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Lupo: Cia Romagna, rivedere Piano di conservazione

Quasi triplicata la presenza sulle Alpi. La popolazione appenninica è stimata in 1.580 esemplari

Il ministero dell’Ambiente ha elaborato il nuovo “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia”, che non contempla gli “abbattimenti controllati” previsti invece nel precedente Piano del 2017.

È quasi triplicata in tre anni la presenza dei lupi sulle Alpi. Nel periodo di campionamento 2017-2018, la stima del numero minimo in ciascuna provincia è di 293 individui rispetto ai 100-130 del 2015. L’aggiornamento è contenuto nel “Piano di conservazione e gestione del lupo in Italia” che il Ministero dell’Ambiente ha consegnato alla Conferenza Stato-Regioni. In mancanza di una stima formale basata su un programma nazionale di censimento del lupo, la popolazione appenninica è stata stimata attraverso un metodo deduttivo ed è pari a quella del 2015 cioè 1.580 esemplari. La Cia-Agricoltori Italiani ritiene che la proposta presentata sia fortemente peggiorativa rispetto al precedente Piano, non equilibrata rispetto alle esigenze e ai valori delle diverse componenti della società e dei territori.

Va prevista, come contenuto nella Direttiva Habitat e come riconosciuto in tutti i paesi europei, la possibilità di poter attivare misure di controllo della popolazione nel caso di conclamati rischi per la salute pubblica e per prevenire i seri danni alle attività agricole e zootecniche.

L’economia agricola delle zone collinari e montane è fortemente rappresentata dall’attività zootecnica, senza la quale quei territori rischiano seriamente di essere nel tempo inesorabilmente abbandonati, con tutte le conseguenze negative sull’ambiente e non solo.

“L’ambiente è fatto di equilibri -ribadisce Danilo Misirocchi, presidente di Cia-Agricoltori Italiani Romagna- Tutte le volte che l’uomo interviene distruggendo e tutte le volte che interviene salvaguardano ‘a prescindere’ crea disequilibri e ciò va sempre e comunque contro l’ambiente. Non si vogliono stragi, ma equilibrio fra le parti. In più occasioni in merito alla fauna selvatica e al rapporto con l’uomo e l’agricoltura -prosegue Misirocchi- ho espresso la necessità di un dialogo, fra tutte le parti, libero da pregiudizi e strumentalizzazioni per la ricerca, seppur complicata, di un equilibrio difficile, ma necessario”.

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