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EMILIA ROMAGNA

Grandine e vento del 22 giugno hanno compromesso le colture agricole dell’Emilia Romagna

lattuga rovinata da grandine
Danni per milioni di euro

Non solo vigneti, frutta e sementi ma anche insalata. La grandine e il vento di giugno, infatti, hanno picchiato duramente anche sulle foglie leggere delle lattughe rovinando il raccolto. “Una situazione apocalittica – racconta Marco Tagliavini che insieme al fratello Loris coltivano 40 ettari tra ortaggi e cereali in via degli Orti alle porte di Bologna –.

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L’Emilia Romagna è leader nella moltiplicazione delle sementi

cipolla da seme

Questa regione è una delle principali produttrici di colture da seme in Italia. Clima, esperienza e soprattutto professionalità dei produttori la rendono un punto di riferimento per le ditte sementiere che commercializzano il prodotto in tutto il mondo

Bietole remunerative

Fossolo (Faenza – Ra) – Le colture da seme che da sempre coltiva Pier Paolo Amadori nel faentino, a Fossolo (Ra), sono mais, bietole, grano duro per un’estensione intorno ai 24 ettari circa, considerando anche quelli dell’azienda in società col cugino Gianluca e quelli dell’azienda in conduzione col figlio Francesco (mais 8,5, barbabietola 13,1, grano 2). Sempre complessivamente ci sono poi fra i 10 e gli 11 ettari di vite, circa 2 ettari di altri frutteti (peri e peschi) e circa 9 ettari di kiwi. I terreni di Amadori non hanno subito particolari stress dall’andamento meteorologico. L’agricoltore opta per colture per le quali si realizzano contratti di coltivazioni a prezzi fissi. “Così conosco quale può essere economicamente il risultato finale. So quanto prodotto viene ritirato e quanto sarà pagato, se lavoro bene e intervengo nei tempi e nei modi giusti. Se, in condizioni ordinarie, qualcosa va male, la colpa è mia. Resta il rischio meteo, certo. Con queste garanzie, però, i produttori possono programmare investimenti sapendo che c’è un buon risultato, senza temere il crollo dei prezzi”. Amadori aveva anche circa 7 ettari di pesche, ora di molto ridotti: “Non si può lavorare e vedersi pagare il prodotto un anno 20 centesimi al kg, un altro 40: sembra chissà cosa, ma non scherziamo! Ora poi c’è la cimice asiatica, è una cosa terribile, con costi in aumento per le difese, dai trattamenti agli investimenti nelle reti protettive”. Al momento dell’intervista, Amadori non rileva problematiche particolari per il mais, in raccolta in agosto, con una previsione media di Plv intorno ai 4 mila euro/ha che, tolte le spese, si potrebbe aggirare intorno a una media di 1.500 euro/ha. Coi bietolotti Amadori ha avuto qualche filo da torcere in periodo di semina, per mancanza di pioggia in gennaio e febbraio. Dopodiché, e fino ad ora, promettono bene e a luglio, momento del raccolto, si vedrà con più chiarezza. Le bietole sono fra le colture sementiere più remunerative: “con una Plv media intorno ai 6 mila euro/ha si riesce a stare, tolte le spese, intorno ai 2-3 mila euro/ha, se tutto va come deve andare – spiega Amadori -. Per il grano duro vedremo meglio intorno al 26 giugno. C’è chi ha problemi per la troppa acqua di maggio. Il prezzo medio all’origine del grano duro da seme è circa 20 euro/quintale.

