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05/05/2012 – Lettera aperta dei giovani Agricoltori

Lettera aperta dei giovani agricoltori ai Sindaci e alle forze politiche del territorio.

Prendiamo spunto dall’iniziativa promossa dall’Assessorato Agricoltura della Regione Emilia Romagna, tenutasi lunedì 16 aprile alla presenza del Ministro delle politiche agricole e forestali dott. Mario Catania dal titolo “ ORTOFRUTTA – Nuovi strumenti per la stabilità del settore- insieme progettiamo il futuro”, per trarne alcune considerazioni ed elementi di riflessione che vorremmo fossero patrimonio comune anche delle istituzioni e del sistema politico sindacale ed economico del nostro territorio. In sintesi i termini usati che più ci hanno colpito in questo incontro sono stati: “condivisione, pronunciamento, chiarezza, stabilizzazione dei redditi, patto per cambiare davvero, a vantaggio di tutti, partire da subito, fare sistema con i paesi europei ortofrutticoli”. La relazione dell’Assessore Rabboni, regista di questa operazione, li conteneva tutti, cosi come gli interventi successivi dei diversi rappresentanti sindacali ed economici. L’intervento del Ministro in linea con quanti lo hanno preceduto, ha dimostrato chiaramente, in termini positivi, cosa significa avere un tecnico, profondo conoscitore della materia , titolare di questa difficile poltrona ministeriale. Ci hanno colpito diverse delle sue affermazioni, una in particolare: guardare con mente laica ai problemi del settore, non essere contro a priori a strumenti come le OP (Organizzazioni di prodotto) o le cooperative agricole, ma ricercare e costruire  anche nuovi strumenti utili alla commercializzazione dei prodotti, l’importante è che rimanga centrale la creazione di reddito per le aziende agricole. Come giovani agricoltori al di là di condividere la strategia presentata dall’assessore Rabboni:
1. autogoverno delle produzioni e immissioni sul mercato tramite gli organismi interprofessionali, territoriali e nazionali ;
2.  assicurare il reddito aziendale dalle crisi di mercato e non solo dagli eventi naturali;
3.  riconoscimento delle specificità ambientali del comparto ortofrutticolo in termini di fissazione della CO2 al fine di beneficiare a pieno titolo dei sostegni erogati dalla nuova stagione della Politica agricola Comunitaria;
4. stabilizzare il comparto in primo luogo tramite una rivisitazione dei ritiri dei prodotti eccedentari per prevenire crisi di mercato in secondo luogo tramite un fondo auto finanziato nell’ambito delle Associazioni di OP ecc . per aprire nuovi mercati ;
5. garantire una buona applicazione dell’art. 62 del DL Liberalizzazioni che prevede l’obbligo dei contratti scritti nei rapporti di fornitura, tempi massimi di pagamento e il divieto di pratiche commerciali scorrette;
vogliamo sottolineare alcuni aspetti per noi fondamentali:
a) I piani operativi delle OP operanti nella nostra Regione che utilizzano risorse finanziarie pubbliche (circa 600 Milioni di euro dal 2005 ad oggi) nell’ambito dell’OCM (Organizzazione Comune di Mercato) frutticolo,  vanno rivisti in un ottica di progettazione territoriale ovvero non possiamo avere sullo stesso territorio di produzione piani industriali che viaggiano in parallelo senza incontrarsi. Va bene aumentare la concentrazione dell’offerta , ma vi deve essere di pari passo un aumento dell’efficienza e della qualità della spesa in capo a queste concentrazioni. La Regione e le forze politiche devono avere più coraggio a sostenere questa innovazione, quando si va all’estero per aprire nuovi mercati dobbiamo andarci con una progettazione condivisa. E pensiamo che questa condizione sia ancora di là da venire. L’erogazione di contributi pubblici, soldi di tutti i cittadini, deve essere subordinata a questa visione.
b) Sono maturi i tempi per definire nuovi strumenti e finanziamenti atti a favorire l’aggregazione delle imprese agricole dal punto di vista gestionale, non patrimoniale. E’ necessario aprire una riflessione su questi temi per tempo.
c) In merito all’applicazione dell’art. 62 va stigmatizzato il comportamento della GDO e non solo anche dei tanti commercianti privati , che non vogliono perdere rendite di posizioni dominanti assolutamente in contrasto in una economia di libero mercato in quanto hanno creato un sistema in cui pochi sfruttano la fatica di tanti facendola passare anche come servizio ai consumatori. Su questa vicenda vogliamo esprimere il pieno e totale appoggio la Ministro. Per quanto ci riguarda, proveremo già da subito ad applicare almeno la sottoscrizione dei contratti di fornitura chiedendo un aiuto alle nostre Organizzazioni madri.

Infine prendiamo al volo questa opportunità per ringraziare pubblicamente gli oltre ottocento agricoltori firmatari  che hanno aderito alla nostra precedente iniziativa e che sentiamo a noi sempre vicini e partecipi anche a future iniziative. Siamo convinti che la politica, intesa in senso generale, deve cominciare a dare dei segnali coerenti con le sollecitazioni che le arrivano da tutte le parti , quindi siamo a chiedere con forza che vengano attivati gli opportuni controlli previsti dall’art.62  possibilmente dati in carico alla Guardia di finanza. Siamo altresì convinti che l’attuale classe dirigente, in tutti i consessi, non esprima mediamente un livello qualitativo adeguato all’attuale situazione. Ma è anche vero che rispecchiano una società che ha bisogno di forti cambiamenti che devono coinvolgere tutti noi in prima persona.

Imola, 5 maggio 2012

C.I.A. EMILIA ROMAGNA – VIA BIGARI 5/2 – 40128 BOLOGNA BO – TEL. 051 – 6314311 – FAX 051 – 6314333 C.F. 80094210376

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