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Donne in Campo, prodotti tipici e bio a Ravenna

Torna la mostra mercato a Porta Adriana sabato 20 ottobre

Le imprenditrici agricole romagnole dell’Associazione “Donne in Campo” di Cia Romagna tornano a Ravenna, sabato 20 ottobre. A Porta Adriana ci saranno i prodotti della filiera corta di pianura e di collina e specialità tipiche e biologiche.

La mostra-mercato, allestita dalle 8 alle 20, propone prodotti freschi e stagionali. Il lavoro e l’impegno delle imprenditrici romagnole della Cia si concentrano su sicurezza alimentare, equilibrio territoriale, controllo e tutela del paesaggio e dell’ambiente, creatività ed innovazione, difesa delle tradizioni e della cultura locali.

Le prossime date della mostra-mercato dei prodotti tipici e biologici del 2018 sono il 17 novembre e il 15 dicembre. Dalle 8 alle 20, a Porta Adriana.

Donne in Campo-Cia è l’Associazione italiana di imprenditrici e donne dell’agricoltura, riconosciuta nel territorio italiano, presso le Istituzioni nazionali, europee ed internazionali. Apprezzata dai cittadini che conoscono i mercati agricoli con le loro eccellenze del gusto e le tante altre iniziative innovative.

Siglata la Carta dei giovani imprenditori agricoli del Mediterraneo

Favorire e sostenere la nascita di imprese agricole nel Sud Mediterraneo da parte di giovani formati e specializzati nei paesi europei; sostenere l’equo accesso alla terra con le competenze necessarie per affrontare i cambiamenti climatici; diffondere la formazione e le innovazioni nel settore agricolo. Tutto questo creando un’alleanza tra le generazioni nel Mare Nostrum. Sono questi i punti salienti della Carta dei giovani imprenditori agricoli del Mediterraneo, sottoscritta da Agia-Cia a Mazara del Vallo in occasione di Blue Sea Land.

Un protocollo d’intesa che dà il via alla costruzione di una serie di ponti tra i giovani agricoltori, in primis siciliani, e quelli delle sponde del Nord Africa, partendo dalla comprensione, dall’equità e dalla sostenibilità ambientale. La carta è stata firmata da Cia-Agricoltori Italiani, che l’ha promossa con la sua associazione dei giovani, e sarà successivamente siglata dai delegati dei Paesi che prendono parte all’Expo mazarese e che hanno già dato la loro adesione.

La Carta – ha spiegato il presidente nazionale di Agia, Stefano Francia– è la sintesi di un lungo lavoro, ma anche e soprattutto la storia della nostra Confederazione. I punti messi su carta e che come giovani imprenditori agricoli sosteniamo a livello nazionale e nello specifico anche per il Mediterraneo, sono le radici forti che poniamo a guida del nostro operato. C’è il tema della sostenibilità, attualissimo per Agia e Cia, ma anche delle donne. Soprattutto c’è l’ascolto del territorio -ha concluso Francia- dal quale non possiamo prescindere”.

Della carta si è discusso nel corso del convegno “I giovani del Mediterraneo, interAGIAmo per coltivare il futuro”, organizzato da Agia e Cia al Blue Sea Land. Tra i partecipanti, il presidente nazionale di Cia Dino Scanavino, il presidente di Cia Sicilia Rosa Giovanna Castagna e quello della delegazione Sicilia Occidentale Antonino Cossentino e poi Gianfranco Maltese, presidente dell’Agia Sicilia Occidentale e componente del Ceja a Bruxelles.

Di seguito il testo della Carta dei giovani imprenditori agricoli del Mediterraneo

Noi, Giovani Imprenditori Agricoli, sottoscriviamo questa Carta per testimoniare il nostro impegno a realizzare l’agenda comune per il Mediterraneo per le attività imprenditoriali e la rappresentanza presso le associazioni agricole e le istituzioni e per impegnarci a:

