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Un’”Alleanza” per tutelare le aziende agricole da cambiamenti climatici e crisi di mercato

Una task force per affrontare due dei principali problemi del settore agricolo: i cambiamenti climatici e le continue oscillazioni di un mercato sempre più al ribasso. Nei giorni scorsi i rappresentanti delle associazioni agricole che hanno aderito ad “Alleanza per l’Agricoltura” (Cia Imola, Cia Bologna, Confagricoltura Bologna, Ugc-Cisl) si sono incontrati per mettere a punto un piano strategico di tutela delle aziende agricole associate, in un’annata particolarmente dura dal punto di vista produttivo e commerciale. All’incontro era stata inviata anche Coldiretti Bologna che ha però preferito non partecipare.

 

“Ho voluto fare il punto sull’economia agricola del nostro territorio con le altre associazioni agricole – spiega Giordano Zambrini, presidente di Cia – Agricoltori Italiani Imola – perché le difficoltà che stanno affossando l’agricoltura sono talmente gravi che non possiamo affrontarle in ordine sparso e senza idee condivise. Serve un vero e proprio “Progetto di tutela” per le nostre aziende, perché si trovano a dover affrontare cambiamenti, climatici e di mercato, senza precedenti. Chiediamoci cosa accadrebbe se questa annata, andata malissimo soprattutto per la frutticoltura ma anche per la produzione di frumento duro, diventasse la norma. Si dovrebbe cambiare in poco tempo il modo di produrre e commercializzare i prodotti e noi dovremmo essere lì, per accompagnare questa mutazione radicale del “fare agricoltura”, sostenendo gli agricoltori con tutti i mezzi a nostra disposizione. E credo che andare uniti per sollecitare, ad esempio, interventi straordinari di sostegno al reddito o investimenti sulla ricerca scientifica per sconfiggere cimice asiatica e nuove forme di maculatura bruna sia fondamentale. Certo – continua Zambrini – noi possiamo andare in contro ai nostri associati anche proponendo prezzi dei servizi agevolati, ma si tratta di soluzioni a breve termine che non possono, da sole, risolvere problemi che hanno un carattere così ramificato e globale. Dobbiamo, invece, essere presenti sul territorio e avere, insieme alle nostre aziende, degli obiettivi di crescita innovativi perché quelli che avevamo anche solo cinque anni fa non sono più adeguati a questi tempi mutevoli e difficili. Ecco perché dopo questo incontro riuniremo i nostri organi dirigenti per un confronto, appunto, sul progetto di tutela e poi incontreremo i nostri associati per discuterne e arricchirlo con il loro contributo. Si tratta di un percorso fondamentale – conclude il presidente Cia Imola – che le associazioni devono fare insieme e mi dispiace, infatti, che Coldiretti non abbia partecipato, perché credo che anche le sue aziende abbiano gli stessi problemi delle nostre e credo che un confronto aperto e concreto farebbe bene all’intero sistema agricolo del territorio”.

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