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Le insidie nella cassetta della posta: attenzione ai bollettini ingannevoli

Claudio Ferri. Con un gesto ripetitivo, quasi un rituale, controlli la cassetta della posta e apri la corrispondenza, spesso composta da ricche e variopinte proposte commerciali mescolate a missive che ti ricordano scadenze o pagamenti imminenti. Sei talmente assuefatto e sicuro di te nel ‘subire’ e selezionare le buste, che quelle giudicate oneste le riponi diligentemente sulla scrivania, pronto a saldare il conto della fattura o a pagare con il bollettino postale qualche utenza.

Ma l’attenzione non è mai troppa e in tempi di abili contraffazioni può succedere che si scambia una richiesta di sottoscrizione ad una rivista – ma è un esempio -, per le competenze camerali. E sottolineo abile perché, in tutto e per tutto, la documentazione è simile a quella che può trasmettere la Camera di commercio: specialmente se un imprenditore è in attesa di una nuova partita Iva, e quindi preparato a versare l’obolo. Questa lunga premessa per allertare agricoltori e non: da sempre circolano queste richieste ingannevoli che arrivano per posta e che mutuano la grafica di enti preposti a riscossioni di diversa natura. Molto simili a quelli veri, quindi, ma nei quali è sempre riportato, in qualche angolo della lettera e con corpo semi invisibile, la ditta che la invia, con una lunga declaratoria che mette al riparo il mittente da contenziosi legali. Attenzione quindi a ciò che vi arriva a casa, perché la cassetta postale è piena di insidie.

 

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