COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

ROMAGNA

Presentato l’andamento dell’Annata Agraria 2017

17/11/2017 – Gli andamenti e le tendenze previsionali raccolte nell’Annata agraria 2017 della Cia di Ravenna sono stati presentati giovedì 16 novembre: al mattino in anteprima per la stampa in Cia e si è avuto così modo di mettere in valore anche l’esperienza delle Donne in Campo della provincia di Ravenna che hanno allestito un agri brunch superlativo: pietanze proposte realizzate con le loro produzioni, provenienti dalle loro coltivazioni e dai loro allevamenti. Hanno potato in tavola il territorio e la sua stagionalità in un inno alla genuinità, alla bontà, alla freschezza, dei prodotti e anche all’originalità, all’impegno e alla passione delle persone che come loro si prendono cura del lavoro che svolgono trasferendo emozioni e suggestioni legate al racconto di ogni scelta e abbinamento. Nel pomeriggio, alle 15.30 all’Hotel Cube, i lavori erano aperti al pubblico. L’iniziativa è stata molto partecipata ed ancora

una volta si è dimostrata per la nostra provincia un punto di riferimento per il settore, infatti erano presenti 55 ospiti in rappresentanza di istituzioni, strutture economiche, banche e rappresentanti del mondo dell’associazionismo non solo agricolo oltre al Prefetto Francesco Russo e dalla Cia Nazionale ha partecipato anche Barbara di Rollo che si occupa di tutto ciò che riguarda l’acqua anche a livello internazionale.

Come ogni edizione nel pomeriggio i lavori si sono divisi in due momenti: illustrazione dei dati e delle previsioni del settore nell’anno in corso e, a seguire, un approfondimento che quest’anno è stato dedicato alla risorsa acqua con la tavola rotonda “L’agricoltura ha sete di futuro: emergenza acqua e cambiamenti climatici”.  Intervenuto anche il Sindaco e Presidente della Provincia Michele de Pascale. Altri i sindaci presenti: Paola Pula di Conselice e Daniele Bassi di Massa Lombarda e anche i consiglieri regionali Gianni Bessi e Mirco Bagnari. Fra gli ospiti della tavola rotonda, oltre all’Assessore all’Agricoltura caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna Simona Caselli, c’erano: Alberto Asioli, Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale; Massimiliano Pederzoli, Presidente CER – Canale Emiliano Romagnolo; Pierluigi Randi, Tecnico Meteorologo Certificato di Meteocenter s.r.l.; Associazione Italiana Scienze dell’Atmosfera e Meteorologia (AISAM), Antonio Dosi, Presidente Cia Emilia Romagna. Ha moderato la tavola rotonda il giornalista Alberto Mazzotti.

