Ammodernamento cantine: Ocm, bando per investimenti – Domande entro il 30 aprile

Con la pubblicazione della D.G.R. 218 del 17/02/2025 è stato aperto il bando “OCM investimenti annualità 2025/2026 per interventi di ammodernamento cantine“.

I contributi sono rivolti alle imprese che svolgono almeno una delle seguenti attività:

a) produzione di mosto da uve ottenuto dalla trasformazione di uve fresche da esse stesse prodotte, acquistate o conferite da soci, anche ai fini della sua commercializzazione;
b) produzione di vino ottenuto dalla trasformazione di uve fresche o da mosto di uve da esse stesse ottenuti, acquistati o conferiti da soci, anche ai fini della sua commercializzazione;
c) elaborazione, affinamento e/o confezionamento del vino, conferito da soci e/o acquistato, anche ai fini della sua commercializzazione; sono escluse dal contributo le imprese che effettuano la sola attività di commercializzazione dei prodotti;
d)produzione di vino attraverso la lavorazione delle proprie uve da parte di terzi vinificatori, qualora la domanda sia volta a realizzare ex novo un impianto di trattamento o una infrastruttura vinicola, anche ai fini della commercializzazione.

Le imprese agricole alla data prevista come scadenza per la presentazione delle domande di sostegno, dovranno possedere una superficie a vigneto minima di 3,5 ettari quale risultante dallo schedario vitivinicolo.

Investimenti ammissibili :

1.  costruzione/ristrutturazione di immobili strumentali allo svolgimento delle attività, con esclusione degli interventi che riguardino punti vendita non attigui alla sede di lavorazione delle uve e/o vino; la spesa ammissibile per quest’attività non può superare il 70% dell’importo totale degli investimenti con esclusione della voce relativa alle spese tecniche;
2. acquisto di impianti, macchinari ed attrezzature specifici per l’attività di trasformazione e/o commercializzazione;
3. acquisto di arredi ed allestimenti finalizzati alla funzionalità di punti vendita diretta al consumatore finale dei prodotti aziendali; la spesa massima ammissibile per questa azione è pari a € 80.000;
4. creazione e/o implementazione di siti internet, finalizzati all’e-commerce;
5.acquisto di software per la gestione delle operazioni di cantina;
6. spese tecniche, quali onorari di professionisti e consulenti, direttamente riconducibili agli investimenti proposti; questa spesa non può superare il 5% del costo complessivo del progetto

Contributo

Gli investimenti proposti dovranno avere una dimensione minima di Euro 10.000,00 e una dimensione massima di Euro 2.000.000,00, pena la non ammissibilità della domanda.
Per le imprese agricole la soglia massima è determinata anche in misura proporzionale alla superficie a vigneto alla data di scadenza del bando, calcolando Euro 80.000,00 di spesa ammissibile per ettaro di vigneto posseduto quale risultanti dallo schedario vitivinicolo alla data prevista come scadenza per la presentazione delle domande dal Programma Operativo. In ogni caso la soglia massima non potrà essere superiore a Euro 2.000.000,00, come sopra indicato.

L’intensità dell’aiuto calcolata sul totale della spesa ammissibile è fissata:
1. nel 40% per le microimprese, le piccole e medie imprese;
2. nel 20% per le imprese qualificabili come intermedie;
3. nel 19% per le imprese classificabili come grandi imprese.

Scadenza presentazione domande 30 aprile 2025 ore 13.00.

