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27/01/18 – VENTENNALE AGRIMPRESA

Un compleanno importante, una bellissima testimonianza

In occasione del ventennale del giornale pubblichiamo integralmente un altro contributo reggiano, quello di Roberto Lugli che è stato direttore per i primi anni della nuova testata regionale

“Agrimpresa” festeggia un compleanno importante. Vent’anni, per un periodico edito da un’Organizzazione professionale, è una bellissima testimonianza nel panorama della informazione di categoria. Dal punto di vista politico-sindacale conferma la scelta di un’Organizzazione matura di rapportarsi lealmente con gli associati e i propri interlocutori; sul piano strettamente professionale la sua vitalità trova rispondenza nell’affetto dei lettori che lo seguono ininterrottamente con interesse da due decenni.

Il nuovo giornale ebbe una gestazione abbastanza turbolenta. Il progetto originario che mi fu richiesto di redigere venne presentato alle CIA provinciali all’inizio del ’94. Ci si proponeva di ottimizzare ogni risorsa ma, nel contempo, si chiedeva il sacrificio di abbandonare le pubblicazioni locali: decenni di esperienze con le quali erano ben documentate le storie meravigliose del nostro movimento contadino e cooperativo.
Alle raccolte de “Il Lavoratore dei Campi”, ad esempio, facevano ricorso ricercatori storici e laureandi; non di rado le sue colonne erano fonte preziosa di notizie per diversi quotidiani provinciali. In occasione del 50esimo ed ultimo compleanno venne addirittura indetto un concorso in memoria del suo fondatore (Silvio Fantuzzi), patrocinato dall’Ordine dei giornalisti; degno pensionamento per un grande cronista nato nel ’47 in piena fase Costituente, testimone audace dalle conquiste bracciantili al superamento della mezzadria, portavoce fedele degli imprenditori mezzo secolo dopo, divulgatore della cultura politica di un’Organizzazione che si è spesa per il progresso dell’agricoltura.

L’“operazione giornale” diede il via a un intenso dibattito tra le Presidenze provinciali e il Regionale, consigliando al presidente della CIA emiliano-romagnola, Alberto Gherpelli, nel settembre ’96, una prudente pausa di riflessione.
In verità si trattò di un periodo abbastanza breve. Già nell’agosto ’97, infatti, un gruppo di lavoro coordinato dal direttore Mario Pretolani portava a termine il “Progetto di riordino stampa regionale”; il genoma di “Agrimpresa: settimanale della CIA dell’Emilia-Romagna” che vide le stampe l’anno successivo, in una fase di piena crisi per l’agricoltura.
L’andamento negativo dei prezzi, la politica agricola comunitaria sempre più “nemica” dell’area mediterranea, un’offerta di mercato tutt’altro che “Alla pari” con il resto della filiera sono tra i principali responsabili dei bassi redditi delle imprese e delineano una “moderna questione agraria” che non può essere responsabilmente rinviata.

La CIA mette in campo la proposta della qualità dei prodotti, dell’innovazione tecnico-scientifica, dell’associazionismo di prodotto, della competitività e riafferma il valore della legalità: le “quote latte” vanno sì rinegoziate, ma ancor prima devono essere rispettate.
“Produrre meno, produrre meglio” lo slogan scelto dalla CIA presieduta da Giuseppe Avolio; a distanza di un paio di decenni, quel manifesto è divenuto patrimonio comune di un’agricoltura italiana che, nel mondo, ha successo proprio per la qualità che essa produce.
Si apre così una stagione di grande impegno per una CIA dialogante, gelosa della propria legittima autonomia, paziente tessitrice di indispensabili rapporti unitari (a proposito: “Agrinsieme” è al suo primo lustro di vita).

Ad “Agrimpresa” è richiesto di dar conto dell’azione sindacale della CIA, così come delle opportunità per le imprese (fiscali, economiche, previdenziali, ecc.). I suoi redattori vengono incoraggiati a collaborare con emittenti e quotidiani locali per sensibilizzare un’opinione pubblica che appare disinformata in tema di agricoltura.
In origine la tiratura di “Agrimpresa” è di 30mila copie settimanali, formato tabloid, due colori, foliazione 12-16 pagine da “riempiere” tutte le sacrosante settimane ma il tantissimo materiale notiziabile che arriva dalle province, dal Nazionale e dallo stesso Regionale non lascia spazio ad angosciosi “incubi da folio bianco”.

Ho avuto l’onore di tenerlo a battesimo, di dirigerlo fino al 2001. Preziosissima la collaborazione di bravi colleghi che l’occasione merita di ricordare: Maurizio Del Vecchio, Claudio Ferri, Bruno Monesi, Gabriele Papi, il Passator Cortese, Paola Pula, Gianni Verzelloni. Insieme a loro ho potuto condividere un mestiere bellissimo, impegnativo quanto formativo, dove per un vecchio gioco delle parti le critiche prevalgono sempre sulle gratificazioni: dimostrazione palese che il giornale è seguito con attenzione.
Il settimanale della CIA dell’Emilia-Romagna ha costituito un’esperienza unica in Italia. Oggi è un mensile autorevole e sotto la sua testata si tengono riuscitissimi convegni come quello organizzato di recente a Bologna presso il Parco agroalimentare più grande del mondo.

Auguri “Agrimpresa” e buon lavoro a tutti coloro che proseguono l’opera di renderti utile, a conferma della giusta ambizione che ha caratterizzato dall’inizio questa splendida avventura: migliorare ciò che si eredita.

Roberto Lugli

agrimpresa, ventennale

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