Lucia Betti

Contratti di coltivazione necessari

Ammonite (Ravenna) – Un universo complesso, remunerativo ma complicato, sia per i produttori sia per tutta la filiera, mercato compreso (da coloro a cui interessa acquistare seme di qualità, ad esempio gli Olandesi, a coloro che vogliono spendere meno). Gli agricoltori che si dedicano a questo comparto prediligono colture per le quali sia possibile realizzare contratti di coltivazione: in questo modo si ha la sicurezza di quanto ritirato e di quanto pagato utile anche per investire, senza temere il crollo dei prezzi. Tra le altre cose, oggi come oggi sembra essere un comparto più indicato per i giovani agricoltori, purché disposti a lavorare molto, ad approfondire tanto le conoscenze, a fare esperienza. Serve disponibilità e flessibilità ad intervenire in campo più volte per prendersi cura delle piante per rese migliori sia in quantità sia in qualità. Inoltre, non è facile trovare manodopera qualificata. “Se spacchi male il cavolo perdi il seme: l’impegno necessario e il danno sono elementi che balzano subito agli occhi quando hai circa 45 mila piantine di cavolo per ettaro”. Questa la premessa di Mario Tassinari che, col fratello Luigi, ha un’esperienza ultratrentennale nelle colture da seme. Il 60% della produzione aziendale dei fratelli Tassinari, ad Ammonite in provincia di Ravenna, è rappresentato da svariate colture da seme: in circa 25 ettari si trovano cavolo cinese, cavolo cappuccio, zucchine, cetrioli, rucola, grano, cicorie ibride, lattughe ibride, carote, bietole: una serie di colture con una scansione temporale di semina e raccolta per un lavoro a ciclo continuo. La stagione finora era andata bene, a parte lo zucchino. “Siamo partiti bene con le prime semine a fine 2018 – spiega Mario – ma ora le temperature sono troppo alte, c’è una brutta allegagione, le api girano meno, i cavoli sono stati colpiti da batteriosi. Se la stagione va avanti così forse per il cavolo cinese e il cavolo verza si potrà avere un buon raccolto, così la lattuga e la cicoria. I cetrioli invece così si cuciono”. I fratelli Tassinari hanno contratti di coltivazione prevalentemente con la Cac. “La Cooperativa non ti abbandona mai. Si lavora con prezzi fissi stabiliti su una media di produzioni di 10 anni. Le quantità che loro ti chiedono sono garantite. Se hai delle eccedenze, pur ad un prezzo inferiore, vengono pagate. Inoltre, chi lavora bene viene premiato con un bonus aggiuntivo in euro a ettaro. Se lavori male, l’anno dopo non sei più con loro”.

Lucia Betti

Investire nella ricerca

Gattolino di Cesena (Forlì Cesena) – Investire nella ricerca sul settore sementiero è una scelta che può dare buoni ritorni economici e garantire maggiori margini ad un’agricoltura che fatica sempre di più a far quadrare costi di produzione e Plv. Una scelta che Alac, storica cooperativa agricola con sede a Gattolino di Cesena, ha intrapreso dal 2017 dando il via ad un imponente progetto di ricerca e sperimentazione in campo sementiero insieme a Cac e consorzio Sativa, di cui è socia.

Fondata nel 1972, l’Associazione lavoratori agricoli cesenati nacque quando diversi enti pubblici del territorio decisero di dismettere la gestione in economia dei propri terreni agricoli affidandoli a una cooperativa esterna, costituita in gran parte dagli stessi braccianti che li lavoravano. Oggi Alac lavora circa 400 ettari di terreni in affitto nel circondario cesenate, più altri 180 in proprietà a Portico di Romagna e Rocca San Casciano (vocati all’allevamento e con progetti per il biologico e l’agriturismo) ed ulteriori 100 ha in concessione dalla Regione Emilia Romagna. Sono una decina i soci lavoratori, a cui si aggiungono circa altrettanti braccianti agricoli.

I terreni sono destinati in prevalenza a ortofrutta, cereali e colture estensive, in particolare per la moltiplicazione di sementi. “Siamo soci di Cac e Sativa da vecchia data – spiega Gabriele Bacchi, presidente della cooperativa dal 1999 -. Dal 2017 stiamo conducendo un progetto di ricerca, produzione e riproduzione nel nostro centro aziendale. Stiamo ultimando il centro di ricerca e moltiplicazione con 12 serre e 6 mila mq coperti, a cui si affiancano 12 ettari di campo libero.

