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Scusate il ritardo: i tempi di pagamento nel Food & Beverage secondo Cribis

Un piccolo passo avanti c’è stato ma la situazione non rimane immune da criticità. Secondo lo Studio Pagamenti Cribis, aggiornato a settembre 2018, analizzato da WineNews, tutti i comparti del settore Food & Beverage, nonostante un debole miglioramento, registrano performance di pagamento al di sotto del dato nazionale. La “pagella”, a livello generale, riguardo ai tempi di pagamento delle aziende italiane verso i loro fornitori, è ancora insufficiente, nonostante i timidi segnali di riscossa. La media nazionale, per quanto riguarda la performance di pagamento nei tempi previsti dalla legge, si attesta al 36,3%, quella del settore Food & Beverage si ferma al 19,18%. E quasi 2 aziende su 10 (il 18,18%, la media nazionale è dell’11,3%) pagano oltre i 30 giorni i fornitori. Un orizzonte ancora distante se consideriamo che è il “Commercio all’Ingrosso Food” a guidare il gruppo dei settori più virtuosi del comparto con il 25,2% “di puntualità” verso i fornitori ma in calo sia rispetto al 2010 (-8,7%) che allo stesso periodo del 2017 (-4,2%). La “maglia nera” è per il settore della Grande Distribuzione: qui solo solo il 14,5% delle imprese paga con regolarità i propri fornitori. Tempi lunghi anche per il settore Horeca dove sono il 17,5% le imprese che pagano alla scadenza i fornitori (dato stabile rispetto a settembre 2017), a fronte del 22,8% di aziende con ritardi oltre i 30 giorni (+130% rispetto al 2010). In calo pure il “Commercio al Dettaglio Food&Beverage” dove sono meno di un quinto (il 18,9%) le imprese puntuali nei pagamenti (-10,8% rispetto al 2010 e -4,4% nel confronto con settembre 2017), ma in questo caso le aziende con ritardi superiori ai 30 giorni (il 20,2%) sono diminuite del 3,8% guardando alle statistiche dello stesso periodo del 2017. Un cambio di tendenza lo troviamo nel settore “Commercio all’Ingrosso Beverage” che rappresenta comunque lo spicchio più piccolo della torta (0,8%): qui il 19,8% delle imprese registra pagamenti puntuali verso i fornitori con un aumento del 21,5% rispetto al 2010 e del 10,6% rispetto a marzo 2017.

Un campanello d’allarme che continua a suonare: il ritardo dei pagamenti può infatti mettere a repentaglio l’intera catena commerciale coinvolgendo pure quelle aziende in salute che rischiano di finire, senza colpa, in una situazione difficile.

(da WineNews.it)

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