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Pensioni: Anp-Cia, minime al palo. Pronti a mobilitazione

Complicati e sbagliati i criteri di accesso stabiliti dal decreto. Rischio discriminazioni.

Roma, 22 mar – Per Anp, l’Associazione nazionale dei pensionati promossa da Cia-Agricoltori Italiani, il decreto pensioni e reddito di cittadinanza, appena varato, disattende ampiamente le aspettative e apre pesantemente al rischio discriminazioni. Perchè -spiega Anp-Cia- i criteri di accesso sono complicati e sbagliati. La questione delle minime è, dunque, ancora al palo.
Il decreto pensioni conferma, purtroppo, tutte le perplessità già evidenziate. Per esempio, i 30 mila euro di proprietà immobiliare oltre la prima casa e i 6 mila di risparmi, restringono di fatto il numero dei possibili fruitori.
Inoltre, -incalza Anp-Cia- non si fa distinzione fra chi ha lavorato e versato i contributi e chi non lo ha fatto. La stragrande maggioranza dei pensionati al minimo resterà, dunque, senza alcun aumento, con l’incognita anche della quattordicesima mensilità della quale fino ad oggi, non si è fatto menzione. Ciò, in aggiunta al fatto che per gli agricoltori non c’è riconoscimento di lavoro gravoso e usurante, quindi, restano ancora fuori dall’Ape Social.
L’Associazione nazionale pensionati aderenti a Cia-Agricoltori Italiani chiede poi, l’abolizione del blocco delle indicizzazioni, riproposto nella Legge di Bilancio, per le pensioni sopra i 1.520 euro lordi. E’ sbagliato e ingiusto, mentre per le prestazioni medio alte è possibile introdurre un opportuno criterio di progressività nell’adeguamento delle stesse, purché sia giusto, equo e temporaneo. Le risorse perse con il blocco dell’indicizzazione non verranno mai recuperate dai pensionati e questi non possono essere considerati il bancomat dello Stato, cui attingere sempre.
Allarmanti per Anp-Cia anche le condizioni dell’economia italiana e le sue prospettive, la manovra correttiva dei conti pubblici. Meno crescita -commenta l’Associazione- vuol dire meno occupazione e risorse anche per welfare e servizi. Senza contare che l’aumento dell’Iva sarebbe per i pensionati un’ipotesi deleteria che vedrebbero aumentare subito beni essenziali come alimentari, trasporti e servizi sanitari. In aggiunta al fatto che non c’è strategia di rilancio sul sistema sanitario che in molti casi non riesce a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), mettendo a rischio il carattere pubblico e universalista della sanità italiana.
“Intendiamo porre all’attenzione di governo e parlamento il disagio e la delusione per le mancate risposte ai pensionati. Siamo pronti alla mobilitazione nazionale e su tutto il territorio, -fa sapere il presidente Anp-Cia Alessandro Del Carlo-. Sarà di protesta e proposta, per rivendicare l’aumento di tutte le pensioni minime, il rifinanziamento del sistema sanitario e dei servizi socio-sanitari, soprattutto nelle aree rurali, una strategia forte sui temi dell’invecchiamento attivo e per la valorizzazione sociale dell’anziano nella società”.

Questi i temi e le dichiarazioni al centro anche della riunione della direzione Anp-Cia che si è tenuta a Roma lo scorso 19 marzo. Tra i partecipanti anche il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino.

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