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13/02/17 MAL DELL’ESCA

La chirurgia nel vigneto

Con la dendrochirurgia il 90% delle piante torna produttivo al 100%, secondo gli inventori di questa tecnica 

Si chiama dendrochirurgia ed è la tecnica di interventi messi a punto da Marco Simonit e Pierpaolo Sirch per salvare i vigneti dal mal d’esca senza estirparli.

E la tecnica pare dare risultati interessanti con il 90% delle piante operate tornato pienamente produttivo.

«Banalizzando, si può paragonare il nostro intervento a quanto fa un dentista per curare una carie. Utilizzando delle piccole motoseghe, apriamo il tronco ed asportiamo la parte intaccata dal mal d’esca. La pianta «disintossicata» dalla malattia, riacquista nel giro di poco tempo vigore, riprende a fruttificare e torna pienamente produttiva», spiega Marco Simonit. Il mal d’esca è probabilmente la più grave e diffusa malattia che colpisce i vigneti di tutto il mondo, e in particolar modo quelli europei.

La tecnica «chirurgica», messa a punto dai due che si definiscono «preparatori d’uva», evita che le piante ammalate siano estirpate e sostituite. Si tratta di un risultato sia per la qualità dei vini sia per la ricaduta economica. E avere delle piante più longeve possibile è un’esigenza sentita da tutti i vignaioli, visto che così viene garantita la continuità qualitativa e la riconoscibilita dei loro vini.

La dendrochirurgia consente inoltre alle aziende di risparmiare il costo dei reimpianto, e, ovviamente, viene evitata la mancata produzione da parte delle nuove piante per almeno tre anni.

Le prime prove sono state fatte nel 2011 a Chateau Reynon, quindi da Schiopetto in Friuli e da Bellavista in Franciacorta. In sei anni di lavoro e sperimentazione, il gruppo di lavoro si Simonit e Sirch è intervenuto su 10 mila piante di cinque varietà (Sauvignon blanc, Chardonnay, Cabernet, Sauvignon, Cabernet Franc, Pinot nero), in vigneti italiani e francesi di sei regioni viticole: Collio, Isonzo, Franciacorta, Bolgheri, Champagne, Borgogna, Bordeaux. «Dal 2013 al 2016, il 90% delle piante di Sauvignon operate nell’azienda Schiopetto sono tornate produttive e addirittura il 96% di quelle di Chateau Reynon. Adesso dobbiamo verificare quale sia il miglior periodo dell’anno per intervenire, con quanta frequenza dobbiamo farlo, quante piante può operare al giorno una persona, per quanto tempo le piante che operiamo rimangono asintomatiche».

(di Andrea Settefonti – estratto da Italia Oggi)

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