Per qualsiasi informazione rivolgersi agli uffici Cia di riferimento.

https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/bandi/bandi-2025/programma-nazionale-di-sostegno-al-settore-vitivinicolo-intervento-investimenti-annualita-2025-2026

Il declassamento della dogana del Porto di Ravenna: una decisione che minaccia il tessuto produttivo

Il Tavolo delle Associazioni imprenditoriali della Provincia di Ravenna chiede al MEF di intervenire sulla decisione assunta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, per la sede di Ravenna

Le Associazioni d’impresa componenti il Tavolo provinciale di Ravenna ritengono che il declassamento della dogana del Porto di Ravenna sia una decisione che rischia di avere effetti devastanti sul tessuto produttivo dell’intero territorio. Ravenna è uno dei principali nodi logistici e commerciali del Paese, con un porto che si estende su acque internazionali e una grande capacità di supportare scambi economici vitali per numerosi settori. Con la scelta di ridurre la portata delle sue funzioni doganali, si mette in pericolo l’efficienza di uno degli snodi chiave del commercio e della logistica italiana.

In provincia di Ravenna, infatti, si trova il più grande polo distillatorio d’Italia, un settore che accerta un gravame d’accise superiore a cento volte quello di altri presidi in fascia più alta. Questa realtà produttiva, fondamentale non solo per la nostra regione ma per l’intero Paese, non può permettersi di vedere ridotto il proprio supporto logistico e doganale. L’efficienza nelle operazioni doganali è essenziale per mantenere la competitività di un comparto che contribuisce in maniera significativa al gettito fiscale nazionale.

I principali settori economici che dipendono da questo snodo portuale – come quello della manifattura, metallurgia, materiali da costruzione, dell’agroalimentare e della chimica – subiranno danni considerevoli. La perdita di operatività e velocità nella gestione delle merci rischia di rallentare tutta la catena produttiva, portando a un incremento dei costi e a un rallentamento dei tempi di consegna. Le imprese locali che operano a livello nazionale e internazionale potrebbero trovarsi di fronte a difficoltà insormontabili, mettendo a rischio posti di lavoro e rallentando lo sviluppo delle attività economiche in un periodo in cui l’economia italiana fatica a riprendersi da anni di crisi.

Il gettito complessivo de derivante dalla riscossione supera i 2 miliardi di euro, un importo che pone Ravenna tra i principali centri economici del Paese, di gran lunga superiore ad altre realtà quali Pescara e Civitavecchia ai quali non possiamo essere paragonati. Non possiamo permettere che la nostra provincia venga messa in secondo piano, rischiando di perdere un’importante fetta di gettito fiscale e di comprometterne la stabilità economica.

Ma la provincia di Ravenna è anche un punto nevralgico per una varietà di operazioni doganali, che spaziano dal grano al petrolio. La complessità e la diversificazione di queste operazioni richiedono un sistema doganale altamente specializzato e funzionale, che con il declassamento rischia di venire meno. 

Infine, non possiamo ignorare il tema cruciale della sicurezza nei controlli. La capacità di monitorare e controllare le merci in transito è fondamentale per garantire l’integrità delle operazioni commerciali e per proteggere la sicurezza nazionale. Un abbassamento del livello di operatività della dogana potrebbe compromettere la nostra capacità di gestire i flussi commerciali in modo sicuro ed efficace, esponendo il territorio a rischi di infiltrazioni illecite e a un abbassamento degli standard di controllo.

Il Tavolo delle Associazioni d’Impresa della Provincia di Ravenna ritiene sia assolutamente necessario che questa decisione venga riconsiderata. Ravenna, con il suo porto e le sue infrastrutture, è una risorsa fondamentale per l’Italia e per l’Europa. Rileva, altresì, le difficoltà e gli effetti negativi che questo provvedimento può portare alla Zona Logistica Semplificata appena istituita; un provvedimento oggettivamente penalizzante per il porto di Ravenna nei confronti degli altri scali italiani concorrenti.

Ora più che mai, è necessario fare un passo indietro e trovare soluzioni alternative che possano salvaguardare la competitività del porto di Ravenna, senza compromettere il futuro economico di una regione e di un intero Paese.

Agrichef: il 18 febbraio a Ferrara con i “piatti della circolarità”

Per la Romagna, l’Agriturismo “Dal Maggi” di Modigliana (FC)

“Piatti della circolarità” è il titolo del Festival Agrichef di Turismo Verde Emilia-Romagna che si svolgerà martedì 18 febbraio 2025, all’Istituto Alberghiero Vergani – Navarra di Ferrara (https://www.verganinavarra.edu.it/).

