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30/01/18 – GRANO DURO PER BARILLA

Rinnovato per un biennio l’accordo regionale

Programmate 120mila tonnellate l’anno

Più remuneratività per le imprese agricole, più qualità per i consumatori e produzioni più sostenibili, grazie

all’adozione di tecniche agronomiche che riducono in misura significativa l’impatto sull’ambiente. Sono gli aspetti chiave dell’accordo di filiera triennale (2017-2019) per il grano duro di elevato standard qualitativo tra la Barilla, leader mondiale per la pasta, e le principali organizzazioni di produttori cerealicoli dell’Emilia-Romagna, che hanno sottoscritto a Bologna, presso la sede della Regione, il rinnovo dell’intesa quadro nella parte economica e nei requisiti di qualità della materia prima, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli.

Quantitativi e superfici interessate
L’accordo, promosso dalla Regione, prevede la fornitura all’azienda di Parma di un quantitativo di 120mila tonnellate per quest’anno e per il 2019, per una superficie coltivata di circa 20mila ettari all’anno, e rappresenta un modello di organizzazione della filiera, dal campo alla tavola, che nei suoi dodici anni di vita – è stato infatti siglato per la prima volta nel 2006 – ha consentito di far nascere in Emilia-Romagna un polo di eccellenza per la produzione di grano duro di alta qualità. Un prodotto dalle caratteristiche ideali per la pasta “top quality” firmata Barilla, competitivo rispetto ai grani di importazione, e che al tempo stesso offre agli agricoltori l’opportunità di uno sbocco commerciale interessante sotto il profilo economico, anche grazie ai premi legati alla qualità e ai contributi governativi, in un comparto – quello delle commodity – sottoposto a forti oscillazioni di prezzo sui mercati internazionali.

L’altra novità sostanziale scaturita dal rinnovo dell’intesa per il biennio 2018-2109 riguarda l’incremento di cinque euro a tonnellata del prezzo garantito per una quota prefissata del 30% della produzione conferita; aumento che farà così salire il compenso pagato agli agricoltori dai 240 euro a tonnellata per il grano con contenuto proteico del 13%, ai 250 euro nel caso di una percentuale del 13,5%, per arrivare infine a toccare i 260 euro, sempre a tonnellata, per merce con contenuto di proteine uguale o superiore al 14%.
Per il pagamento della restante quota del 70% del prodotto conferito si farà invece riferimento ai listini della Borsa merci di Bologna: prezzo al quale si aggiungono poi i premi legati ai parametri di qualità e all’adesione agli impegni previsti dall’accordo.

In più gli agricoltori potranno accedere ai contributi per ettaro stanziati dal ministero delle Politiche agricole per chi aderisce ai contratti di filiera di durata triennale.

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