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13/01/17 – PRODUZIONE MIELE

Annata disastrosa con un calo che ha avuto punte del 70%

Un risultato che ci riporta agli anni 80 del secolo scorso

Il 2016 è l’annus horribilis dell’apicoltura italiana,

il peggiore degli ultimi 35 secondo i dati diffusi nei mesi scorsi da Conapi (Consorzio nazionale apicoltori) e dall’Osservatorio nazionale miele: «La raccolta è crollata del 70% in Piemonte, Lombardia, Veneto, Sicilia, dove si producono i due tipi di miele più diffusi, acacia e agrumi — secondo il presidente dell’Osservatorio Giancarlo Naldi —. La siccità dell’inverno e il maltempo della primavera hanno bloccato le api». Ma c’entrano anche i fitofarmaci usati in agricoltura: «Purtroppo da due anni non abbiamo più dati precisi sugli avvelenamenti perché il sistema di monitoraggio ministeriale Bee Net non è stato rifinanziato, ma le api sono diminuite in tutta Italia», aggiunge il presidente Conapi Diego Pagani.

Le conseguenze? Meno miele italiano (di ottima qualità, molto controllato, a lunga scadenza) nei supermercati, rincari fino al 20 per cento e importazioni in aumento con il rischio di trovare sugli scaffali le miscele cinesi.

L’Italia è l’unico Paese al mondo in cui si producono 40 varietà di miele «monoflora», cioè proveniente da un’unica pianta: «Una biodi- versità straordinaria, approfittiamone», è l’appello dei produttori.

miele, produzione

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