Un ulteriore podere di 20 ha potrà essere utilizzato per eventuali sviluppi futuri. In questi giorni stiamo ultimando, inoltre, il capannone da 150 mq che ospiterà la lavorazione delle sementi raccolte, lo stoccaggio, uffici e servizi. Infine è a disposizione naturalmente tutto lo stabilimento in cui svolgiamo le nostre normali attività”.

Il progetto è finanziato in parte dal Psr relativo alla filiera sementiera e da Sativa, socio sovventore di Alac. “La ricerca interessa numerose varietà: zucchine, pomodori, cetrioli, basilico, cicoria. Il valore dell’investimento è di circa 1 milione 700 mila euro.

Ci stiamo concentrando sul settore sementiero e stiamo progressivamente abbandonando altri settori, come l’ortofrutta, che hanno costi elevati di produzione in rapporto alla Plv.

Noi che lavoriamo in economia da anni ne viviamo le difficoltà. L’attività di moltiplicazione, invece, come quella che noi svolgiamo per conto di Cac, è in grado di portare ancora reddito all’impresa agricola. Il valore del nostro lavoro quotidiano per la riproduzione e il mantenimento in purezza delle sementi può essere stimato intorno ai 500-600 mila euro”.

Giorgia Gianni

Cipolle e coriandolo

Rimini – La Falcioni Santi agricoltori società semplice produce cavoli ibridi da seme, cipolla ibrida, ravanelli, coriandolo ed erba medica. “Le previsioni a giugno sono ancora molto aleatorie, ma possiamo dire che le condizioni meteorologiche di maggio ci ha penalizzato”, commenta Lorenzo Falcioni. “Negli ultimi tre anni in casa Cac, abbiamo avuto tre annate, una meglio dell’altra: nel 2016 è andata bene, così nel 2017 e nel 2018 ancora meglio. Cac nel suo “bilancio” ha un mix di colture: è andata molto bene la cipolla, l’anno prima i cavoli, una coltura che si è portata dietro tanta plv”. Con la coltura delle rape si comincia adesso, lo stesso vale con la trebbiatura della cipolla bunching. “Possiamo già dire, per quanto riguarda il seme, che la fioritura non è andata troppo bene, questo purtroppo vale in generale: le piogge per un mese non sono certo l’ideale. Stessa situazione adesso. Per la cipolla, gli oltre 30 gradi di questo periodo non sono la condizione migliore.

Il polline ha grosse difficoltà, le api si muovono di meno. Per quanto riguarda i ravanelli, ma in generale per le crocifere, le piogge di maggio hanno favorito il prolificare delle malattie fungine, come lo si può vedere adesso nei campi. Il coriandolo ha avuto una fioritura abbastanza breve, non so questo quanto possa incidere, mentre la rucola selvatica da seme ha patito il freddo di maggio ed è rimasta più piccola”.

Nel comparto sementiero è compresa anche la produzione di erba medica. “Il primo taglio è stato fatto molto tardi per colpa delle piogge, il secondo taglio quindi slitta a luglio. Se il caldo oltre misura continua a persistere dovremo fare ancora i conti con il problema del polline”. Partendo da questi elementi, “mi aspetto un’annata in termini di produzione nella media, ma verso il basso, non verso l’alto. In termine di qualità è molto presto per fare pronostici”.

Emer Sani

Scacco matto del maltempo all’agricoltura emiliano romagnola

girasoli

Claudio Ferri

BOLOGNA – “Fatta eccezione per il Parmigiano Reggiano, che fortunatamente mantiene quotazioni di prezzo soddisfacenti, tutti i comparti agricoli segnano il passo. Alla prima metà di giugno possiamo già stimare con certezza l’ennesima annata particolarmente difficile per il settore primario dove, in primis, l’ortofrutta deve fare i conti con i danni da maltempo dove le produzioni sono state decimate, in particolare pere e ciliegie”.

