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17/02/18 – ORIGINE PASTA E RISO

Riso e pasta, arriva l’obbligo di origine in etichetta

In vigore fino a quando non sarà attiva la normativa europea (nel 2019) che risulta però insoddisfacente (N.d.R.)

Arriva in etichetta l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta.

Sono entrati pienamente in vigore, infatti, i decreti firmati dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda che consentono ai consumatori di conoscere il luogo di coltivazione del grano e del riso in modo chiaro sulle confezioni. La sperimentazione è prevista per due anni, fa sapere il Ministero delle Politiche agricole.

I decreti rimarranno in vigore fino alla piena attuazione del regolamento Ue n. 1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l’applicazione all’adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati.

Il decreto grano/pasta prevede, in particolare, che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture:
 a) Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;
 b) Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.

Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.

L’indicazione in etichetta dell’origine per il riso deve riportare le diciture “Paese di coltivazione del riso”, “Paese di lavorazione” e “Paese di confezionamento”. Qualora le fasi di coltivazione, lavorazione e confezionamento del riso avvengano nello stesso Paese, può essere recata in etichetta la dicitura “origine del riso”, seguita dal nome del Paese. In caso di riso coltivato o lavorato in più Paesi, possono essere utilizzate le diciture “UE”, “non UE”, ed “UE e non UE”.

Ma, fa notare ad esempio “il fatto alimentare”, per la pasta 100% italiana ed il riso la normativa è superata dai fatti: questa infatti già da anni è ben evidenziata dai produttori sulle confezioni.

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