LUPO, “Bene il piano di conservazione, ma tuteliamo anche gli agricoltori di montagna che allevano animali da reddito e soprattutto presidiano un territorio a rischio di degrado: questa è la priorità”

agricoltori di montagna e lupo
Cristiano Fini, presidente di Cia Agricoltori Italiani, commenta il provvedimento del Ministro dell’Ambiente

Bene il piano di conservazione del lupo, ma tuteliamo anche gli agricoltori di montagna che allevano animali da reddito e soprattutto presidiano un territorio a rischio di degrado: questa è la priorità”. È il commento del presidente di Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna, Cristiano Fini, alla notizia della approvazione del Piano di conservazione e gestione del Lupo in Italia presentato dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

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L’Appennino piacentino investe sulla qualità delle patate

lamponi

Giuseppe Romagnoli

FARINI (Piacenza) – La patata, una produzione che nel piacentino può a buona ragione essere considerata “di nicchia”, per le caratteristiche qualitative che la contraddistinguono e che consentono a chi “ha resistito” in montagna di conseguire un accettabile reddito, che però va integrato con altre produzioni, sovente biologiche, sempre più richieste dal mercato, come lamponi o mirtilli e produzioni orticole, sovente vendute direttamente in azienda.

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P.S.R 2014-2020 risorse per le aziende agricole di montagna

montagna

Il bando per il P.S.R. 2014-2020 destinato alle aziende agricole di montagna

Un Bando da 17 milioni a favore delle aziende di montagna contro il dissesto idrogeologico
Ammonta a quasi 17 milioni di euro il plafond messo a disposizione dalla Regione Emilia Romagna a favore delle aziende agricole dell’appennino. Si tratta di risorse contenute in un bando per il Piano di sviluppo rurale 2014 -2020 e riguarda azioni di prevenzione dei fenomeni di dissesto idro-geologico con interventi di sistemazioni idraulico-agrarie a carattere strutturale come drenaggi, regimazione di corsi d’acqua minori, ripristino di viabilità privata. Gli interventi, che devono essere funzionali all’attività agricola, è necessario che rientrino in aree identificate a pericolosità o rischio elevato/molto elevato. I beneficiari possono essere imprese agricole, individualmente o nell’ambito di un progetto collettivo, enti pubblici o enti pubblici economici come i Consorzi di Bonifica.
Di questo si è parlato il 12 dicembre scorso a Pavullo con gli Enti locali e le Organizzazioni Agricole, alla presenza dell’Uncem (l’Unione delle comunità montane).

“Il Burana si rende disponibile a progettare e realizzare gli interventi, nonché ad espletare le pratiche come beneficiari, per conto delle aziende agricole come previsto dal bando – fa sapere il presidente del Consorzio della Bonifica Burana, Francesco Vincenzi – in tal caso il sostegno in conto capitale per i progetti presentati è del 100%. La manutenzione, la sorveglianza ed il presidio del comprensorio sono fattori imprescindibili per la salvaguardia della montagna ed il mondo agricolo, fatto di tante piccole realtà radicate nei paesi montani, sono presidio contro l’abbandono degli stessi creando al contempo opportunità di sviluppo dei prodotti agricoli di eccellenza”. Il Burana ricorda poi l’importanza che hanno gli interventi in montagna anche per la pianura affinché le acque che vi giungano siano meno impetuose e non provochino danni alle città ed all’ambiente.
“Il consorzio della bonifica Burana con i suoi tecnici ha le professionalità idonee alla progettazione degli interventi richiesti nel bando e per partecipare all’assegnazione delle risorse – aggiunge il direttore dell’Ente di bonifica Cinalberto Bertozzi – questo unito alla conoscenza delle zone a maggior rischio idrogeologico ne fanno un interlocutore privilegiato per le aziende agricole”. 
Maggiori informazioni si possono trovare sul sito del Consorzio Burana www.consorzioburana.it in cui è possibile trovare la brochure elaborata da Anbi ed Uncem, ovvero sul sito della Regione EmiliaRomagna.

Preservare l’agricoltura in montagna è un dovere

montagna

Cristiano Fini, presidente Cia – Agricoltori italiani Emilia Romagna

In Emilia Romagna, come nel resto d’Italia, ci troviamo di fronte a tante agricolture. Sono differenti per indirizzo produttivo, diverse tra loro rispetto alla collocazione altimetrica ed ancora si distinguono come agricolture di presidio del territorio, anziché rivolgersi ai mercati con elevati livelli di competitività.

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