzato via il raccolto di acacia, uno dei mieli più pregiati e richiesti dal mercato, ma stanno affrontando una vera e propria moria delle api che hanno consumato le scorte per nutrirsi, visto che nel mese di maggio non sono riuscite a uscire. Questo è la fotografia della nostra agricoltura e in questo contesto difficile ben vengano iniziative come il Decreto emergenze per sostenere le aziende compite da eventi atmosferici particolarmente intensi o l’anticipo del 50% dei contributi Pac 2019. Però questo anticipo che, insieme al saldo 2018 che arriva proprio nel mese di giugno, potrebbe dare un po’ di sollievo al bilancio negativo delle aziende, non basta.

Come associazione – continua Calderoni – avevamo chiesto che l’anticipo fosse almeno del 70%, cifra che avrebbe rappresentato un sostegno immediato, forte e concreto. Non concordiamo nemmeno sulle tempistiche, perché la proroga dei termini di presentazione al 1° luglio rimangono comunque troppo stretti per consentire agli agricoltori di presentare la domanda di anticipo, che ha un carattere tecnico, con la tranquillità necessaria. Stiamo parlando di un sostegno vitale per molte realtà agricole che non hanno potuto raccogliere nulla in campo e si trovano a dover affrontare un’altra annata fatta di sfide produttive e di mercato. Speriamo che questa emergenza – conclude Calderoni – riesca almeno a scuotere le istituzioni a tutti i livelli, perché il settore primario torni a essere una priorità del nostro Paese e a livello europeo si facciano scelte corrette nel definire il sistema di contributi della nuova Politica Agricola Comune dopo il 2020.”

 

 

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