Il tema vuole ricordare che nella cucina contadina non si spreca nulla, si recuperano le materie prime, anche povere, e diventano valore aggiunto.

A rappresentare la Romagna ci sarà l’Agriturismo “Dal Maggi” di Modigliana (FC). Il titolare, Lorenzo Maggi, nel suo lavoro si concentra su qualità e freschezza dei prodotti, sulla cura della preparazione; il suo intento è quello di riportare in vita una cucina casalinga, ormai quasi scomparsa, di riscoprire sapori semplici, ma autentici, del territorio. Il menù dell’Agriturismo è un omaggio alle ricette della nonna. Nel numero di gennaio di Agrimpresa a questo link trovate l’articolo che parla della sua esperienza: “La collina che resiste: i sapori autentici di Lorenzo Maggi” (pag. 12).

Il Festival Agrichef è ideato per esaltare il Cuoco dell’Agriturismo, figura che mette in connessione le competenze del produttore agricolo, la cultura contadina; che tramanda le ricette tradizionali attraverso la riscoperta e la rivisitazione, contribuendo alla valorizzazione del territorio.

Per questa edizione, sono gli allievi dell’Istituto Alberghiero Vergani-Navarra, con l’aiuto degli insegnanti, ad affiancare gli Agrichef nella preparazione e nella presentazione delle ricette. Ci saranno una giuria tecnica e una popolare. Uno solo dei piatti proposti rappresenterà la Regione Emili-Romagna all’evento nazionale, a Roma, a fine marzo – inizio aprile, all’Istituto Alberghiero I.P.S.S.E.O.A. Amerigo Vespucci.

Selvatico e territorio, storie gastronomiche

Appuntamento a Riolo Terme, il 5 marzo, dalle ore 9.00, con il convegno organizzato dagli Ambiti territoriali di caccia della provincia di Ravenna, in collaborazione con l’Istituto alberghiero “Pellegrino Artusi” e il patrocinio del Comune di Riolo Terme. Al termine del convegno, assaggi di prodotti a base di selvaggina accompagnati da degustazione di vini del territorio.

Il programma qui di seguito

Insediamento giovani agricoltori, il bando per l’accesso ai contributi

SRE01 Insediamento dei giovani agricoltori e SRD01 Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole

Con la delibera di Giunta regionale n. 89 del 27 gennaio 2025 è stato pubblicato il bando 2025 per l’accesso ai contributi per l’avvio di nuove attività agricole da parte di giovani imprenditori agricoli. 

Beneficiari del presente avviso pubblico, in relazione al tipo di intervento SRE01 sono persone fisiche che si insediano in agricoltura assumendo la responsabilità civile e fiscale di un’azienda agricola per la prima volta e presentano domanda di premio di primo insediamento con allegato un Piano di Sviluppo relativo all’azienda agricola (PSA) oggetto d’insediamento.

Requisiti d’accesso:

• essere maggiorenni, ma non avere ancora compiuto 41 anni:

• presentare la domanda di accesso al presente bando inderogabilmente entro 24 mesi successivi all’apertura della partita iva o quello di modifica societaria;

• risultare iscritta ai registri della CCIAA;

• predisporre un piano di sviluppo aziendale PSA

Obblighi:

• impegnarsi a proseguire la conduzione diretta dell’azienda oggetto dell’insediamento per 5 anni dalla concessione del premio;

• A conclusione del piano il giovane deve avere raggiungimento le capacità professionali e della qualifica di Imprenditore agricolo professionale (IAP)/Coltivatore diretto. Il premio di primo insediamento avrà un valore pari a 60.000 Euro per gli insediamenti in zona con vincoli naturali o altri vincoli specifici e 50.000 Euro nelle altre zone. Il PI dovrà avere un importo minimo di spesa ammissibile pari a 10.000 Euro in zona con vincoli naturali o altri vincoli specifici e 20.000 Euro nelle altre zone. Il singolo PI sarà soggetto ad un tetto di spesa ammissibile pari ad euro 750.000,00. L’ aliquota di sostegno applicabile è pari al 50% della spesa ammissibile.

