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Quattro generazioni di vitivinicoltori con la passione per il Lambrusco

CAMPEGINE (Reggio Emilia) – “L’idea di Ferretti Vini nasce nel 2011 quando la cantina sociale di Campegine dove ha sempre lavorato nostro padre per oltre 40 vendemmie e dove conferivamo le nostre uve, chiuse inaspettatamente. Da quel momento inizia la nostra avventura di noi giovani sorelle, fondata sull’indispensabile esperienza di nostro padre”. Lo raccontano Elisa e Denise che dal 2014 conducono l’azienda di famiglia che ha legami con il mondo del vino dal lontano 1928, quando il bisnonno Sante e i suoi tre figli intrapresero la prima produzione di Lambrusco con le uve dei propri vigneti. Le abbiamo intervistate.

Quali sono i vostri ruoli nell’azienda? E degli altri familiari/lavoratori?

Denise: Lavoro a 360 gradi su tutti gli aspetti aziendali, dalla vigna alla cantina sono affiancata dall’esperienza e dai consigli del papà Sante, con cui spesso instauro dibattiti costruttivi in cui emergono fondamentali concetti tra tradizione e innovazione. Inoltre, mi sono dovuta specializzare anche nella gestione dei clienti, partecipando a diversi eventi di degustazione e promuovendo i nostri vini a diversi ristoratori nelle vicinanze, visto anche il fatto che Elisa invece lavora ancora fuori e la sua mansione principale sono le pratiche d’ufficio e la gestione delle spedizioni e delle fatturazioni. Ancora fondamentali i ruoli di papà Sante, mamma Anna e di mio cognato Nicola sia in vigneto che in cantina, a testimoniare che “l’unione fa la forza” e contraddistingue la nostra famiglia.

Quali sono le caratteristiche della vostra azienda?

Denise: La nostra azienda è composta da circa 3 ettari di Vigneto e altri 3 ettari destinati a produrre fieno da prato stabile che poi rivendiamo. Il vigneto più vecchio, circa 4000 m, risale al 1964, una parte ancora è condotto con il vecchio sistema dell’ alberate consociate con il prato, si trovano viti molto vecchie e da questo vigneto ricaviamo la nostra riserva di Lambrusco Caveriol Ros, mentre la restante parte del vigneto è molto più giovane ed è stata ripiantata. Dal 2011 ad oggi è condotta tutta con un sistema di potatura conservativa Simonit & Sirch a guyot, per favorire la longevità della pianta e ottenere grappoli di qualità. La caratteristica principale del nostro vigneto è la grande biodiversità di varietà che troviamo in vigna, abbiamo infatti 7 varietà di Lambrusco (Salamino, Maestri, Grasparossa, Marani, Oliva Barghi e Foglia frastagliata) e ben 5 varietà di uva bianca (Malvasia Bianca, Malvasia Aromatica di Candia, Moscato Bianco, Trebbiano Modenese e Pignoletto) che vengono vinificati in uvaggio, mentre l’unico vino in purezza lo facciamo con la Fortana o Uva d’Oro, un’uva antica dal grappolo grosso e contraddistinta da una bella acidità, che stiamo cercando di rivalorizzare nel nostro territorio.

Chi è il vostro cliente?

Denise: È il consumatore attento, quello che ricerca prodotti di qualità sani e tecnologicamente meno manipolati di cui conosce la provenienza, riconosce la grande attenzione che piccoli produttori come noi impegnano in tutti i passaggi della produzione, che sia in vigna e il lavoro rispetto dell’ambiente e della natura, sia in cantina nell’evitare l’uso di tecniche o coadiuvanti che entrino in contrasto con la naturalità dei prodotti. Il nostro consumatore è anche quello curioso: rifiuta l’omologazione e la standardizzazione, è alla ricerca di vini vivi che possano esprimere emozioni diverse con il passare del tempo e nelle diverse annate, soprattutto se sono emozioni legate a ricordi del passato e tradizioni del territorio.

Quale ruolo hanno territorio, tradizione e passione nella vostra impresa?

Elisa FerrettiElisa: Sicuramente fondamentale. Ferretti Vini nasce dalla nostra tradizione di fare Lambrusco per rinnovarla ed esaltarla rispetto alla vinificazione convenzionale. I nomi dei nostri vini sono tutti provenienti dal dialetto reggiano e dal mondo contadino in cui il Caveriol è il cirro della vite che crescendo le consente di “arrampicarsi”, così come lo Stropél è il salice che utilizziamo ancora in parte per la legatura della vite. Questi elementi come anche l’accoglienza che cerchiamo di fare in cantina con un tour dei vigneti e degli ambienti, la degustazione dei nostri vini in abbinamento a prodotti tipici locali quali parmigiano reggiano e salumi, e soprattutto il volerci sempre essere in prima persona ad accompagnare la mescita per poter raccontare la nostra filosofia ed il nostro terroir sono e saranno alla base della nostra azienda per poter avere un rapporto diretto con il cliente consumatore.

Quali vantaggi e difficoltà incontra una donna nello svolgere questo lavoro?

Denise: La donna purtroppo è ancora vista come più debole e forse incapace di sostenere sforzi fisici ma quando si mette in gioco con passione e determinazione riesce a gestire a 360° tutti i diversi aspetti che nel mondo agricolo si presentano.

Siete recentemente state a Vinitaly, che impressione avete avuto?

Elisa: Ci siamo sentite con un seme in campo tra le tante erbe e piante già vigorose, in cui tuttavia le nostre potenzialità ed i nostri prodotti sono stati apprezzati dai chi ci è venuto a trovare valorizzando la nostra realtà e scelte di agricoltura naturale.

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