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INNOVAZIONE TECNOLOGICA E COLTURALE, CANAPA, BIODINAMICA: LA TAVOLA ROTONDA

Tre relatori di spessore per affrontare i tre temi principali della tavola rotonda che, come da tradizione, ha fatto seguito alla presentazione dei dati dell’Annata agraria 2018. Sono intervenuti Raffaele Drei, presidente del Centro di ricerca produzioni vegetali; Ivan Nardone, del dipartimento economico Cia Nazionale; Massimo Biondi, produttore, dirigente Cia Romagna e presidente di Canova.

Raffaele Drei ha sottolineato la necessità di fare ricerca e innovare l’agricoltura in Romagna, anche in relazione ai mutamenti climatici che, con l’estremizzazione dei fenomeni atmosferici, stanno già cambiando i calendari di maturazione. Fondamentale la transizione verso l’agricoltura di precisione, ad oggi applicata solo dall’1% delle imprese agricole. E’ necessario però che la dimensione delle aziende cresca, per rispondere alle sfide del mercato e alle necessità di investimento e innovazione. Sempre di più, inoltre, il consumatore chiede che si produca in maniera pulita e “senza chimica”. La viticoltura, ad esempio, utilizza il 60% dei prodotti chimici impiegati in agricoltura, e il tema prioritario diventano le varietà resistenti, in cui si intrecciano aspetti scientifici e normativi per restare al passo con i mutamenti. L’olivo è una coltura da rivalutare, così come la peschicoltura, su cui la ricerca , sia in Italia che all’estero, non si è concentrata a causa della bassa redditività.

Ivan Nardone, in un interessante excursus sulla storia e gli usi della canapa, ha ricordato come in Romagna questa coltura, nella prima metà del Novecento, avesse una produzione pari al doppio di quella che si conta oggi a livello mondiale. Ha poi affrontato i temi di attualità, dove uno spartiacque è rappresentato dalla legge 242/2016 “Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa”, che rappresenta un buon provvedimento normativo ma è ancora circondata da molta confusione sull’argomento. Le potenzialità degli usi industriali della canapa sono notevoli, dalle proprietà nutraceutiche all’edilizia, dalla bioingegneria alla bonifica, dalle bioplastiche alla zootecnia. In ottobre, Cia-Agricoltori Italiani, insieme a Confagricoltura e Federcanapa, ha presentato il primo disciplinare in materia: un documento congiunto di fondamentale importanza per la regolamentazione e la valorizzazione della produzione di canapa, che mira a stabilire criteri comuni di qualità nella coltivazione, raccolta e conservazione delle infiorescenze di canapa, tra quelle ammesse nel catalogo europeo delle varietà con THC inferiore a 0,2%.

Massimo Biondi, infine, ha portato la propria esperienza ultradecennale nello studio e applicazione dei principi della biodinamica, illustrando come questa possa rappresentare una nuova frontiera. Tutto parte dalla cura del terreno, che anche grazie al recupero di pratiche come inerbimenti e sovesci ritorna soffice, ricco di sostante nutritive, di microorganismi e lombrichi. La biodinamica è un validissimo aiuto per le aziende biologiche, ma la sua pratica ideale richiederebbe attività agricole a ciclo chiuso, oggi rare. Nella propria azienda, Biondi ha istituito da ormai 15 anni un gruppo di studio insieme ad alcuni colleghi, che si dedica all’approfondimento, alla preparazione e alla sperimentazione di preparati biodinamici.

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