Scadenza presentazione domande 16 maggio 2025 ore 13.00.

Per approfondimenti contattare l’ufficio Cia di riferimento.

Al seguente link il bando in oggetto: https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/sviluppo-rurale-23-27/opportunita/bandi/2025-1/bando-2025-giovani-agricoltori

Abi, sospensione mutui: proroga per la provincia di Ravenna

Cia Romagna informa che per la provincia di Ravenna è prorogata di dodici mesi la possibilità di richiedere una sospensiva delle rate di mutui (rata intera o quota capitale). 

Questa disposizione viene concessa alle persone che hanno avuto dei danni a seguito di eventi calamitosi avvenuti dal 23/10/2023 al 01/11/2023: la richiesta va presentata alla propria banca, autocertificando il danno subito. 

Di seguito il decreto di rinnovo.

Bandi Agricoltura sociale e Trasformazione prodotti agricoli (laboratori)

Cia Romagna informa che sono usciti i due bandi seguenti:

– Agricoltura sociale 

– Trasformazione prodotti agricoli prevalentemente in prodotti non compresi nell’Allegato I del TFUE e loro lavorazione e commercializzazione in punti vendita aziendali.

Entrambi i bandi scadono il 28/03/2025 alle ore 13.00: occorre manifestare l’eventuale interesse al massimo entro la prima settimana di febbraio, per poter organizzare il lavoro tra i tecnici che li seguiranno.

BANDO AGRICOLTURA SOCIALE:

minimo di spesa: 20.000€

Contributo pari al 60% degli importi al netto dell’iva

Spese ammissibili:

a) interventi di recupero e riuso del patrimonio edilizio dell’azienda agricola e di nuova costruzione da destinare all’attività di agricoltura sociale. La nuova costruzione è ammessa unicamente per l’ampliamento degli edifici esistenti destinati a servizi accessori o vani tecnici funzionali alla medesima attività di agricoltura sociale. Tali interventi sono attuati in conformità agli strumenti di pianificazione, alla legge regionale n. 15 del 2013 sull’edilizia e nel rispetto
dell’atto di coordinamento su programma di riconversione o ammodernamento dell’attività agricola (PRA), approvato con deliberazione di Giunta regionale n. 623 del 2019 e integrato con deliberazione di Giunta regionale n. 713 del 2019. In particolare, la predisposizione del PRA è richiesta per gli interventi di ristrutturazione edilizia con demolizione e ricostruzione e di ampliamento degli edifici esistenti;
b) sistemazioni esterne a servizio dei fabbricati agricoli utilizzati per l’agricoltura sociale;
c) allestimento di locali e spazi esterni utilizzati per l’attività di agricoltura sociale. Per
allestimento si intende acquisto di beni inventariabili, quali mobili, dotazioni e attrezzature;
d) spese generali e tecniche, come specificate dai paragrafi 1.10. “Eleggibilità delle spese” e 1.11
“Spese ammissibili” delle “Disposizioni comuni”;
e) acquisto di attrezzature informatiche e relativo software per la gestione dell’attività oggetto di
sostegno. Il software può essere di base o specifico per uso di agricoltura sociale.

