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Sementieri non si nasce: si diventa. Grande specializzazione a Rimini per l’agri-moltiplicazione

01/07/2016 – Se diciamo brassicaceeae, liliaceae, ombrelliferae, cucurbitacee o ortive, agricoltura e botanica vanno a braccetto in un delicato equilibrio che fa del nostro territorio un ricco laboratorio a cielo aperto.

 

Sono le grandi famiglie di piante orticole che si distribuiscono in certe aree geografiche e in particolari situazioni climatiche, trovando le condizioni ottimali per crescere. Tutte piante che fanno capolino sulle nostre tavole e che rappresentano significativi numeri per il settore della moltiplicazione di sementi. L’Emilia-Romagna è la prima della classe per superfici moltiplicate e per la tutela della purezza, grazie ad una apposita legge che decreta le distanze minime tra colture della stessa specie. Qui le colture di punta sono barbabietola da zucchero con quasi 3.500 ettari nel 2014, orticole con 14.000, coriandolo con 13.000, erba medica con 10.300 e frumento tenero con 10.100.

Il riminese, sebbene non si abbia grandi estensioni coltivate, registra sia una crescita costante negli ultimi 3 anni (da 700.71 del 2013 agli 800.10 ettari del 2015) sia un primato legato al tipo di colture, ovvero le più pregiate per valore portato sul territorio, che permettono ai moltiplicatori di ottenere PLV medie per ettaro da 5/6.000 a 10.000/12.000 €. Il settore infatti negli ultimi 30 anni ha dato risposte importanti alle imprese agricole, caratterizzando la provincia per categorie ad alto reddito che sono gli ibridi, ovvero incroci di 2 linee pure selezionate dal punto di vista della massima qualità in termini di resistenza e bontà. Tra questi primeggiano i cavoli con una superficie coltivata nel 2015 pari a 130.19 ettari, le carote con 37.40, i ravanelli con 13.60, le cicorie con 11.20 e le cipolle con 11.10.

La struttura leader di riferimento è la Cooperativa Agricola Cesenate, che controlla da sola oltre 1/3 della produzione orticola da seme, arrivando per alcune colture a gestire anche oltre il 50% della moltiplicazione nazionale, come cavoli, cicorie, cetrioli.

C.A.C., che oggi conta oltre 2000 agricoltori, ha avviato la produzione sementiera su contratto negli anni ‘50 e dal territorio cesenate le attività si sono poi ampliate oltre l’Emilia Romagna. “Oggi siamo fieri di poter contare su un’attività di riproduzione garantita da soci produttori distribuiti su una vasta area nazionale, dal Piemonte con la soia, fino alla Puglia con il cavolo broccolo” racconta Claudio Pastocchi, vicepresidente di C.A.C. e produttore agricolo assieme al figlio Luca nell’azienda familiare a Santa Cristina di Rimini:  “La nostra si caratterizza per essere un’attività redditizia che impiega manodopera specializzata in attività spesso poco meccanizzate, a fronte di significativi investimenti tecnici e di tempo. In azienda gestiamo 35 ettari di cui 6 a rotazione con le portaseme tra cipolla, cavolo, cicoria, coriandolo e bietola da costa. La fase più delicata? Nel cavolo e cicoria il problema è l’attecchimento delle piantine da vivaio, specialmente il cavolo che si pianta in agosto e con le temperature che ci sono occorre continuamente innaffiare e il nostro è un territorio piuttosto secco, dove si fa micro irrigazione localizzata, basata su un attento risparmio della risorsa idrica. Poi delicate sono anche la raccolta, il taglio e l’asciugatura e, durante tutto l’anno, la salvaguardia delle colture con specifici trattamenti fitosanitari”. Ad ascoltare Claudio Pastocchi, sembra sentir parlare quasi di un’alchimia, per il delicato equilibrio che deve portare alla nascita del seme perfetto. “Sementieri non ci si improvvisa”  dice “è un’attività che richiede precisione e dedizione quasi maniacale e ogni coltura ha le sue criticità”.

Lo sviluppo del settore ci porta agli anni ‘80 quando grandi aziende internazionali hanno sviluppato la ricerca e brevettato le specifiche varietà botaniche con determinate caratteristiche genetiche, in base alle richieste del mercato. Queste poi si rivolgono a realtà come C.A.C. che, attraverso i propri associati, garantisce ai clienti affidatari del portaseme qualità e quantità stabilite nei tempi richiesti.

Una delle associate C.A.C. è l’azienda agricola Meluzzi di Villa Verucchio, portata avanti da Gianluca con la famiglia. Su 24 ettari 4 sono dedicati alla moltiplicazione con le ibride cavolo, cipolla, la varietà di cipolla bunching, poi cicoria e porro.

Già mio padre ci aveva provato negli anni ‘80” dice Gianluca “ma con scarsi risultati, poi nel ’96 quando ho rilevato l’azienda, su suggerimento anche di CIA, ho voluto riprovare, devo dire con ottimi risultati. Se rispetti le fasi della procedura agronomica e la stagione aiuta, c’è buon riscontro economico rispetto ad altre colture più meccanizzate”.

La prima parte del lavoro è fatta in campagna: messa a dimora delle piantine, trapianto, concimazione, mantenimento, infiorescenza e trebbiatura, poi le sementi vanno conferite a C.A.C. per la lavorazione con ventilazione, asciugatura, selezione, pulizia, prove di germinazione, confezionamento e spedizione al cliente.

Ai propri associati C.A.C. fornisce attrezzature e assistenza tecnica, compresa quella dei genetisti che effettuano anche sopralluoghi per verificare lo sviluppo delle piante.

Fabio D’Erasmo, Assessore all’Agricoltura del Comune di San Clemente, socio e consigliere C.A.C., nonché titolare di un’azienda familiare a Santa’Andrea in Casale, e che quest’anno ha dedicato i suoi 14 ettari al sementiere tra cavoli, cipolle, buching e porro, spiega che con una coltura del genere anche un’azienda piccola può far reddito e questo sta attirando molti agricoltori e, soprattutto nella zona sud della provincia di Rimini non vocata a particolari specie agricole, ci sono aziende con tanto terreno a disposizione, che si stanno spostando su questo prodotto e oggi per loro oltre a grano, vino, fieno, il grosso del bilancio lo fanno queste colture, ma attenzione dice: “E’ vero, la situazione si è invertita rispetto a 30 anni fa, quando le colture da reddito erano altre, ma se vuoi essere moltiplicatore devi garantire ottima qualità del terreno, professionalità nella tecnica e puntale rispetto delle procedure agronomiche e… tanta fatica fisica.”

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