Obbligo abilitazione carro raccolta frutta: ancora molti gli aspetti da chiarire

carro raccolta frutta

L’ampia articolazione della normativa di riferimento genera inevitabilmente dubbi e incertezze a tutti gli operatori del settore; gli aspetti da chiarire in merito alla formazione e all’abilitazione all’uso di particolari attrezzature di lavoro sono ancora molti, soprattutto relativamente al “caso” del carro raccolta frutta.

Il Carro Raccolta Frutta, è inquadrato legislativamente tra gli “impianti speciali” di cui al punto 9 dell’Allegato A al D.M. 4 marzo 1982 e viene considerato “un ponte sospeso motorizzato” in quanto dotato di piattaforme elevabili, ovvero (definizione INAIL – DIT) “una piattaforma di lavoro semovente destinata a operare su terreno naturale non coltivato o sconnesso, per spostare uno o più operatori alle posizioni di lavoro per effettuare la raccolta della frutta, il diradamento, la potatura, o altre operazioni relative alla manutenzione degli alberi da frutta dalla piattaforma di lavoro”.

L’accordo Stato regioni del 22 febbraio 2012, in attuazione dell’art.73, comma 5 del TU (D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81) individua le attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione per gli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata e i requisiti minimi di validità della formazione; il percorso, i contenuti e il monte ore di formazione necessarie per ottenere l’abilitazione.

È importante notare che tra queste, non vi è alcun riferimento ai “ponti sospesi motorizzati”, ma annovera specificatamente le cosiddette PLE (Piattaforme di Lavoro mobili Elevabili) la cui definizione è: macchine mobili destinata a spostare persone alle posizioni di lavoro, poste ad altezza superiore a 2 m rispetto ad un piano stabile, nelle quali svolgono mansioni dalla piattaforma di lavoro, con l’intendimento che le persone accedano ed escano dalla piattaforma di lavoro attraverso una posizione di accesso definita e che sia costituita almeno da una piattaforma di lavoro con comandi, da una struttura estensibile e da un telaio.

E dunque, dove collocare i CRF?

La tendenza attuale è quella di includere i carri raccolta frutta nella più generale definizione di Piattaforme di lavoro mobili elevabili, per le quali, però, è richiesta una precisa abilitazione di almeno 8 ore (4 di teoria e 4 di pratica).

Il corso, però, andrebbe strutturato (ed è un percorso ancora in essere) per lo specifico utilizzo dei soli carri raccolta frutta e NON di tutte le PLE. Diversamente ci si espone anche alla possibilità di vedersi “annullato” il corso perché non conforme con la reale situazione pratica.

Quanti hanno partecipato alla serie di incontri organizzati da Cia di concerto con l’AUSL della Romagna, sede di Ravenna, sull’utilizzo in sicurezza dei CRF possono considerarla formazione pregressa e chiudere il percorso con una prova pratica di 4 ore.

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