  • Favorire e sostenere la nascita di imprese agricole nei paesi del sud mediterraneo da parte di giovani formati e specializzati nei paesi europei per creare lavoro;
  • favorire l’accesso alla terra attraverso l’introduzione di nuovi sistemi di concessione dei terreni pubblici e privati, nei paesi ove questo è previsto;
  • adottare pratiche e sistemi di produzione sostenibili; condividere e divulgare le buone pratiche per favorire l’adattamento ai cambiamenti climatici;
  • sostenere e favorire scambi culturali, visite studio, attività di tirocinio presso le imprese agricole dei paesi del mediterraneo, al fine di accrescere la conoscenza imprenditoriale ed agronomica e favorire la divulgazione delle conoscenze e la formazione;
  • favorire la diffusione delle innovazioni nel settore agricolo;
  • definire un’alleanza con il mondo delle università e della ricerca per avere un accesso immediato alle novità in un settore strategico dal punto di vista agronomico;
  • favorire lo sviluppo di un ecosistema della conoscenza che veda il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati;
  • favorire l’alleanza tra le generazioni per facilitare l’accesso alla terra dei giovani e per evitare la dispersione del patrimonio di conoscenze degli anziani.

Sottoscrivendo questa carta, le Associazioni agricole, gli istituti e le istituzioni si impegnano ad integrare l’agenda dei Giovani Imprenditori Agricoli del Mediterraneo nelle priorità strategiche, sostenerne attivamente la realizzazione, favorire la diffusione dei principi e valori in essa contenuti.

 

Importanti riconoscimenti per i nostri associati

Alla 38a edizione del concorso Grandi Mieli d’Italia – 3 Gocce d’Oro, nell’ambito della tre giorni organizzata a Castel San Pietro Terme dall’Osservatorio Nazionale Miele, domenica 16 settembre è stata premiata l’azienda agricola Paganelli Roberto di Longiano. Erano 1124 mieli partecipanti, che sono stati analizzati dal punto di vista chimico-fisico e merceologico dai laboratori Floramo di Cuneo e Piana Ricerca e Consulenza di Castel San Pietro Terme. E’ stata poi svolta l’analisi sensoriale, per la quale sono stati reclutati 75 esperti iscritti all’albo degli assaggiatori, riuniti in 15 giurie, coordinate da Lucia Piana. Sono stati selezionati 426 premiati con le Gocce d’Oro.

Grande soddisfazione per l’azienda agricola Paganelli Roberto, che al primo anno di partecipazione ha subito conquistato le 2 Gocce d’Oro per il proprio Millefiori, aggiudicandosi inoltre 1 Goccia d’Oro per il miele d’Acacia e ha visto altri suoi due Millefiori premiati con 1 Goccia d’Oro ciascuno.

Sul sito Informamiele è disponibile online la Guida 3 Gocce d’Oro 2018, con i risultati del concorso e l’elenco di tutti i 426 mieli e produttori premiatiE’ possibile anche effettuare una ricerca di tutti i mieli e produttori premiati, filtrando per numero di gocce ottenute, categoria di miele e zona geografica. Per ogni miele premiato sono disponibili i risultati delle analisi svolte dai laboratori.

La Tenuta Colombarda di San Vittore di Cesena è stata invece appena insignita della Bandiera Verde Agricoltura, sezione Agri-ecology, il riconoscimento che la CIA – Agricoltori Italiani concede alle aziende che si distinguono per le loro capacità produttive e per la difesa del territorio e dell’ambiente.

Il concorso-premio Bandiera Verde Agricoltura nasce nel 2003 su iniziativa di Marco Giardini, allora presidente della Cia della provincia di Ancona, assieme al prof. Franco Sotte dell’Associazione A. Bartola e al preside della Facoltà di agraria di Ancona, prof. Natale Frega e da premio regionale (Marche) nell’anno 2004-2005, diventa premio interregionale nell’anno 2006 e premio nazionale dal 2007. Si tratta di un marchio di riconoscimento con il quale si premia la qualità e il rispetto dell’ambiente naturale. I requisiti essenziali sono: la storia, le azioni svolte, i capitoli di spesa per gli enti locali e i piani di investimento per le imprese tesi a salvaguardia, a valorizzazione e promozione dell’agricoltura, dell’ambiente e della qualità e tipicità agricole ed enogastronomiche locali. Il premio nazionale Bandiera Verde Agricoltura dall’anno 2007 è gestito dalla Confederazione Italiana Agricoltori – C.I.A. – nazionale.

