Tesseramento 2019

Cara Socia, Caro Socio,

A tre anni dalla mia elezione a presidente possiamo tracciare un primo, anche se sommario, bilancio della nostra azione sindacale.

Non è contesto operativo semplice perché abbiamo vissuto un rapido passaggio di consegne tra “vecchi” (per anzianità di lavoro!) e nuovi collaboratori e collaboratrici e si sono implementate nuove procedure, spingendoci a compiere scelte drastiche, e talvolta impopolari, come la chiusura di permanenze, con l’unico obiettivo di difendere la solidità finanziaria e patrimoniale della Confederazione.

È stato un periodo complesso, ma ricco d’iniziative mirate a difendere il patrimonio produttivo della nostra agricoltura ferrarese : abbiamo preso le distanze pubblicamente da associazioni, che dipingono l’agricoltura e gli agricoltori come pirati senza scrupoli; ci siamo impegnati e continueremo ad impegnarci sul tema della fauna selvatica alloctona, che provoca centinaia di migliaia di euro di danni alle nostre colture; abbiamo denunciato la vergognosa concorrenza sleale che subiscono le nostre produzioni  (in particolare il riso) ottenendo in taluni casi alcuni i primi risultati.

Il nostro impegno continua e continua la nostra attenzione verso il grave problema della scarsa, scarsissima, redditività delle nostre aziende. Le colture che garantiscono un minimo di sostenibilità economica si contano sulle dita di una mano mentre, nella maggior parte dei casi, le plv a malapena compensano i costi produttivi. La cosa più assurda è che questo non viene avvertito come un problema perché il racconto che alcune strutture e i media hanno fatto del nostro settore è una narrazione tutta positiva, a tratti caricaturale, di giovani felici in mezzo a campi di grano o con un tablet in mano a “governare” l’azienda. La verità è un’altra: i giovani sono pochi e raramente, quasi mai, vi sono le condizioni per rendere sostenibile un’impresa agricola che parte da zero. È giunto il momento di rappresentarci per quello che siamo: un settore strategico per il pianeta, ma con difficoltà derivanti dalla disorganizzazione endemica che attanagli il nostro settore e dalla speculazione finanziaria che tratta il cibo, in particolare le granaglie, alla stregua di qualsiasi titolo quotato in borsa. Mi piacerebbe invitare i giornalisti che decantano, le mirabolanti fortune del mondo agricolo a passare qualche giorno con noi nelle nostre aziende, per osservare e capire cosa significa fare agricoltura.

Il nostro compito è lavorare per l’unità del settore, e Agrinsieme, il coordinamento di, Cia, Confagricoltura, Copagri e le cooperative agricole Fedagri-Confcooperative, Lega coop Agroalimentare e Agci-Agrital lo testimonia, perché solo uniti possiamo pensare d’invertire la rotta e rafforzare il comparto: chi opera in solitudine non lavora nell’interesse del nostro mondo!

Dobbiamo, inoltre, saper governare la filiera per garantire prezzi remunerativi agli agricoltori. La vicenda sarda testimonia che non basta una dichiarazione della politica per garantire il prezzo di un euro al litro per il latte. Quell’euro l’agricoltore deve guadagnarselo giorno dopo giorno, facendo accordi e regolamentando la produzione, cosa che da tempo proviamo a fare sulle nostre filiere emiliano romagnole.

Parallelamente abbiamo cercato di contrastare il forte aumento dei costi burocratici, facendo la scelta di non aumentare le tariffe dei singoli servizi e, unica tra le organizzazioni, di non applicare costi ulteriori per l’introduzione del sistema di fatturazione elettronica. Inoltre, sempre tenendo conto del bilancio e cercando di andare il più possibile incontro ai nostri agricoltori sul territorio, abbiamo inaugurato tre nuove sedi: a Copparo, Comacchio e Portomaggiore.

Da ultimo voglio rivolgervi un invito. L’organizzazione è di tutti noi e tutti noi possiamo contribuire a renderla migliore e più forte. Per questo ogni segnalazione o suggerimento non solo sono graditi, ma sono fondamentali per contribuire a migliorare l’attività di rappresentanza e i servizi.

Buona annata agraria a tutte e tutti.

Stefano Calderoni

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