COMUNICATI STAMPA REGGIO EMILIA

REGGIO EMILIA

22/09/16 – REVISIONE PAC

Agrinsieme: fronte comune dei Paesi del Sud Europa

L’iniziativa del coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Aci agroalimentare per trovare una posizione forte e condivisa e orientare le scelte di Bruxelles

L’agricoltura, e in particolare i produttori del Sud Europa, hanno bisogno di fare un passo avanti nell’agenda economica dell’Ue dei prossimi anni, per produrre di più e in modo più sostenibile, e per aumentare la competitività dei nostri agricoltori e cooperative. Muove da qui la proposta di Agrinsieme dal primo meeeting dei Paesi del Sud Europa che si è tenuto a Roma e che ha visto protagoniste le organizzazioni agricole e della cooperazione dei cinque Paesi del Sud Europa (Italia, Spagna, Francia, Grecia e Portogallo), che rappresentano il 45% della produzione agricola e dei pagamenti della Pac dell’UE28.  
E’ indubbio -secondo Agrinsieme- che l’attuale quadro di riferimento stia mostrando molte fragilità: l’evoluzione delle varie filiere produttive è caratterizzata da forte instabilità di mercato che sta determinando una riduzione dei prezzi e ad un freno alla redditività agricola, già strutturalmente inferiore, specie nell’Europa meridionale, rispetto agli altri settori produttivi.
A tre anni dall’avvio operativo della riforma, l’impianto complessivo delle misure europee si sta dimostrando poco adeguato a rispondere alle profonde trasformazioni del mercato globale, non riuscendo a difendere i redditi dei produttori agricoli.
Di fronte a questa situazione la Pac (Politica agricola comune) -sottolinea Agrinsieme- sta mostrando scarsa capacità di risposta e di prospettiva strategica. La riforma avrebbe dovuto favorire una “crescita intelligente” oltre che sostenibile ed inclusiva, ma non sembra riesca a incentivare e promuovere la diffusione di innovazioni tecnologiche, organizzative e commerciali.
La Pac -continua Agrinsieme- denota tutti i suoi limiti nel raggiungimento degli obiettivi iniziali. Questi limiti si manifestano in modo diverso in tutta l’Unione europea e spesso più gravemente quando si tratta dei sistemi produttivi dell’agricoltura del Sud Europa.

Essenziale -è emerso ed è stato condiviso- un approccio alla politica commerciale europea che miri a una maggiore tutela degli interessi difensivi e offensivi dei Paesi del Sud Europa. Vanno eliminate le barriere, specie quelle non tariffarie, che limitano il  nostro export, evitando l’import di prodotti che possono costituire una minaccia sanitaria e fitosanitaria e soprattutto valutando preventivamente e con accuratezza gli effetti degli accordi commerciali negoziati dalla Ue coni Paesi terzi che devono sempre basarsi su una effettiva reciprocità delle regole e garantire un approccio win win, ovvero di mutuo vantaggio.

Pac, revisione

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