 

 

Incontro con il deputato PD Marco Di Maio

La mattina del 28 settembre il presidente di Cia Romagna Danilo Misirocchi, insieme a Stefania Malavolti, presidente territoriale Cia Faenza, e a Samuele Amadei, responsabile di zona, ha incontrato il deputato Pd romagnolo Marco di Maio e il coordinatore Pd Romagna Faentina Giorgio Sagrini. “Si è trattato di un incontro richiesto dai rappresentanti del Pd, di cui abbiamo apprezzato la disponibilità – riferisce il presidente Misirocchi -. E’ stata l’occasione per affrontare i numerosi temi che interessano il settore dell’agricoltura a livello locale, nazionale ed europeo”.

Si è parlato di gestione del rischio (argomento affrontato recentemente da Cia Romagna anche nel convegno promosso in occasione della Biennale di Lugo), di superamento del Pai, di credito alle imprese agricole e della legge regionale 43/97. Approfonditi inoltre i temi del lavoro e dei voucher, che per Cia Romagna devono essere uno strumento semplice e immediato per agevolare il lavoro occasionale e allo stesso tempo combattere l’illegalità, mentre non è ritenuto soddisfacente l’intervento contenuto nel Decreto Dignità.

Sul tavolo anche il problema del dissesto idrogeologico, della necessità di misure di manutenzione del territorio e di infrastrutture adeguate all’attività agricola, primo presidio nella tutela del suolo. Riguardo alla crescita esponenziale dei danni da fauna selvatica, su cui Cia Romagna tiene alta l’attenzione da tempo, è stata evidenziata l’esigenza di cambiare la legge 157/92, mentre in tema di forestazione è stata manifestata preoccupazione per quanto previsto dal nuovo Pair (Piano aria integrato regionale), che pone restrizioni alla combustione di legna al di sotto dei 300m di altitudine, mettendo in difficoltà le imprese che hanno nella vendita del legname una fonte di reddito.

Ancora, i rappresentati di Cia Romagna hanno sottolineato la necessità di evitare pratiche sleali sul mercato, come le vendite sottocosto e le aste al doppio ribasso, e di uniformare a livello europeo il riconoscimento delle molecole e dei principi attivi.

Infine è stato affrontato il problema del ricambio generazionale, che interessa particolarmente l’agricoltura in collina e in montagna, e del sostegno all’impresa agricola quale produttrice di lavoro e ricchezza. Preoccupazione è stata manifestata per la prossima Legge di bilancio, e per possibili ulteriori tagli ad enti locali, welfare e sanità che metterebbero in difficoltà i territori.

Costituita Cia Romagna Servizi

Sarà operativa dal 1° ottobre Cia Romagna Servizi Srl, costituita dall’incorporazione da parte di Cia Ravenna Service Srl delle omologhe Cia Servizi Rimini Srl e Green Service Srl (FC). La fusione in un’unica società di servizi, che fa seguito alla nascita di Cia Romagna il primo gennaio scorso, ha l’obiettivo di perseguire maggiori sinergie attraverso la razionalizzazione della governance e della gestione delle relative strutture operative.

Le esigenze di razionalizzare e migliorare i servizi alle imprese agricole e non solo, la costante attenzione ai processi di riduzione dei costi strutturali e di funzionamento e la necessità di garantire comunque il soddisfacimento della molteplicità dei servizi a favore delle imprese del territorio, hanno reso evidente l’esigenza di una riorganizzazione complessiva delle società di servizi che incide in maniera sostanziale sulla loro flessibilità e dinamicità organizzativa.

La riorganizzazione delle attività e delle funzioni in capo al personale e la riconduzione dell’operatività ad un solo centro decisionale, evitando la duplicazione delle procedure amministrative, permetteranno inoltre il raggiungimento di evidenti economie di scala.

Cia Romagna Servizi srl manterrà la partita iva 02125990396, mentre la sede legale ed amministrativa sarà trasferita a Cesena, in via Rasi e Spinelli 160.

Biologico, la provincia di Forlì-Cesena al secondo posto in regione

Prosegue l’ascesa del biologico made in Emilia-Romagna, con i campi coltivati senza l’uso di prodotti chimici di sintesi che a fine giugno 2018 hanno toccato il record di 152.400 ettari, pari al 15% dell’intera superficie agricola utilizzata (Sau) in regione (+72% sul 2014) e oltre 5.040 imprese agricole (+68%).

Sulla base delle ultime rilevazioni della Regione, dati aggiornati al 30 giugno scorso, sono 6.231 le imprese emiliano-romagnole attive nel settore del biologico, di cui appunto 5.043 agricole e le rimanenti 1.188 che si occupano di trasformazione e commercializzazione. La provincia che vanta il più alto numero di operatori è Parma (1.082), seguita nell’ordine da Forlì-Cesena (907), Bologna (864), Modena (802) e Piacenza (693). Completano il quadro Reggio Emilia (673), Ferrara (485), Ravenna (391) e Rimini (334).

