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La birra artigianale diventa legge ma nulla di fatto per la modifica delle accise

Imola, Agosto 2016 – La Cia Agricoltori Italiani di Imola ricorda che il 25 agosto è entrata in vigore la legge 154 del 28 luglio 2016 (Collegato Agricolo) titolato “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività del settore agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale”. Tra le disposizioni previste, l’introduzione della definizione di birra artigianale.

Come recita l’articolo 35 “Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione”, passaggi “industriali” che danneggerebbero l’artigianalità. Il piccolo birrificio indipendente, si legge ancora nel testo legiferato è quello “la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi” e in aggiunta legalmente ed economicamente indipendente, con impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio.Per la prima volta, quindi, la legislazione italiana sottolinea la differenza tra microbirrifici e grandi impianti industriali, finora affiancati sugli stessi livelli di imposizione fiscale e complessità degli adempimenti. E per chi rispetta tutti i requisiti sarà possibile scrivere in etichetta “birra artigianale”.“Se da un lato – sottolinea il presidente della Cia di Imola, Giordano Zambrini – giudichiamo positivamente questo riconoscimento per le tante realtà in continua crescita anche nella nostra zona e tra i nostri soci, dall’altro rileviamo un nulla di fatto per la richiesta di ridurre le accise e la semplificazione degli adempimenti che pesano sul settore”.Inoltre, la Regione Emilia-Romagna ha recentemente sottolineato come ci siano quasi 38 milioni di euro, secondo quanto previsto dal nuovo Programma regionale di sviluppo rurale 2014-2020, per favorire l’insediamento di nuovi giovani imprenditori agricoli. Giovani che, attratti dal mondo della birra in evoluzione, gradirebbero poter usufruire di questi aiuti. “Aiuti che, invece, – sottolinea ancora Zambrini – non possono chiedere perché la birra non è tra i prodotti elencati nell’allegato 1 dell’articolo 32 per i quali è possibile accedere ai bandi del PSR. A questo punto ribadiamo con forza le nostre richieste”.

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