COMUNICATI STAMPA

EMILIA ROMAGNA

23/1/2018 – 7° Assemblea elettiva Cia: Marco Bergami riconfermato al vertice dell’associazione bolognese

Innovazione produttiva, meno burocrazia, controllo efficace della fauna selvatica e una Politica agricola efficace per i produttori: questi alcuni dei temi affrontati nel corso della settima Assemblea elettiva della Cia – Agricoltori Italiani –  Città metropolitana di Bologna

Marco Bergami riconfermato al vertice dell’associazione che ha festeggiato anche i 40 anni della fondazione: ora la Confederazione associa più di tremila imprenditori, da lavoro a settanta dipendenti ed ha un volume d’affari di 3.8 milioni di euro
“Con Fico, che abbiamo sostenuto sin dall’inizio, ci attendiamo una ulteriore valorizzazione del made in italy dove le nostre produzioni di qualità sono ben rappresentate”

BOLOGNA, 23 GENNAIO 2018 – “La Città Metropolitana è una grande opportunità: riteniamo necessario e utile per tutti che si vada a individuare una figura politica che funga da punto di riferimento per le organizzazioni agricole e la nuova Istituzione locale allo scopo di comprendere meglio i problemi e i bisogni dei produttori”. Lo ha detto Marco Bergami nel corso della settima Assemblea  elettiva della Cia bolognese che la ha riconfermato alla guida dell’organizzazione per un altro mandato.

 

Il congresso provinciale si è tenuto il 23 gennaio dopo un confronto con centinaia di imprenditori associati tenuto nelle 5 assemblee zonali e che hanno avuto inizio dal 12 dicembre dello scorso anno. Cia  – Agricoltori Italiani ha inoltre celebrato i 40 anni di fondazione: alla fine del 1977, infatti,  Alleanza contadini, Federmezzadri e Unione coltivatori italiani diedero vita ad un processo di configurazione della rappresentanza in agricoltura costituendo la Cic (Confederazione italiana agricoltori), successivamente diventata Cia.

 

“Innovare per vincere le sfide: è questo l’invito che richiama la nostra assemblea elettiva – ha detto Bergami – esortazione che ci ricorda ancora una volta che per affrontare il futuro occorre necessariamente innovare, innovare non solo nelle tecniche di produzione, ma avendo ben presente l’esigenza di assicurare una crescente sostenibilità ambientale. É fondamentale inoltre rafforzare l’aggregazione e lo sviluppo dell’economia contrattuale. Il raggruppamento, poi, non è un bene in sè, lo diventa se permette di raggiungere condizioni economiche che realizzano efficaci strategie di mercato”.
Bergami sottolinea come  agricoltura digitale, automazione, agroecologia, biotecnologie e miglioramento genetico siano fondamentali per il progresso dell’agricoltura. “L’innovazione dovrà puntare sulle moderne tecniche della cisgenetica e soprattutto del genome editing, che permettono di superare la questione degli Ogm e di rilanciare la ricerca anche sulle varietà, cultivar e razze minori, valorizzando la biodiversità e la tipicità. Riguardo ai processi di semplificazione la Cia, oltre a salutare con favore il percorso di rafforzamento delle Unione dei Comuni, ribadisce che “la burocrazia in agricoltura è un ‘temibile avversario’ per le imprese, sempre più pressate da adempimenti e da più istituzioni”.
Politica agricola comunitaria: Bergami ha ricordato che ‘Agenda 2030’ con i suoi 17 obiettivi traccia la principale strada da seguire. “L’agricoltura multifunzionale e pluriattiva può essere uno dei fattori propulsivi per la crescita complessiva del Paese – ha proseguito il presidente Cia – perché il nostro settore negli anni appena trascorsi, a differenza degli altri comparti della nostra economia, è continuato a crescere, incrementando il numero degli occupati e confermandosi il settore economico che si muove in controtendenza rispetto all’andamento complessivo del Paese. Si vedono segnali positivi nell’insediamento di giovani, uomini e donne, che vedono nell’agricoltura la possibilità di costruirsi un futuro, spesso innovando processi produttivi e prodotti, per rispondere alle richieste di un mercato in continua evoluzione”.

Sul versante dei redditi Cia continua a registrare un ingiustificabile divario tra prezzi dei prodotti pagati dal consumatore e prezzi ricevuti dai produttori. “É un fenomeno questo che ha raggiunto ormai livelli tali d’insostenibilità da mettere a rischio la tenuta d’interi settori produttivi e, conseguentemente di un gran numero di aziende”, ha chiosato Bergami. Sull’unità del mondo agricolo Bergami ha ravvisato passi avanti, anche grazie ad “Alleanza per l’Agricoltura” (un coordinamento composto da Cia, Confagricoltura, Copagri e Ugc). “Esprimo tuttavia il mio rammarico per non essere riusciti a presentare un’unica lista per il prossimo rinnovo del Consiglio della Camera di Commercio perché chiunque andrà a rappresentare l’agricoltura avrebbe avuto più forza se fosse stato espressione dell’intero settore”.
“Il mandato che si è concluso ha visto tuttavia l’avvio e il consolidamento di una graduale integrazione tra la Cia di Bologna e la Cia di Modena che sta realizzando in questo modo le utili sinergie per erogare servizi qualificati e più competitivi”.
Agricoltura innovativa, produzioni biologiche, energie rinnovabili, valorizzazione del il patrimonio forestale, nonché delle aree periurbane e metropolitane per produzione di cibo, gestione del territorio e realizzazione di servizi sociali sono i valori che porta avanti la Confederazione.
Creazione di “Reti d’impresa territoriali” capaci di mettere in trasparenza l’intero processo che porta i prodotti agricoli e alimentari locali sulle tavole dei consumatori è un altro obiettivo della Confederazione che chiede ulteriori politiche a supporto della internazionalizzazione delle aziende. “Con l’avvio di Fico, che abbiamo sostenuto sin dall’inizio, attendiamo poi una ulteriore valorizzazione del made in italy dove le nostre produzioni di qualità sono ben rappresentate”.

Sul welfare, poi, Cia propone, per il calcolo delle pensioni dei coltivatori diretti e degli Imprenditori a titolo principale, l’istituzione di una “pensione base”, in aggiunta a quella liquidata interamente con il sistema contributivo, per garantire pensioni dignitose agli agricoltori italiani.Infine l’annoso tema dei danni da fauna: “Occorre affrontare con determinazione il problema, talvolta insostenibile, della fauna selvatica, passando dalla logica della mera conservazione a quella della corretta gestione. Per il contenimento delle specie in eccesso non si può confidare solo sulla caccia – ha concluso Bergami – ma bisogna potenziare l’azione del personale istituzionale e le misure di autotutela esercitata dai proprietari/conduttori dei fondi. È assolutamente necessario, inoltre, garantire con opportuni provvedimenti il pieno risarcimento dei danni, superando i limiti imposti dal “de minimis”.A breve sarà approvato il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale al quale abbiamo a più riprese presentato nostre osservazioni. L’obiettivo, ormai chiaro, del nuovo piano faunistico venatorio è la diminuzione della fauna selvatica attraverso una gestione concreta ed efficace perché noi vogliamo continuare a fare agricoltura”.

 

La Cia di Bologna in cifre

La Cia di Bologna associa 3.063 imprenditori agricoli (oltre a 469 coadiuvanti). Sono impegnati nell’attività quotidiana 70 dipendenti dislocati in 6 sedi zonali e 25 uffici comunali, generando un volume d’affari di 3.8 milioni di euro. Mediamente, all’anno, realizza servizi e pratiche per un totale di 24.000 movimenti.

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