La parte preponderante degli oltre 152mila ettari di campi coltivati secondo i dettami dell’agricoltura bio è rappresentata dai seminativi (82%). Al secondo posto della classifica vengono prati e pascoli (12%), poi la vite (3%), la frutta (2%), con percentuali via via più risicate, la frutta a guscio e l’olivo. L’ascesa del biologico negli ultimi anni sta contagiando anche il settore zootecnico, con gli allevamenti bio che ormai sfiorano quota 1.170 (+11% sul 2016), pari al 5% sul totale regionale.

Maggiori dettagli sui dati relativi all’agricoltura biologica, resi disponibili dal Servizio Agricoltura sostenibile della Regione Emilia-Romagna, sono stati elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di commercio della Romagna (Territori di Forlì-Cesena e Rimini) per l’Osservatorio economico della stessa Camera di commercio.

In particolare nella provincia di Forlì Cesena sono presenti 654 aziende agricole biologiche, considerando i Produttori agricoli, sia di produzione vegetale che zootecnico, pari al 14,7% del totale regionale e al 9,8% del totale delle imprese agricole attive (dato quest’ultimo superiore all’incidenza media regionale pari al 7,7%).

In provincia di Rimini sono presenti 221 aziende agricole biologiche, considerando i Produttori agricoli, sia di produzione vegetale che zootecnico, pari al 5,0% del totale regionale (ultima posizione) e all’8,8% del totale delle imprese agricole attive (dato quest’ultimo superiore all’incidenza media regionale pari al 7,7%).

Per convincere gli agricoltori a convertirsi al biologico e compensare i maggiori costi per le aziende la Regione eroga per i primi cinque anni dopo il passaggio al metodo “naturale” un contributo che varia dai 126 ai 742 euro ad ettaro all’anno, secondo il tipo di coltura.  Per la zootecnia i contributi variano da 370 a 425 euro  in fase di conversione e da 333 a 383 euro all’ettaro all’anno per il mantenimento. Per agevolare l’adesione al bio sono stati semplificati gli adempimenti burocratici; inoltre viene riconosciuta una priorità “trasversale” a favore del biologico per molte altre misure del Psr (formazione e informazione, investimenti in azienda, giovani, innovazione e ricerca, certificazione, ecc.).

Adempimenti per le strutture agrituristiche in attività

Cia Romagna ha predisposto un utile vademecum che ricorda e approfondisce gli adempimenti e le scadenze che le strutture agrituristiche sono chiamate a rispettare e assolvere nel corso dell’anno, così come le necessità per variazioni o adeguamenti. Ricordiamo che vi sono adempimenti che hanno scadenza annuale entro il 1 ottobre: comunicazione del periodo di apertura annuale; comunicazione variazione prezzi qualora fossero variati rispetto all’annualità precedente.

Consulta il vademecum (pdf)

Calamità, assicurazioni, credito, garanzie, sostegno alle imprese

Cia Romagna si è confrontata su questi temi con Condifesa Ravenna, Agrifidi Uno e con il consigliere regionale e vicepresidente della commissione politiche economiche della Regione Emilia-Romagna Mirco Bagnari.

 

Quello delle calamità è un argomento purtroppo sempre attuale per un settore, come quello primario, che si caratterizza per il lavoro a cielo aperto. Pesanti le ripercussioni dell’estremizzazione degli eventi meteo sull’agricoltura con aziende che si trovano a dover sempre più spesso fare i conti anche con mancanza di liquidità per progetti di investimento che, seppur oculati, rischiano di non andare a buon fine causa intemperie metereologiche o fitopatologiche.

Assicurazioni, credito, garanzie, prospettive, nuovi progetti di sostegno alle imprese gli argomenti affrontati da Danilo Misirocchi; presidente Cia Romagna; Stefano Francia, presidente Condifesa Ravenna; Fabio Pesci, direttore Condifesa Ravenna; Stefano Folli, presidente Consiglio territoriale Cia Alfonsine – Lugo; Marco Marzari, direttore Agrifidi Uno e Mirco Bagnari, consigliere regionale e vicepresidente della commissione politiche economiche della Regione Emilia-Romagna.

