Resoconto del Direttivo Anp del 3 aprile

Il Direttivo di Anp – Cia Romagna si è riunito mercoledì 3 aprile, presenti il Presidente nazionale Anp Alessandro Del Carlo, il Presidente Regionale Anp- Cia Romagna Pierino Liverani, il Vicepresidente di Cia Romagna Guglielmo Mazzoni e la responsabile Servizi alla persona di Cia Romagna Miriam Bergamo.

Nella parte iniziale dell’incontro sono stati analizzati  i dati delle deleghe Anp mettendo a confronto  i dati annuali 2015-2018. La base associativa Anp risulta avere un’età elevata: solo il 18% circa ha meno di 69 anni.

L’intervento del Presidente Nazionale è stato quindi una sintesi appassionata e sentita di quanto contenuto nel documento Anp già approvato dalla giunta nazionale Anp-CIA. L’Anp negli ultimi anni ha sviluppato  importanti iniziative, nei confronti dei governi che si sono succeduti, per l’aumento delle pensioni basse, con numerose manifestazioni nazionali e territoriali e con la petizione popolare che ha raccolto oltre 100.000 firme, presentata alle massime cariche istituzionali, al Governo e al Parlamento. In questo modo l’associazione ha contribuito a ottenere l’estensione della quattordicesima mensilità per le pensioni fino a 1000 euro e l’aumento del 30 per cento delle prestazioni in essere.

L’Anp, considerato il perdurare della crisi economica e il numero elevato delle famiglie e delle persone che si trovano nelle condizioni di povertà, ritiene che nella legge di bilancio 2019 non siano contenute misure che configurino una strategia che metta assieme interventi sociali e rilancio dell’economia. Sensazione confermata anche dal decreto “Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni”, nel quale è evidente una prevalenza degli aspetti assistenziali, unita ad una preoccupante visione disordinata delle categorie di pensionati interessate alle misure, con tra l’altro la predisposizione di criteri di accesso tali da dare luogo a possibili discriminazioni ed ulteriori ingiustizie.

Non solo perciò restano valide le rivendicazioni di Anp alla luce del contenuto del provvedimento in materia di pensioni, ma si rendono inoltre necessarie iniziative specifiche che verranno organizzate nei prossimi mesi.

Le indicazioni politiche e di lavoro per i territori emerse dall’incontro sono:

1. Anp – Cia considera insoddisfacente il provvedimento del governo in tema di Pensione di Cittadinanza  e chiede che gli aumenti previsti e relativi alle pensioni minime, possano ricomprendere la totale platea dei pensionati che si trovano in tali condizioni;

2. Anp chiede che venga modificata la norma, già contenuta nella Legge di Bilancio 2019, che disciplina l’indicizzazione delle pensioni, ovvero il loro adeguamento all’incremento del costo reale della vita, in quanto fortemente penalizzante verso le pensioni più basse che invece devono essere maggiormente tutelate. L’Anp chiede che sul tema delle indicizzazioni si faccia una riflessione che possa riguardare l’insieme delle prestazioni pensionistiche, introducendo un idoneo criterio di progressività tale da esentare le fasce più deboli e al contempo evitare blocchi totali senza previsione di scadenza per le altre prestazioni;

3. Anp rileva un’assenza di strategia in materia di sanità e servizi sociali, in particolare per ciò che riguarda i territori delle aree interne del paese. L’incremento di risorse per il SSN è quello previsto dal precedente Governo e se ne rileva l’inadeguatezza in ragione della gravità dei problemi che attraversano il sistema sanitario.

L’Anp, in ragione delle difficili condizioni dell’economia in cui difficilmente vedrà luce quella crescita prevista dal Governo, necessaria a finanziare a lungo termine gli interventi contenuti nella manovra di Bilancio 2019, chiede al Governo e alle forze politiche di operare con maggiore responsabilità, recuperando uno spirito positivo verso il Paese, aprendo un dialogo e un confronto con le rappresentanze delle forze sociali dalle quali può arrivare un’analisi vera sulle problematiche delle persone e l’indicazione di adeguate soluzioni.

Il presidente Anp Nazionale ha informato che è stata accolta la proposta  di Cia Agricoltori, Anp e Patronato Inac, contenuta in un Odg approvato dall’Esecutivo, per rivedere il trattamento delle pensioni per gli Agricoltori: si tratta di una pensione base di 650 euro per tutti gli ex agricoltori, a cui andrà sommata la quota maturata con i contributi versati all’Inps negli anni di lavoro. Questo il fulcro della “mini riforma” delle pensioni agricole che si è tradotta nell’ordine del giorno accolto dal Governo. L’accoglimento dell’Odg contenente le proposte di Cia, Anp e Patronato è un segnale importante d’attenzione e un primo passo verso il cambiamento delle norme  che impegna le forze politiche a valutare l’opportunità di istituire una pensione base di importo pari al 40% del reddito medio nazionale, come previsto dalla Carta Sociale Europea, in aggiunta alla pensione liquidata interamente con il sistema contributivo, che attualmente ammonta a 650 euro mensili.

Una revisione del trattamento pensionistico è imprescindibile per giustizia, equità sociale e per favorire il ricambio generazionale. Gli agricoltori con meno di 40 anni sono al di sotto dell’8 per cento, mentre il 41 per cento degli imprenditori agricoli ha un’età superiore ai 65 anni. Gli attuali 513,01 euro di pensione ricevuti dagli agricoltori non consentono infatti una vita decorosa e costringono molti a lavorare fino a tarda età.

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