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Giacomo Savorini è il nuovo direttore del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena

consorzio lambrusco
Novità alla direzione dell’Ente che rappresenta il ‘rosso’ frizzante più conosciuto

MODENA – È Giacomo Savorini il nuovo direttore del Consorzio di Tutela del Lambrusco di Modena. Succede a Ermi Bagni, che dopo 12 lunghi anni andrà in pensione pur rimanendo comunque attivo all’interno del Consorzio in qualità di consulente bolognese.

Savorini, 41 anni, dal 2008 è direttore del Consorzio Vini Colli Bolognesi, dal 2013 è, inoltre, alla guida del Consorzio Pignoletto Emilia Romagna e, dal 1° gennaio 2020, ha aggiunto alla sua agenda questo ulteriore incarico. “Oltre a garantire continuità con il buon lavoro che è stato fatto in questi anni da Ermi Bagni, che colgo l’occasione per ringraziare nuovamente, – spiega Savorini – ci sono nuovi e importanti obiettivi da perseguire. In primo luogo, occorre aggiungere alla notorietà acquisita da questo vino, una redditività soddisfacente per i produttori. E ciò si raggiunge con l’individuazione di un target di consumatori che possano apprezzare il lavoro fatto negli ultimi anni sul Lambrusco. In altri termini – prosegue il nuovo direttore – puntiamo a costruire una vera e propria “piramide qualitativa”, che possa superare il concetto di Lambrusco come prodotto di massa, per arrivare a valorizzarlo come eccellenza della terra emiliana. I presupposti non mancano: a livello di vini rossi frizzanti non abbiamo pressoché competitor, a livello di spumanti abbiamo già dimostrato di poter competere con le bollicine di maggiore qualità. È ovvio che, all’interno di questo progetto, il Lambrusco deve sì riuscire a trascinare la fiducia dei consumatori, ma a mantenere al contempo la propria riconoscibilità.
Giacomo-SavoriniInoltre – prosegue Savorini raccontando altri obiettivi prefissati – dobbiamo riuscire a valorizzare le piccole produzioni, che oggi stanno soffrendo nel mercato globale, e a consolidare il rapporto tra grandi gruppi e piccoli produttori, facendo in modo che lavorino il più possibile in sinergia. Ritengo del resto che l’Emilia debba essere unita quando si presenta sui mercati internazionali. E parlando di Emilia mi riferisco anche al Pignoletto, il vino bianco frizzante più diffuso nella nostra regione. Una sinergia con il Lambrusco, credo possa essere vincente a livello mondiale”.

Affrontando poi il tema della commercializzazione, Savorini sottolinea: “Occorre quanto mai insistere su quei mercati in grado di premiare la qualità del nostro prodotto. In tal senso, Stati Uniti, Giappone ed Europa sono i nostri punti di riferimento”.

Ultimo, ma non meno importante, il neo direttore pensa anche al problema frodi: “Il Lambrusco, essendo uno dei vini più diffusi al mondo, paga lo scotto di essere tra i prodotti più imitati. Sarebbe importante riuscire a far sì che lo stesso stato italiano possa difenderlo a livello internazionale. Noi, senz’altro, faremo la nostra parte”.

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