Durante il convegno – organizzato da Cia Romagna nell’ambito della fiera biennale di Lugo (Ra) – sono stati sviluppati i temi della copertura assicurativa e della reintegrazione della liquidità, questioni fondamentali per le aziende agricole che investono dando prospettiva all’economia del territorio.

È stata l’occasione per approfondire il ruolo dei consorzi come il Condifesa e delle cooperative come Agrifidi Uno, l’importanza del lavoro di questi soggetti che rappresentano tutte le organizzazioni del mondo agricolo e che riescono a rendere concrete le loro azioni unendo le forze e facendo sistema, interagendo con i tavoli tematici come quello Verde e con le istituzioni, a partire dalla Regione Emilia-Romagna.

Il Consigliere regionale Bagnari – sempre attento e operativo sulle varie questioni legate all’agricoltura – ha ricordato ad esempio l’accordo denominato “Investiagricoltura”: concluso nel maggio 2015 tra Regione, Agrea, consorzi fidi e numerosi istituti bancari, ha messo a disposizione risorse pari a 418 milioni fino alla fine del 2020 a favore delle aziende agricole per finanziare investimenti a condizioni vantaggiose rispetto a quelle di mercato.

«Inoltreha specificato Bagnariin questi mesi, con atti specifici dell’Assemblea, ma anche con l’impegno della Regione all’interno della Conferenza delle Regioni, abbiamo agito per sostenere il lavoro dei consorzi di difesa, che svolgono un’importante e fondamentale funzione di contrattazione e anticipazione finanziaria sulle assicurazioni a favore dei soci. Ci siamo impegnati altresì per spingere il governo a erogare la quota di contributi sulle assicurazioni agevolate che espongono in maniera pesante i consorzi, essendo in ritardo di tre anni, sollecitando anche una riforma e una semplificazione complessiva del sistema».

Programmare le semine per ottenere valore aggiunto dal mercato

Giovedì 20 settembre alle 18 nell’auditorium di Rimini Banca (via Marecchiese 227 a Rimini) si terrà l’incontro tecnico-commerciale “Programmare le semine per ottenere valore aggiunto dal mercato”, promosso da Terremerse.

Intervengono: Emilio Sabatini, direttore generale di Terremerse; Augusto Verlicchi, direttore cerealproteici Terremerse; Antonio Dall’Amore, responsabile commerciale agroforniture Terremerse.

Per motivi organizzativi, la partecipazione va confermata entro il 18 settembre telefonando ad uno dei seguenti numeri: 348_6539624 – 348_6539625.

Frutta estiva, recupero dei prezzi rispetto alle difficili annate precedenti

Secondo i dati rilevati dalla Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, in collaborazione con l’apposita Commissione, la stagione estiva appena trascorsa è stata caratterizzata da una minore produzione e da un recupero dei prezzi della frutta estiva rispetto alle difficili annate precedenti.

Analizzando i dati relativi all’andamento dei prezzi della frutta estiva in provincia di Forlì-Cesena, si evidenzia una ripresa delle quotazioni determinata dalla minor quantità di prodotto immessa sul mercato. La contrazione delle produzioni è stata indotta principalmente dalle avversità meteorologiche di fine primavera che hanno creato danni notevoli a pesche e susine e dallo spostamento della frutticoltura locale verso produzioni autunnali.

Il tema della redditività dei produttori è tuttora molto critico e le superfici coltivate sono in progressiva e forte diminuzione.

Forlì-Cesena: andamento dei prezzi della frutta estiva (pdf)

La Camera di Commercio di Ravenna ha invece pubblicato il report “Demografia delle imprese in provincia di Ravenna – 30 giugno 2018”. In generale il saldo delle imprese è ancora negativo; al 30 giugno 2018 le imprese iscritte a Ravenna sono 39.219, meno 240 rispetto alla stessa data dell’anno passato. In termini assoluti il settore più sofferente è quello del commercio (-138 unità, -1,6%) seguito dal settore dell’agricoltura che perde 132 imprese (pari al -1,8%).

Giù complessivamente anche le imprese giovanili: al 30 giugno, rispetto all’anno precedente, risultano in crescita solo nel settore agricolo (+6 unità, +3,0%) e in quello turistico (+4 unità, +1,2%).

Demografia delle imprese in provincia di Ravenna (Pdf)

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