Riassumendo in estrema sintesi gli andamenti e le tendenza previsionali 2017 del settore agricolo in provincia di Ravenna si registra la forte influenza dell’andamento climatico che in questo 2017 ha influito nel bene e nel male sui vari comparti agricoli creando situazioni diversficate anche all’interno degli stessi. Nel frutticolo si ricorda la pesante situazione della frutta estiva per le drupacee (albicocche, pesche, nettarine e sunsine) con abbondante produzione e prezzi all’origine inferiori anche del 50% sul 2016, a fronte di una certa positività registrata da ciliegie, mele e pere estive. Per la frutta autunno-invernale si stanno riscontrando cali produttivi ma non così drammatici come a livello nazionale nelle zone particolarmente vocate come per le mele (Trentino Alto Adige) o per l’actinidia (Lazio) ed europeo e internazionale. Per i prezzi ci sono segnali di ottimismo. L’olivicoltura provinciale registra un andamento molto positivo per quantità e qualità di olive olio. In linea con gli andamenti nazionali il vitivinicolo: calo di volume d’uva raccolta di circa il 23% e una produzione media in vino inferiore di circa il 20% sul 2016, ma situazione decisamente migliore rispetto ad altre zone italiane, e non solo. Il 2017 è stata un’annata difficile per tutte le varietà. In particolare per il territorio provinciale e romagnolo è doveroso mettere in evidenza una caratteristica distintiva degli autoctoni: Trebbiano e Sangiovese, ad esempio, hanno dato migliori soddisfazioni rispetto ai non autoctoni: hanno risentito meno rispetto ad altri (come ad esempio allo Chardonnay) delle avversità. Lavorare sugli autoctoni è molto importante come prospettiva, a fronte delle mutate e mutanti condizioni climatiche. Nel comparto cerealicolo l’annata per i cereali a paglia si è rivelata tendenzialmente favorevole per rese, qualità e aspetto sanitario. Anche i prezzi si sono rilevati in lieve rialzo, non sufficiente comunque a colmare la drammatica situazione del 2016 e ad invertire la rotta dei costi di produzione sempre difficili da coprire con la quotazione dei prezzi all’origine. Per sorgo e mais l’andamento climatico è stato alquanto penalizzante sulla produzione (-40%) e anche sulla qualità in certi casi. Le colture industriali prese in considerazione nell’Annata Agraria, ci sono produzioni in calo anche del 50%. Abbastanza positivo l’andamento per le colture oleoproteaginose, in particolare per la soia che registra un aumento di superficie coltivata in provincia di Ravenna di oltre il 51%, il girasole del 23%. Per le colture da seme l’andamento climatico dell’annata ha avuto un effetto positivo per il contenimento/controllo delle malattie fungine e sulla qualità del seme. I dati provvisori della raccolta 2017 si presentano al di sopra delle previsioni per molte specie; le brassiche hanno registrato rese quasi doppie rispetto al previsto, così pure i cavoli ibridi che hanno avuto performances migliori rispetto a quelli già eccellenti del 2016. (Fra le colture da seme esaminate: barbabietola, ortive, medica, cereali, oleaginose).  Per le colture orticole è stata un’annata segnata dall’andamento stagionale in generale sfavorevole con risultati produttivi inferiori alle medie, sia dal punto di vista qualitativo sia da quello quantitativo, con un trend positivo delle superfici e quello negativo dei prezzi. Le aziende agricole hanno dovuto impegnarsi molto per mantenere alto il livello produttivo, intensificando gli interventi irrigui a fronte del caldo torrido ed assenza di precipitazioni, aumentando quindi di molto i costi colturali. La zootecnia, che l’anno scorso ha vissuto una situazione drammatica insieme al cerealicolo, registra nel suo insieme un’inversione di tendenza in senso positivo per produzione (tendenziale aumento di allevamenti e/o capi) e prezzi e qualche timida variazione si intravede anche nei consumi di carne tendenzialmente in ripresa. Questo Pesantemente danneggiata la produzione di miele: -80% circa di perdita rispetto alla norma produttiva. L’apicoltura registra un aumentato interesse con numero di apicoltori e di alveari in crescita anche in provincia (a giugno 2017 si contavano circa 350 apicoltori e circa 10 mila alveari).

La tavola rotonda è stata aperta dal meteorologo Pierluigi Randi con un’introduzione generale sul clima. Concentrandosi sulla Romagna ha sottolineando un trend ormai pluridecennale che registra estati caldissime (9 anni siccitosi dall’inizio del millennio) e contemporanei fenomeni temporaleschi di forte intensità: i “flesh flood” (alluvioni improvvise), particolarmente pericolosi anche perché la loro predicibilità è molto bassa e solo con poche ore di preannuncio – in casi fortunati – si può prevedere la loro esatta localizzazione spazio-temporale, soprattutto se si tratta di fenomeni a piccola scala. E se nei primi giorni di agosto del 2017, in diverse zone della Romagna, si sono battuti quasi tutti i record di temperatura massima assoluta, guardando al futuro – e basandosi su fonti dell’Arpae – Randi ha previsto una temperatura media estiva che da qui al 2050 potrebbe alzarsi di 2 gradi e mezzo.

Sul tema della scarsità idrica sonno poi intervenuti diversi esperti, ognuno nel proprio ambito: il presidente del CER Massimiliano Pederzoli, per ribadire la centralità del Canale Emiliano-Romagnolo nella gestione della risorsa idrica per l’intera Romagna; Alberto Asioli, presidente del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, che ha sottolineato gli interventi realizzati dal Consorzio stesso per dare soluzioni, sebbene parziali, al problema idrico; e Barbara di Rollo, della Cia nazionale, sottolineando come il dibattito a livello globale sia ormai sintonizzato sul tema dell’acqua. L’Assessore Caselli, fra le altre cose, ha rassicurato sulle iniziative in corso e sui finanziamenti richiesti, che dovrebbero portare già dal prossimo anno ad una serie di autorizzazioni per creare nuovi bacini di stoccaggio sul territorio regionale per conservare l’acqua quando piove e usarla quando serve. Ha sottolineato poi che solo con la ricerca si può risolvere il problema in prospettiva. La chiusura della tavola rotonda è spettata al presidente regionale della Cia, Antonio Dosi, che ha tirato le fila dei vari interventi ribadendo la volontà dell’Associazione di continuare ad impegnarsi su queste tematiche.

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