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Catasto frutticolo al centro del convegno Cia

Stefano Francia su catasto frutticolo
“Il catasto frutticolo è uno strumento utile per la programmazione produttiva, nazionale ed europea, oltre che elemento di conoscenza utile per determinare le scelte politiche delle istituzioni”

L’argomento è stato al centro di un incontro da Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna il 9 maggio a Macfrut presso Rimini Fiere

RIMINI 9 MAGGIO – “Molti dati sono già in nostro possesso nel circuito delle OP, nelle organizzazioni professionali tramite il fascicolo aziendale o nel settore delle cooperazione. C’è, però, una parte consistente di frutta che non viene rilevata. A causa di questo, a volte ci ritroviamo ad avere produzioni che si pensava in diversi quantitativi e, al momento della raccolta, ci troviamo il mercato intasato dal prodotto che credevamo non ci fosse”. Lo ha detto Antonio Dosi, coordinatore nazionale del Gruppi di interesse ortofrutticolo di Cia – Agricoltori Italiani, nel corso dell’incontro dal titolo “Catasto frutticolo, tra programmazione e aggregazione”, convegno promosso da Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna che si è tenuto oggi al Macfrut di Rimini Fiere.

Tema dell’iniziativa, quindi, il catasto frutticolo come strumento di programmazione per la frutticoltura regionale, nazionale ed europea, oltre che elemento di conoscenza utile per determinare le scelte politiche delle istituzioni. Tra i temi sviluppati, capire quali sono gli strumenti necessari per interpretare l’evoluzione del settore e come fare per implementare la banca dati. L’incontro, poi, è stata l’occasione anche fare il punto sulla situazione del catasto a livello nazionale e mettere in evidenza l’opportunità di istituirne uno a livello europeo.

Tutti concordi nel ritenere che questo strumento debba essere disponibile nel più breve tempo possibile, che debba essere snello e che non pesi a livello burocratico. Un catasto dinamico, dunque, e quindi aggiornabile tutti gli anni, che dia in modo efficiente delle proiezioni e, che soprattutto, si possa estendere a livello europeo. Ma è necessario pensare all’Europa e lo ha fatto anche Stefano Francia,  presidente Agia-Cia nazionale (giovani agricoltori) nelle sue conclusioni. “Dobbiamo cominciare a ragionare su un catasto frutticolo europeo che consideri, dunque, anche nazioni come Francia e Spagna importanti per certe produzioni come, ad esempio, le pesche e nettarine per la nostra regione. Fare un calendario delle produzioni più veritiero possibile rispetto ai consumi secondo me è strategico”.

Dal canto suo Elisa Macchi, direttore di Cso Italy, ha ricordato che dal 1998 il Centro raccoglie dati dei propri soci per definire situazioni aggiornate e per sapere cosa si produce. L’assessore all’Agricoltura, Simona Caselli, ha rimarcato l’efficacia dello strumento, una volta a regime, per programmare la produzione che, per le centrali coop Apofruit e Apo Conerpo deve essere esteso su tutto il territorio europeo.

Antonio Dosi al convegno

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