Per poter partecipare le aziende agricole devono essere iscritte all’albo delle fattorie sociali entro la presentazione della domanda di saldo (al momento della domanda di aiuto è utile essere già iscritte come agriturismo e/o fattoria didattica, oppure avere frequentato un corso agricoltura sociale – Dinamica ne propone uno in partenza lunedì 22/01/2025)

BANDO LABORATORI DI TRASFORMAZIONE:

minimo di spesa: 20.000€

Contributo in relazione alla zona in cui è ubicata l’azienda (e il locale laboratorio):

– 50% zona D, area con problemi di sviluppo

– 45% zona C, aree rurali intermedie

– 40% altre zone A e B (zone urbane e periurbane + zone ad agricoltura intensiva e specializzata)

Non sono ammissibili interventi per la creazione di servizi conto terzi rivolti ad altre aziende.
Sono ammesse le seguenti spese per la creazione e/o l’allestimento di spazi idonei da destinare alla lavorazione e conseguente trasformazione della materia prima:
a) interventi di costruzione, ristrutturazione, ampliamento di fabbricati aziendali localizzati nel territorio rurale da destinare a locali per la lavorazione e trasformazione di prodotti agricoli;
b) acquisto di macchinari, impianti, attrezzature e dotazioni strettamente legate alla trasformazione, e all’eventuale confezionamento e etichettatura dei prodotti lavorati nel laboratorio oggetto dell’intervento. Sono ammissibili esclusivamente beni inventariabili;
c) costruzione, ristrutturazione, ampliamento di fabbricati aziendali localizzati nel territorio rurale per la creazione di punti vendita aziendali nel limite massimo del 30% della spesa complessiva ammissibile relativa agli investimenti di cui ai punti a) e b);
d) allestimento di punti vendita aziendali, attrezzature informatiche (solo se beni inventariabili) e relativo software per la gestione anche on-line della vendita dei prodotti realizzati nei laboratori oggetto di intervento (sono escluse le attività di promozione, i costi di manutenzione e di gestione ecc.) nel limite massimo del 5% della spesa complessiva ammissibile relativa agli investimenti di cui ai punti a) e b);
e) spese generali e tecniche, come specificate dai paragrafi 1.10. “Eleggibilità delle spese” e 1.11 “Spese ammissibili” delle “Disposizioni comuni”.
Tutti gli interventi realizzati devono essere conformi a quanto previsto dalle normative e disposizioni in materia di igiene degli alimenti e dalle normative di riferimento inerenti agli specifici prodotti oggetto di trasformazione, lavorazione e vendita.
Sono ammissibili a sostegno esclusivamente interventi realizzati in un’unica localizzazione. 

Il finanziamento di soli macchinari, attrezzature o dotazioni è ammissibile solo se sono presenti in azienda locali o spazi adeguati alla loro collocazione.
Gli impianti dovranno essere dimensionati rispetto al quantitativo di materia prima da trasformare.
I laboratori, le attrezzature, le dotazioni, l’allestimento dei punti vendita aziendali e il software per la gestione anche on-line della vendita dovranno essere dedicati ai prodotti realizzati nei laboratori oggetto di intervento.
Non saranno ammissibili progetti relativi esclusivamente a confezionamento ed etichettatura del prodotto trasformato.
La destinazione d’uso prevista nel titolo abilitativo all’esecuzione dei lavori deve essere coerente con le tipologie di intervento specificate nel presente avviso.

Per ogni dubbio, confronto o manifestazione d’interesse siete invitati a contattare le vostre sedi di riferimento per capire, in prima battuta, se c’è la possibilità di partecipare ad uno dei due bandi e anche di organizzare il lavoro tra i tecnici, visti i tempi stretti.

Di seguito il bando con le disposizioni comuni ad altri bandi a cui si fa riferimento all’interno dei due atti.

Fattorie aperte 2025 – 27^ edizione, nelle domeniche 4, 11, 18 e 25 maggio.

Le aziende agricole dei territori di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini sono invitate ad aderire all’iniziativa che, giunta alla 27^ edizione, consente ai visitatori di conoscere le realtà agricole locali, le produzioni tipiche e la loro stagionalità.

