COMUNICATI STAMPA FERRARA

FERRARA

Ripuliamo la campagna

I nostri eco-contadini all’opera per l’iniziativa “Ripuliamo la campagna”

Rifiuti indifferenziati, copertoni di auto ed elettrodomestici raccolti tra Codigoro e il bosco della Mesola

Lo scorso 20 aprile gli agricoltori di Cia Ferrara hanno partecipato all’iniziativa “Ripuliamo la campagna”, organizzata a livello ragionale da Cia Emilia-Romagna. Nell’area protetta del Delta del Po, sulla strada dei Colombacci tra Codigoro e la Riserva naturale del bosco della Mesola, hanno raccolto i rifiuti abbandonati lungo le strade e hanno scoperto anche un deposito abusivo di pneumatici presso l’idrovoro Balanzetta, che è stato segnalato alle autorità.

 

“È’ importante far luce su questo tema – ha sottolineato Stefano Calderoni – per la salvaguardia ambientale. Noi agricoltori viviamo questa situazione tutti i giorni e spesso siamo costretti a fare il lavoro dei netturbini, pulire i nostri campi, il nostro terreno perché a nessuno piace avere la campagna sporca e degradata. E pensare che i rifiuti ingombranti potrebbero semplicemente essere portati alle isole ecologiche. Il lavoro e le energie potrebbero essere risparmiati per tutti”

Le aree più isolate del territorio ferrarese possono diventare, infatti, vere e proprie discariche a cielo aperto, dove vengono buttati ogni genere di rifiuti, dal materiale edile di scarto ai sacchetti di pattume indifferenziato, dai vecchi materassi agli elettrodomestici fino a materiali che possono avere un effetto estremamente dannoso sull’ambiente.

“Quella di oggi vuole essere un’azione capillare – ha detto Massimo Piva, vicepresidente Cia – per coinvolgere l’opinione pubblica su un tema che riguarda tutti”. I rifiuti sono abbandonati anche su strade di grande percorrenza come la via Emilia che, da sola, con i suoi circa 270 chilometri che separano Piacenza da Rimini può “ospitare” anche quasi 4.000 chilogrammi di rifiuti di vario genere. E se pensiamo alle migliaia di chilometri stradali moltiplicati per una fascia di terreno di un paio di metri, risultano centinaia di ettari che sono potenzialmente bersagli per chi non ha rispetto della natura e del lavoro altrui.”

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