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17/08/17 – FIORI NEL PIATTO

Con un petalo il piatto diventa più salutare

Si diffonde la moda di usare i fiori come ingredienti in cucina

L’uso in cucina dei fiori risale a migliaia di anni fa, dalla civiltà cinese alla greca.

In Italia siamo abituati a mangiare quelli di zucca ma negli ultimi anni diversi chef hanno scoperto come dare colore e sapore ai loro piatti utilizzando tanti altri fiori commestibili.

Oltre che belli da vedere, i petali nel piatto, secondo una recente ricerca condotta dal dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Pisa pubblicata sulla rivista Scientia Horticulturae, fanno anche bene alla salute. Prendendo in esame 12 specie comunemente utilizzate solo come piante ornamentali, dalla viola alla petunia alla fucsia, gli studiosi hanno scoperto che il potere antiossidante dei fiori è significativamente superiore a quello dei comuni ortaggi da foglia. «Parte di questa elevata attività antiossidante è dovuta all’alto contenuto di antociani, almeno nel caso dei fiori con colorazioni rosso o blu», hanno spiegato i ricercatori, «infatti le migliori proprietà nutraceutiche sono presenti nei fiori più pigmentati».

Lo studio, attraverso dei test di assaggio, ha anche cercato di valutare l’appetibilità dei fiori. Alcuni, come la fucsia, sono risultati sgradevoli, mentre altri sono stati apprezzati: tra loro il nasturzio, il cui gusto ricorda il ravanello, la begonia che richiama il limone o l’ageratum che sa di carota. Concludono i ricercatori: «I fiori hanno sapori speziati, acidi, talvolta simili ai comuni ortaggi ma con una consistenza diversa, più soffice e profumata. E sebbene non possano diventare un alimento base della nostra dieta costituiscono una importante opportunità in termini di sapori e salute».

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