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21/01/17 – CONTROLLO BIOLOGICO

Al gambero della Luisiana ci pensa l’airone

Questo piccolo crostaceo è un pericolo per l’ecosistema, ma negli ultimi anni è diminuito perché diventato preda dei volatili. Uno straordinario serie di scatti lo dimostra

Una buona notizia per il Mantovano, il Reggiano, ma non solo. Gli aironi bianchi e cenerini sono ghiotti dei nemici degli argini. E da quando hanno ripopolato nuovamente le nostre terre si stanno trasformano in una preziosissima risorsa per arginare la proliferazione del temuto gambero della Luisiana. Lo dimostra, peraltro, una straordinaria serie di scatti di un dipendente del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po dove si dimostra la predazione del temuto crostaceo che può raggiungere fino ai 15 cm di lunghezza e che, fin dai sui primi avvistamenti nel 2005, ha provocato danni in Italia, ed anche ai canali (oltre 1.000 km) del Consorzio di Bonifica mantovano e reggiano.

“Questo crostaceo alloctono, immesso incoscientemente nell’ambiente, è un grande problema per le sponde dei canali di bonifica e dei fiumi – spiega  Ada Giorgi, Presidente del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po – . Con la sua intensa attività di scavo, provoca il rammollimento dell’argille delle sponde che è la causa del loro cedimento, spesso improvviso, con rischio di esondazioni… Ricordiamo che i nostri canali per lo scolo, nei periodi piovosi, possono raggiungere gli stessi massimi livelli che solitamente permangono per mesi durante l’estate al fine di garantire l’irrigazione nelle nostre campagne. I cedimenti arginali hanno spesso costi di ripristino molto elevati per il consorzio e la collettività”. La novità è che per merito della presenza dell’airone, che sta ripopolando le nostre terre e i nostri canali da qualche lustro, il numero dei crostacei è diminuito visibilmente. 

“I gamberi – spiega Stefano Lasagni, guardiano idraulico del Consorzio di Bonifica Terre dei Gonzaga in Destra Po autore delle foto che dimostrano questo contenimento naturale della specie – , sono un problema anche per i tanti pescatori che continuano a lamentarsi perché i gamberi si nutrono anche delle loro esche. Il crostaceo è pericoloso perché scava le tane nelle sponde dei canali, provocando fori anche di un metro di profondità, trasformando la sponda in una specie di ‘groviera’. Gli aironi finora si dimostrano uno dei pochi rimedi sicuri contro il gambero della Luisiana che, importato per scopi alimentari, è diventato negli anni un serio pericolo per agricoltura, pesca e altre attività umane”.

L’airone cinerino, originario dell’Africa

Originario dell’Africa, l’airone cinerino (Ardea cinerea) è ormai diffuso da alcuni anni nel nostro territorio ed è specie protetta. In Pianura Padana predilige sostare lungo i fiumi, ma lo si può osservare anche in Piemonte, Veneto e Toscana. Amante delle zone umide d’acqua dolce, come le aree lagunari e cave d’argilla, l’uccello si distingue dagli altri volatili per le grandi dimensioni: da adulto infatti raggiunge 1,5 m di altezza e fino a un massimo di 2 kg di peso. Dal coloro grigiastro durante l’età giovanile, diventa striato con un ciuffo pronunciato sulla nuca da adulto. La sua alimentazione prevede pesci, rane, girini, bisce d’acqua, invertebrati, crostacei e piccoli mammiferi.

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