COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

ROMAGNA

Aggiornamenti sul maltempo in corso

23/3/2018 – Le basse temperature di queste ultime notti possono complicare la situazione già difficile di molte colture creatasi fra fine febbraio e inizio marzo. Il problema maggiore riguarda quelle colture che hanno subito i danni del maltempo di fine febbraio-inizio marzo, in collina e in pianura: albicocchi, actinidia e pesco in particolare, ma anche olivi. In collina poi fra le altre problematiche sono da gestire anche i molti movimenti franosi verificatisi sempre a fine febbraio-inizio marzo.

Per gli albicocchi si parla di produzione pressoché azzerata; per il pesco forse è prematuro fare previsioni: qualcosa si era salvato a fine febbraio, ma a causa del freddo della notte fra il 21 e il 22 marzo qualche conseguenza è possibile. Anche per il kiwi verde il danno c’è stato a fine febbraio e questo abbassamento di temperature non dovrebbe avere complicato la situazione in quanto le gemme non sono ancora aperte. Maggior preoccupazione per il kiwi giallo, che è in una fase più avanzata di sviluppo e che inizia ad avere estensioni importanti. Per vite e susino non dovrebbero esserci nuovi problemi al momento. Preoccupazione per gli olivi che avevano sofferto a fine febbraio e per le altre piante da frutto ora in fioritura. Per il grano non si riscontrano in generale grosse problematiche: con la precedente nevicata avevano sofferto un po’ le punte delle piante perché erano le parti rimaste scoperte dalla neve caduta, in particolare in collina. Le semine, in generale, sono in ritardo a causa della pioggia e dell’acqua che ristagna nei terreni. Anche le colture portaseme (anch’esse già colpite dalle condizioni meteo di fine febbraio) sono esposte ai danni da freddo, come ad esempio la cipolla. Problemi anche per la barbabietola da seme a causa dell’acqua stagnante: se gli agricoltori non riescono a mettere a dimora entro marzo le piantine (che hanno già comprato), saranno costretti ad orientarsi verso colture alternative, con costi che si aggiungono a costi. Per le colture già seminate è ancora presto fare previsioni.

È importante effettuare le segnalazioni agli uffici competenti. Le azioni in aiuto agli agricoltori che si vedranno riconoscere la calamità sono, prima di tutto, esonero contributivo ed esenzione fiscale. Verificata l’entità dei danni si valuterà se ci sono le condizioni per far scattare interventi straordinari e/o altre forme di intervento.

Per conoscere le conseguenze del ritorno del freddo della notte fra il 21 e il 22 marzo servono un paio di giorni. È riapparsa la neve in collina a partire dai 300 metri di altitudine e il manto ha raggiunto i 25/30 cm di altezza. Anche in pianura il freddo si è fatto sentire: pur con differenze da zona a zona, ci sono aree che hanno registrato nella notte e nella prima mattina del 22 marzo (fra le 4 e le 5) temperature intorno a 2/3 gradi sottozero e in altre invece il termometro ha segnato anche -5 gradi e oltre.

Per avere un quadro completo della situazione, mettendo insieme i danni del maltempo di fine febbraio-inizio marzo e gli effetti del freddo di queste giornate (21-22 marzo) sulle colture dovremo aspettare una quindicina di giorni. Ai danni di fine febbraio è presumibile si aggiungano quelli di stanotte che, anche se di minore entità, si sommano in alcuni casi a condizioni già molto difficili. Preoccupa il vento freddo da est del 22 marzo perché presumibilmente porterà temperature sotto zero nella notte, forse ancora più in discesa rispetto alle ultime registrate. Bisogna vedere come evolve la situazione meteo nei prossimi giorni e anche quanto impiegherà la neve a sciogliersi.

Con il mese di gennaio caldo le piante hanno lavorato e com’è capitato con gli albicocchi poi ci si è scontrati con il gelo: in collina, ad esempio, a fine febbraio le temperature sono scese fino a -15, già a -9 gradi dalle ore 20 e tali restavano fino alle 10 del mattino successivo. Con questo calo di marzo e con quello previsto ancora per un’altra notte almeno, se qualcosa era rimasto nelle piante già duramente colpite forse non ci sarà più perché la sofferenza precedente è stata elevata.

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