COMUNICATI STAMPA ROMAGNA

ROMAGNA

Accordo pomodoro da industria

13/03/2017 – Il commento di Antonio Dosi, presidente della Cia Emilia Romagna: “Un accordo in cui sembra che i produttori agricoli non abbiano avuto nessun tipo di tutela a giudicare dal prezzo per quintale di pomodoro da industria che è inferiore nettamente rispetto allo scorso anno e che perde in un biennio un 15% di valore”.

È questo il commento amaro di Antonio Dosi, presidente della Cia Emilia Romagna, che punta il dito su un accordo in cui la parte industriale “di fatto non rischia nulla. I rischi di mercato, in pratica, se li accolla solo il produttore che è quello che mette a disposizione la materia prima e per la quale viene pagato pochissimo: basta vedere il prezzo del pomodoro in campo e il valore del trasformato sui banchi della spesa. Responsabilizzare i singoli produttori nel rispettare i quantitativi di pomodoro assegnato e legare il prezzo del prodotto ai costi di produzione – conclude Dosi – In questo modo automaticamente si tutela tutto il comparto”. L’Accordo fissa il prezzo a 79,75 euro a tonnellata. Lo scorso anno il prezzo reale era stato fissato a 82,95 euro alla tonnellata, l’8% in meno rispetto al 2015. Scende ancora il valore del pomodoro, nonostante i costi di produzione non siano diminuiti. Il sistema del Nord Italia è in difficoltà. Ci sono infatti produttori cui devono ancora essere liquidate le consegne 2016 da strutture in crisi, con conseguenze che potrebbero essere pesanti per gli stessi produttori, per i lavoratori, per parte dell’indotto. Complicata anche la programmazione, non sapendo se le industrie conserviere in oggetto faranno o meno la campagna 2017 e da sole valgono oltre 400mila tonnellate. Il quantitativo massimo di pomodoro da trasformare per il 2017 è stato fissato a 1,7 milioni di tonnellate, a fronte di una fascia di neutralità di 2,4-2,5 milioni (erano 2,35-2,55 milioni di ton nel 2016). Oltre al tetto massimo contrattato, per ogni tonnellata in più i produttori pagheranno una penalità di 20 euro: un disincentivo per evitare eccedenze pericolose per la stabilità del mercato. Sul pomodoro biologico c’è uno specifico capitolato.

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