Per aderire all’iniziativa è necessario compilare la scheda di adesione e inviarla via mail, assieme ad 1-2 foto, entro e non oltre mercoledì 5 febbraio 2025, ai seguenti indirizzo e-mail, in relazione all’ubicazione dell’azienda agricola:
– Per Forlì-Cesena: francesca.marini@regione.emilia-romagna.it

– Per Rimini: antonella.prosperi@regione.emilia-romagna.i

– Per Ravenna: Paola.Donegaglia@regione.emilia-romagna.it

Si può aderire alla manifestazione anche in solo una delle date sopra indicate, oppure selezionare più domeniche.

Si ricorda che aderendo all’iniziativa ci si impegna a rispettare la programmazione regionale, ed in particolare i termini di scadenza per l’invio della scheda, il ritiro dei materiali promozionali e la comunicazione delle presenze a conclusione della manifestazione.

Si chiede di ALLEGARE 2 FOTO ORIZZONTALI IN FORMATO JPEG SENZA MINORI RICONOSCIBILI , anche a chi le ha inviate gli anni scorsi si chiede di inviarne di nuove per aggiornare il sito

La manifestazione è aperta a tutte le aziende agricole regionali, per la partecipazione non sono richieste specifiche abilitazioni all’attività agrituristica/fattoria didattica. Le aziende agricole aderenti all’iniziativa devono, in ogni caso, assicurare un’adeguata accoglienza ai visitatori proponendo un’attività di visita aziendale, una semplice merenda, spazi per la sosta, oltre a un servizio igienico per i visitatori. Tutte le attività aggiuntive, quali il pranzo, la vendita diretta ecc., seguono le specifiche autorizzazioni.

Per ogni eventuale dubbio o chiarimento potete contattare direttamente la referente di fattorie aperte.

Di seguito le linee guida e il modello di scheda da compilare e rimandate al SACP di competenza.

QUADERNO DI CAMPAGNA – CHIARIMENTI

“Secondo quanto contenuto nell’Art. 4, comma 5 del D.M. 99707 del 1 marzo 2021, “Le informazioni detenute dalle aziende relative al registro dei trattamenti e delle fertilizzazioni nell’ambito del Quaderno di Campagna di cui all’articolo 10 del decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali 12 gennaio 2015 costituiscono elemento obbligatorio del fascicolo con le modalità e nei termini stabiliti nell’ambito del Comitato Tecnico di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 74.”

Il Quaderno di Campagna dell’Agricoltore (QdCA), esiste già e rappresenta già un obbligo per tutti gli agricoltori che:

– vendono o cedono le loro produzioni a terzi

– utilizzano prodotti fitosanitari per la difesa delle colture agrarie

Ma quindi cosa cambia?

I dati contenuti nel Quaderno di Campagna dell’Agricoltore dovranno essere inseriti all’interno del fascicolo aziendale e per effettuare tale operazione, l’origine del dato deve essere in formato elettronico. Pertanto il QdCA dovrà essere redatto in formato digitale e caricato all’interno del fascicolo aziendale.

La trasmissione del dato dovrà essere effettuata dal CAAche detiene il fascicolo, al quale non compete la verifica e la conformità delle registrazioni presenti.

In questa fase sono ancora in predisposizione gli strumenti informatici per consentire lo scambio di informazioni tra il QdCA e il fascicolo aziendale. 

Il 2025 sarà l’ultimo anno di transizione verso la digitalizzazione del QdCA pertanto, stando alla attuale situazione, per l’anno in corso non sono previste sanzioni per inadempienza alla norma.

Gli Enti Ministeriali preposti sono impegnati nella redazione di un provvedimento che definisca in modo dettagliato i termini e le modalità per la gestione del QdCA digitale.

Cia Romagna, insieme al livello regionale, sta valutando e definendo le modalità per l’attivazione di un  servizio di redazione del QdCA in formato elettronico. 

Sarà nostra cura avvisarvi tempestivamente sugli sviluppi dell’adempimento.  

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 6314311 – FAX 051 6314333
C.F. 80094210376 – mail: emiliaromagna@cia.it PEC: amministrazione.er@cia.legalmail.it

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