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Grandine e vento del 22 giugno hanno compromesso le colture agricole dell’Emilia Romagna arrecando danni per milioni di euro

danni da grandine

La recrudescenza dell’ondata di maltempo non ha risparmiato le produzioni pregiate della regione in un’annata iniziata sotto l’insegna delle incertezze meteo climatiche. È stata inoltrata la richiesta dello stato di calamità al Governo e l’avvio della delimitazione delle aree colpite al fine di attivare gli ammortizzatori sociali e il rinvio delle rate dei finanziamenti bancari

Cia segnala che la normativa prevede lo sgravio fiscale e contributivo a favore delle imprese agricole che hanno almeno il 30% della Plv danneggiata: purtroppo le dotazioni finanziarie sono insufficienti. Riportiamo una sintesi dei danni nel territorio emiliano romagnolo
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Maltempo, Cia chiede lo stato di calamità nazionale

ciliegie spaccate dal maltempo
Situazioni climatiche senza precedenti stanno mettendo in ginocchio l’agricoltura dell’Emilia Romagna: con frane, smottamenti, esondazioni, allagamenti e cambiamenti climatici imprese agricole impotenti

“In una situazione climatica senza precedenti le imprese agricole sono impotenti: per questo chiediamo lo stato di calamità nazionale”. Cia Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna denuncia una situazione grave su tutto il territorio regionale a causa frane, smottamenti, esondazioni, allagamenti e cambiamenti climatici “ed è per questo che chiediamo alla Regione Emilia Romagna di attivare la richiesta al fine di risarcire agli agricoltori i danni legati agli eventi atmosferici, piogge torrenziali in primis, avvenuti nel mese di maggio – dice il presidente di Cia Emilia Romagna, Cristiano Fini-.

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Catasto frutticolo al centro del convegno Cia

Stefano Francia su catasto frutticolo
“Il catasto frutticolo è uno strumento utile per la programmazione produttiva, nazionale ed europea, oltre che elemento di conoscenza utile per determinare le scelte politiche delle istituzioni”

L’argomento è stato al centro di un incontro da Cia – Agricoltori Italiani dell’Emilia Romagna il 9 maggio a Macfrut presso Rimini Fiere

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Vino settore di punta dell’Emilia Romagna: è 7,3% della Plv agricola

grappolo uva nera

Claudio Ferri

Da Dusseldorf, palcoscenico tedesco del vino, a Vinitaly di Verona – non meno prestigioso teatro delle eccellenze enologiche internazionali, la presenza delle aziende emiliano romagnole è puntuale e mette in evidenza la predisposizione verso i mercati internazionali. Alla rassegna veronese le imprese vitivinicole dell’Emilia Romagna hanno premuto l’acceleratore sulle numerose etichette che contraddistinguono la regione, dai frizzanti bianchi e rossi, ai classici calici fermi.

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Manodopera risorsa preziosa

Cristiano Fini Presidente Cia Emilia Romagna

Ortofrutta fa rima con manodopera. Non siamo ancora nel vivo della annata agraria che già si ripresenta l’annoso problema causato dalla mancanza di una risorsa preziosa e indispensabile. La raccolta stagionale potrebbe essere intralciata da un incremento insufficiente di lavoratori stranieri previsto dallo specifico decreto.

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Anp-Cia, anziani non siano bancomat dello Stato

Anp assemblea nazionale
L’incontro annuale dell’Associazione nazionale pensionati di Cia-Agricoltori Italiani

Pensioni, sanità e aree rurali, cittadinanza, anziani e società. Sono questi i focus dell’Assemblea nazionale di Anp, l’Associazione pensionati di Cia-Agricoltori Italiani, che ha avuto luogo oggi e ha riportato in auge “Il Paese che vogliamo”, lo slogan ufficiale e messaggio guida promosso da Cia-Agricoltori Italiani dall’ultima assemblea di fine novembre.

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