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02/02/17 – CALABRONE ASIATICO

Un grave pericolo per gli alveari: la vespa velutina

Un nuovo predatore delle api viene dall’Asia

Comparsa in Europa per la prima volta nel 2004 in Francia, la Vespa velutina è stata responsabile,

secondo i dati forniti dalla Francia stessa, della perdita di alveari pari al 50% con un avanzamento potenziale di 100 km all’anno. Ora è arrivata nel nord Italia. Ma si sta diffondendo lontano dalla zona rossa di infestazione, il Ponente Ligure, dove è apparsa nel 2012.

La Vespa velutina, o calabrone asiatico, è un pericoloso insetto alieno predatore di api e altri impollinatori, che dopo la penetrazione in Liguria di ponente e Piemonte meridionale e centrale (in provincia di Cuneo e Torino) si sta spingendo sempre più verso il Veneto (in provincia di Rovigo), la Lombardia e l’Emilia. Comparsa in Europa per la prima volta nel 2004 in Francia, la Vespa velutina è stata responsabile, secondo i dati forniti dalla Francia stessa, della perdita di alveari pari al 50% con un avanzamento potenziale di 100 km all’anno. Oltre a cacciare direttamente le api all’ingresso dell’arnia, il calabrone impedisce loro di uscire per raccogliere nettare e polline, indebolendo in questo modo anche le colonie che rischiano di morire.

La segnalazione è giunta sul sito della rete scientifica StopVelutina coordinata dal CREA e comprendente CNR, Università di Firenze, Università di Pisa e gli apicoltori di Apiliguria. I ricercatori del CREA, quindi, sono già al lavoro per avviare una procedura di sorveglianza per la prossima primavera. In accordo con la Regione Veneto e con quelle limitrofe, infatti, si coordineranno con gli apicoltori, le associazioni, i rappresentanti di enti competenti per delineare insieme una strategia per tentare di eradicare o quantomeno contenere questo nuovo focolaio della Vespa velutina. In quest’ottica è sempre più urgente il finanziamento di una rete di monitoraggio scientifica, composta da alveari sentinella, in grado di intercettare l’avanzata di questo e altri parassiti.

Occorre dunque proseguire e incrementare le reti regionali già avviate nelle regioni finora considerate indenni, come quelle di Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, e ampliarle al Veneto e a tutto il Nord Italia.

asiatico, calabrone

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