Cimice asiatica in Prefettura

Prosegue l’impegno di Cia Romagna per portare all’attenzione di tutti le criticità del settore primario, flagello cimice compreso

Numerose le iniziative del mondo agricolo svoltesi mercoledì 18 settembre nelle principali province della regione Emilia Romagna colpite in maniera sempre più massiccia dalla cimice asiatica. Cia-Agricoltori Italiani Romagna è stata impegnata con presidi e manifestazioni e incontri coi prefetti delle province di Forlì-Cesena (come coordinamento Agrinsieme) e di Ravenna, dove a manifestare insieme a Cia Romagna c’erano Confagricoltura, Copagri, Ugc-Cisl, Agci, Confcooperative, Legacoop Romagna.

L’area riminese, al momento e per fortuna, rispetto alla cimice asiatica non soffre quanto altre zone, ciò non toglie attenzione e impegno che vengono agiti da Cia Romagna quotidianamente anche sulle situazioni di questo territorio.

A Forlì, i rappresentanti del mondo agricolo hanno incontrato il Prefetto di Forlì-Cesena, Antonio Corona, come coordinamento Agrinsieme: insieme a Cia – Agricoltori Italiani Romagna c’erano quindi Confagricoltura Forlì-Cesena e Rimini, Copagri Forlì-Cesena, Alleanza delle Cooperative Italiane Settore Agroalimentare, Confcooperative Forlì-Cesena, Legacoop Romagna, Agci ER.

A Ravenna il documento programmatico consegnato al Prefetto Enrico Caterino è stato sottoscritto come Tavolo Verde, mentre al presidio e all’incontro con il Prefetto erano presenti insieme a Cia-Agricoltori Italiani Romagna: Confagricoltura, Copagri, Ugc-Cisl, Agci, Confcooperative, Legacoop Romagna.

Ai Prefetti, e a tutte le Istituzioni, viene chiesto di farsi parte in causa per l’adozione di un Piano Nazionale, capace di promuovere e sostenere gli interventi necessari a difendere le produzioni da questa inedita avversità rappresentata dalla cimice asiatica; sviluppare tutte le azioni possibili affinché si ristabiliscano il prima possibile le condizioni di equilibrio dell’agro-ecosistema; accelerazione del progetto di diffusione dell’antagonista naturale della cimice; garantire supporto economico pluriennale delle aziende agricole che hanno visto le loro produzioni danneggiate e/o completamente distrutte dall’insetto anche con la modifica e il finanziamento della Legge 102 sulle calamità.

Sul versante europeo le richieste puntano a una maggiorazione della dotazione delle Ocm (Organizzazione comune di mercato), per quanto concerne le politiche europee per la gestione dei mercati, al fine di creare fondi mutualistici per compensare i crescenti danni; al finanziamento di progetti di ricerca dedicati alle strategie di contrasto e di coesistenza con la cimice, in collegamento con le altre esperienze internazionali, soprattutto americane

I danni provocati dall’aggressione della cimice asiatica – prevalentemente nel frutticolo, ma questo non è l’unico comparto “gradito” all’insetto – si sommano alla crisi dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli, al peggioramento delle condizioni dei nostri mercati esposti alla concorrenza internazionale, alle calamità naturali. A rischio migliaia di posti di lavoro nelle aziende agricole e nell’indotto, molto importante, aspetto quest’ultimo troppo spesso sottovalutato o non tenuto in considerazione.

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